domenica, 20 maggio 2012

Ape Maia-Bio, Forestale scopre frode su miele biologico

maia.jpgda Help Consumatori

Migliaia di confezioni di preparati a base di propoli sono state ritirate dal mercato nell’operazione “Ape Maia – Bio”, condotta dal Corpo Forestale dello Stato, che ha scoperto l’esistenza di frodi sul miele biologico. Le indagini hanno portato alla denuncia di 46 aziende. La Forestale ha scoperto che alcune partite di preparati a base di propoli, quali perle e soluzioni idroalcoliche, erano contaminate da acaricidi non consentiti dalla legge. Tutti i lotti sono stati ritirati dal mercato: fra questi, 2 mila bottigliette in soluzione idroalcolica e 455.000 perle da masticare.

La Forestale ha riscontrato una concentrazione di chlorfenvinfos e di coumaphos fuori norma. Per di più, uno dei due acaricidi, il chlorfenvinfos è una sostanza liposolubile vietata in Europa dal 2003.

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venerdì, 24 febbraio 2012

Falso bio, la scoperta de Il Salvagente

slavagente.jpgda Help Consumatori

Ricordate la truffa del falso bio venuta alla luce a dicembre del 2010 con una conferenza stampa della Guardia di Finanza? Il Salvagente, in edicola oggi, ha scoperto che oltre tutto quello che è stato scritto e detto sull’operazione “Gatto con gli stivali” c’è dell’altro e ha a che fare con il ruolo del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. In poche parole, secondo la ricostruzione del settimanale, “il bubbone scoppia nel 2010, quando la guardia di finanza e l’ispettorato centrale Controllo qualità e repressione frodi (ICQRF) del ministero puntano l’attenzione, seppur per ragioni differenti, su una quarantina di imprese, tutte operanti nel settore della produzione e della commercializzazione di cereali e frutta fresca in Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Puglia e Sardegna. Le indagini nascono parallele, ma ben presto prendono strade differenti: una, quella dei Finanzieri, si conclude con 7 arresti.

L’altra, quella dell’organo ministeriale, si perde nella nebbia”.

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mercoledì, 15 giugno 2011

OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA: ATTENZIONE A CIO' CHE MANGIAMO!

 

di Stella Di Maulo

italynature,olio extravergine d'oliva,frantoio,vendite online,biologico,prodotti biologici,olio biologico,olio dop,made in italy,risparmio mangiar sano,condimenti naturali,nature,genuinità,prodotti genuini,certificato biologico controlli effettuati,olio in bottiglia,termoli,molise,olio molisano,olio italiano,qualità,bttiglia d'olio,salute,bellezzaIn questo periodo di crisi il risparmio è d'obbligo, quindi le offerte delle grandi catene di distribuzione ci fanno gola.

Ma sappiamo davvero cosa stiamo acquistando?

 

Avete mai sentito parlare di "olio fantasma" o di olio lampante?

La dicitura attribuita ai tanti oli extravergine d'oliva messi in commercio a prezzi davvero bassi (anche 2 € al litro). E' bene sapere che si tratta di miscele di oli rettificati e trattati chimicamente con sostanze estremamente dannose per la nostra salute, unite ad una minima parte di olio di oliva di provenienza estera (Spagna, Grecia, Turchia).

logo 100%.jpgA questo proposito "INFOCONSUMATORI" propone un validissimo sito internet " www.italynature.com ", per l'acquisto di un "vero" olio extravergine di oliva, di sola provenienza italiana, precisamente dalla regione Molise.

L' Azienda Nature ha tutte le carte in regola per assicurare la genuinità e l'autenticità dei propri prodotti.

Sul sito infatti si possono visionare tutti i certificati e analisi riguardanti il biologico, dop e tutti i vari controlli di acidità effettuati sugli oli venduti sul sito.

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martedì, 07 dicembre 2010

Banca del cibo? No, cibo della banca

fragola_pesce.jpgdi Roberto Marrocchesi

Ogni volta che un qualche "vip" è visto mangiare un po’ di tofu, subito scrosciano gli applausi. Senz’altro si può affermare che le vecchie rockstar in cerca di mantener la linea o gli ex presidenti USA che hanno capito che c’è un nesso tra dieta e prevenzione dell’infarto, costituiscano un buon esempio da imitare, almeno che c’è chi ci tiene e ci pensa se non altro per sé (“We care”).

 

Al di là di queste belle notizie però, la situazione alimentare moderna mondiale è alquanto seria. Le vendite oggi dei cibi "Bio" in Europa ammontano solo al 2% dei consumi UE (26 paesi). In pratica, 21 M di € contro ad esempio 24 M di € in merendine confezionate. La realtà è ben altra cosa, ed è che la grande industria alimentare è la causa numero uno dello squilibrio alimentare, in pratica della fame, nel mondo odierno. Vediamo ora come il capitalismo finanziario dei disastri tragga vantaggio solo per il denaro in se’ dalla produzione di alimenti scadenti, purché altamente industrializzati.

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mercoledì, 02 giugno 2010

Prodotti biologici. Malgrado tutto sono buoni e utili

bio.jpgda Aduc - di Rosa e Marca

Gli alimenti biologici sono più cari degli altri. Ma sono anche più salutari? No, risponde Stiftung Warentest: non ci sono vere differenze di qualità e sapore rispetto ai prodotti convenzionali. Eppure...

Un consumatore ambientalista un po' ingenuo non può che restare di stucco a leggere quanto riporta la stampa tedesca sull'ultima ricerca eseguita dalla Fondazione Warentest riguardo ai cibi "naturali". Si parla di "bugia bio", di prodotti che non mantengono le promesse, insomma, non sarebbero più sani dei convenzionali, il sapore abbastanza simile e anche la qualità sarebbe poco diversa.
Gli esperti hanno esaminato 85 test eseguiti negli ultimi otto anni, dunque si può parlare di meta-analisi, che nel mondo scientifico ha un particolare credito. La loro attenzione si è rivolta soprattutto alla presenza di sostanze nocive, al sapore, al carico batteriologico.

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lunedì, 15 febbraio 2010

Il biologico risparmia energia

bio.gifda Terranata - di Virginia Greco
Uno studio condotto dalle Università di Pisa e Firenze evidenzia che il bilancio energetico tra agricoltura tradizionale e agricoltura biologica avvantaggia quest’ultima, la quale in particolare fa molto meno ricorso ai carburanti fossili. Di contro, però, la sua produttività risulta inferiore.

Grano duro e grano tenero: due delle specie dedicate al progettoDa ormai nove anni è in corso al centro di ricerca “Enrico Avanzini” dell’Università di Pisa (in collaborazione con l’Ateneo fiorentino) una sperimentazione che mette a confronto il sistema di coltivazione tradizionale (ossia intensivo) e quello biologico, per valutare il consumo energetico che essi comportano.

 

Sono stati dedicati al progetto 24 ettari di terreno, 12 per ciascuno dei due tipi di agricoltura. Le specie coltivate sono grano duro e grano tenero, mais, favino e girasole.

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