sabato, 10 aprile 2010
CARTE DI CREDITO: CODACONS STUDIA CLASS ACTION A FAVORE DEGLI UTENTI
Una class action a tutela di tutti gli utenti italiani vittime dei tassi usurari applicati sulle carte revolving. La annuncia il Codacons, il cui ufficio legale ha avviato le pratiche per studiare l'azione legale collettiva.
"Da anni denunciamo la poca trasparenza che regna in questo settore, dove i consumatori giocano la parte delle prede da sbranare - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Ora la decisione della Banca d'Italia apre la strada non solo alle richieste individuali di rimborso da parte di chi ha pagato tassi usurari, ma anche ad azioni collettive volte ad ottenere il risarcimento dei danni subiti'.
"Gli interessi a debito delle carte di credito rappresentano un terreno torbido che non ci ha mai convinto - prosegue Rienzi - per questo chiediamo all'Antitrust di avviare una indagine sul settore, verificando le condizioni applicate e sanzionando chi non garantisce adeguata trasparenza e applica tassi illegali'.
10:00 Scritto da: consumatori in BANCHE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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venerdì, 18 dicembre 2009
CLASS ACTION: DAL 1 GENNAIO 2010 L'AZIONE COLLETTIVA, MA E' UN'ILLUSIONE
Il 1° gennaio entra in vigore l’azione collettiva, un obiettivo ambito dalle associazioni consumatori per veder riconosciuto il diritto ad un risarcimento in tutti quei casi di pratiche commerciali scorrette in cui i consumatori sono rimasti danneggiati nel settore della telefonia, del credito o del commercio.
Ma la normativa approvata purtroppo lascia poche speranze.
Poche speranze perché affida ai consumatori l’onere di avviare un’azione collettiva quando hanno già difficoltà a ricorrere al giudice per i propri problemi.
Poche speranze, poiché la legge parla di interessi identici mentre avremmo voluto che si parlasse di interessi “omogenei” per ricomprendere con tale accezione tutti quei problemi che abbiamo denunciato in questi anni.
Con il vincolo di interessi identici si restringe in modo spaventoso la possibilità di ricorrere all’azione collettiva.
Infine vi è il danno punitivo che la legge pone a carico non dell’impresa responsabile della pratica commerciale scorretta, ma dei consumatori che attivano l’azione collettiva.
12:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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