martedì, 10 gennaio 2012
Sarah Scazzi, via al processo a Taranto
Nel Palazzo di giustizia di Taranto via alla prima udienza del processo per l'omicidio di Sarah Scazzi. In una gabbia alla sinistra della Corte d'Assise ci sono le uniche detenute, Cosima Serrano e sua figlia Sabrina, accusate del delitto. In tutto gli imputati sono nove. Sabrina, a inizio di udienza, è scoppiata più volte in lacrime. In aula anche Michele Misseri e la famiglia della 15/enne di Avetrana strangolata il 26 agosto 2010.
Sabrina scoppia a pingere. Sabrina, ad inizio di udienza, è scoppiata più volte a piangere. «È normale - ha detto Nicola Marseglia, uno dei suoi avvocati - che in una situazione come quella odierna, a dibattimento, l'imputata, rimasta nella gabbia e neppure ammessa a stare a fianco del difensore, possa aver avuto una reazione come questa.
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lunedì, 21 marzo 2011
SARAH SCAZZI: GARANTE PRIVACY NON ADOTTA PROVVEDIMENTI, MA TRASMETTE ATTI A PROCURA
Il Garante della privacy ha risposto alla segnalazione del Codacons sul caso di Avetrana. Nel mese di ottobre l'associazione di consumatori aveva presentato un esposto al Garante per la protezione dei dati personali e al Ministro della Giustizia perchè accertassero violazioni della privacy e delle leggi vigenti. Il Garante aveva immediatamente aperto una istruttoria preliminare in relazione alla diffusione di dati concernenti le indagini sull'omicidio di Sarah Scazzi, al fine di verificare la liceità del trattamento in rapporto alla disciplina sul segreto delle indagini preliminari e al divieto di pubblicazione degli atti giudiziari (artt. 114 e 329 cod. proc. pen.), nonchè in rapporto alle garanzie poste dal Codice in materia di protezione dei dati personali.
Ricordiamo che nel caso Avetrana furono diffuse le registrazioni audio degli interrogatori, gli atti delle indagini preliminari, le dichiarazioni delle persone informate dei fatti oltre a particolari macabri e superflui ai fini del diritto di cronaca.
17:00 Scritto da: consumatori in PRIVACY | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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mercoledì, 10 novembre 2010
PRIVACY, PIZZETTI: "PIU' I PROCESSI SI FANNO IN TV, MENO SI ARRIVA ALLA RISOLUZIONE DEI CASI'
"Più i processi si fanno in tv, meno si arriva alla risoluzione dei casi'. Questa l'accusa lanciata oggi dal Garante della Privacy, Francesco Pizzetti, nel corso del convegno organizzato a Roma dal Codacons.
Si tratta di un'affermazione importante - commenta l'associazione - specie in questo periodo in cui i mass media seguono con attenzione morbosa gli episodi di cronaca nera come il delitto di Avetrana, spesso violando le fondamentali regole in materia di privacy, al punto che sul caso lo stesso Garante ha aperto una apposita indagine dopo una denuncia del Codacons.
La privacy, da Cenerentola dei diritti (così come definita dal Codacons nel 2001), è diventata la strega cattiva dei diritti - ha dichiarato nel corso del convegno il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Questo perchè la sinistra e l'intellighentia italiana vogliono sempre più intercettazioni, finendo così per favorire la casta dei magistrati, la quale preferisce ricorrere al mezzo dello spionaggio e delle intercettazioni anzichè lavorare sodo e compiere accurate indagini.
In una siffatta situazione - ha proseguito Rienzi - chi vuole difendere la privacy viene attaccato, perchè si considera tale diritto accessorio e secondario rispetto alla sicurezza e alla giustizia. Al contrario, si tratta di un diritto sacrosanto della persona, che va assicurato e tutelato attraverso tutti i mezzi possibili.
Il convegno odierno - organizzato da Codacons, ISES ed al Lithuanian Consumer Institute - aveva ad oggetto la tutela della privacy dei ragazzi, in quanto categoria più indifesa nell'utilizzo delle nuove tecnologie di comunicazione ed in particolare di Internet. Su tale fronte il Garante Francesco Pizzetti ha sottolineato la necessità (e le difficoltà) di arrivare ad un "diritto mondiale condiviso', definendo "inaccettabile' la mancanza di regole nel mondo del web.
12:00 Scritto da: consumatori in TV | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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lunedì, 25 ottobre 2010
Caso Sarah Scazzi. Resoconto di un avetranese: Etica e Deontologia professionale fai da te.
da Presidente Dr Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE
«Con il caso di Avetrana bisogna, ove ve ne fosse bisogno, rivalutare il ruolo e l’utilità sociale dell’informazione in Italia. Va bene l’intento investigativo e il pungolare la magistratura a tener desta l’attenzione sul caso, ma sforare lo sciacallaggio ed istigare alla violenza, no!! Non è ammissibile ricevere email ingiuriose e minacciose da parte di chi è manipolato dal circo mediatico, sol perché si è cittadini avetranesi. La notizia si dà, non si fa. L’accusa di omertà rivolta a chi si batte contro tutte le mafie è offensiva e controproducente, specie se rivolta a chi ben conosce la professione e le origini di chi inveisce con queste accuse e dovrebbe invece tacere. Una comunità sana non parla se non ha conoscenza oggettiva dei fatti e non può sapere cosa succede in uno scantinato». Questo dice il dr. Antonio Giangrande, presidente della “Associazione Contro Tutte le Mafie, avetranese doc.
Tv e giornali con i loro inviati cercano di carpire le verità sul caso Sarah Scazzi, senza l’ausilio dei professionisti e delle associazioni locali. Un’orda di giornalisti appostati in un vicoletto (prima la casa di Sarah e poi di Sabrina) a porre domande tendenziose ai curiosi che spesso di Avetrana non sono, o rivolte a chi è poco scolarizzato. Chi porta giacca e cravatta viene escluso. Naturalmente, ogni riferimento alle più svariate prese di posizione, a dire dei giornalisti, della totalità dei cittadini di Avetrana per qualsiasi argomento è falso. Perché Avetrana sono anch’io, e nessuno ha mai chiesto il mio parere a qualunque riguardo.
10:20 Scritto da: consumatori in TV | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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