lunedì, 26 luglio 2010
DALLA LIRA ALL'EURO: Prezzi aumentano piu' a sud che a nord. Studio
Dall'introduzione dell'euro a oggi, i prezzi sono aumentati soprattutto al Sud. A confermarlo sono i dati statistici elaborati dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre. Se, dal 2001 al giugno 2010, la media italiana di incremento dei prezzi e' stata del 20%, la Calabria e' la regione che ha subito l'aumento piu' elevato: +25,8%. Seguono la Campania (+25,4%), la Sicilia (+22,6%) e l'Abruzzo (+21,2%).
Ultime, in questa speciale graduatoria, sono il Veneto (+18%), la Lombardia (+17,9%) e, all'ultimo posto, la Toscana dove i prezzi sono lievitati 'solo' del 17,8%. Gli aumenti maggiori hanno interessato gli alimentari e le bevande, la casa, le bollette di acqua, elettricita' e gas.
"E' opportuno sottolineare che la maggior crescita dell'inflazione non deve essere confusa con il costo della vita. La vita al Nord - spiega Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia Mestre - e' molto piu' costosa che nel Mezzogiorno.
Altra cosa, invece, e' analizzare, come abbiamo fatto noi, la dinamica inflattiva registrata in un determinato periodo di tempo. Noi riteniamo che una delle ragioni che ha fatto lievitare maggiormente i prezzi al Sud, e' dovuta al fatto che la base di partenza dei prezzi nel 2001 era molto piu' bassa nel Mezzogiorno che nel resto del Paese."
Tuttavia, precisa Bortolussi,"a condizionare questo risultato hanno concorso molte criticita' presenti nel Sud: come il drammatico deficit infrastrutturale; la presenza delle organizzazioni criminali che condizionano molti settori economici; la poca concorrenza nel campo dei servizi e, soprattutto, un sistema distributivo delle merci molto arretrato e poco efficiente".
18:00 Scritto da: consumatori in PREZZI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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lunedì, 04 gennaio 2010
ISTAT: Prezzi. A dicembre 2009 piu' 1% rispetto ad un anno prima
Sulla base dei dati pervenuti, l’Istituto nazionale di statistica (Istat) stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), relativo al mese di dicembre 2009, presenti una variazione di più 0,2 per cento rispetto al mese di novembre 2009 e di più 1,0 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
In base alla stima provvisoria, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra nel mese di dicembre una variazione di più 0,2 per cento rispetto al mese precedente e una variazione di più 1,1 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Alcune caratteristiche dell’IPCA, ed in particolare il fatto che tale indice tiene conto, diversamente dall’indice nazionale NIC, anche delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi e promozioni), possono determinare in alcuni mesi dell’anno andamenti congiunturali significativamente diversi da quelli dell’indice nazionale.
Sulla base dei dati finora pervenuti gli aumenti congiunturali più significativi dell’indice per l’intera collettività si sono verificati per i capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (più 1,8 per cento), Ricreazione, spettacoli e cultura (più 0,7 per cento) e Trasporti (più 0,5 per cento). Variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Prodotti alimentari e bevande analcoliche e Istruzione. Variazioni negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (meno 0,4 per cento), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 0,3 per cento) e Servizi ricettivi e di ristorazione (meno 0,1 per cento).
Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (più 4,4 per cento), Altri beni e servizi (più 3,0 per cento) e Istruzione (più 2,4 per cento). Una variazioni tendenziale negativa si è verificata nel capitolo Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 2,3 per cento).
14:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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