lunedì, 15 febbraio 2010
Una 'fastidiosa anomalia' di Borsa legata al calendario?
Se i mercati fossero efficienti in senso informativo, non dovrebbero esistere opportunità di profitto facili da cogliere, senza rischi e costi aggiuntivi, o almeno, dovrebbero esistere solo per limitati periodi temporali. Come interpretare quel “limitati” è una questione tutt’altro che semplice ma che non è utile affrontare in questa sede.
Le anomalie di calendario, soprattutto quelle di più lungo termine, creano qualche grattacapo ai ricercatori finanziari che credono nell’efficienza dei mercati e che devono cercare di spiegarle.
Sembra infatti che vi siano dei giorni del mese in cui si possa prevedere una perdita media dei mercati azionari, come il lunedì, e giorni in cui il rendimento è positivo, come il venerdì.
Un altro esempio riguarda i mesi dell’anno: gennaio in molti mercati è stato il mese migliore dell’anno per lunghi archi temporali, al contrario settembre si è dimostrato il peggiore.
Allungando l’orizzonte temporale, in modo anche da limitare i costi di transazione, pericolo numero uno per i piccoli investitori che inseguono queste anomalie, e trovandoci all’inizio di un nuovo decennio, ho analizzato il comportamento del mercato azionario statunitense ed italiano nella prima parte di un decennio (i primi 5 anni, dagli anni “00” agli anni “04”) e nella seconda parte (i secondi 5 anni, dagli anni “05” agli anni “09”).
I risultati sono certamente curiosi e non ben auguranti purtroppo!!
Di seguito, si veda prima il confronto per il mercato azionario statunitense dal 1930 al 2009 e successivamente quello per la nostra Borsa, sempre dal 1930 al 2009, rielaborando i dati dell’indice Mediobanca.
17:00 Scritto da: consumatori in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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