mercoledì, 22 febbraio 2012

Santoro ha diffamato la Fiat Paga la Rai: 5 milioni

santoro.jpgda Liberoquotidiano.it

Nel 2010 puntata "non veritiera" di Annozero contro il Lingotto: Michele salvo, Formigli e azienda condannati al maxirisarcimento

E meno male che quando la Rai lo aveva spedito via, in tanti avevano urlato allo scandalo per i mancati introiti che sarebbero derivati alla Rai dalla cancellazione di Annozero dal palinsesto della televisione pubblica. Ecco quel che succede: la Rai si trova a pagare la bellezza di 5 milioni di euro per un servizio trasmesso da Annozero il 2 dicembre 2010 e che il tribunale civile di Torino ha giudicato denigratorio nei confronti della Fiat. In quell'occasione, la trasmissione di Michelino aveva preso di mira la Alfa Mito. Lui, Santoro, l'ha scampata ed è stato assolto. Condannati, invece, la Rai e il giornalista Corrado Formigli.

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mercoledì, 17 marzo 2010

PAR CONDICIO: OLTRE AL RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO, UNA CLASS ACTION PER LA RESTITUZIONE AGLI UTENTI DI UN DODICESIMO DEL CANONE RAI.

porta2.jpgda Federconsumatori
Alla luce della grave decisione del CDA RAI di rinviare di nuovo alla Commissione di Vigilanza la decisione sulla rimessa in onda dei talk show informativi, sottraendosi, di fatto, dalla responsabilità di assumere tale scelta, abbiamo deciso di continuare con risoluzione la nostra battaglia già intrapresa per la difesa del diritto all’informazione dei cittadini.
“Non solo, come già annunciato, ricorreremo al Consiglio di stato, ma stiamo valutando l’opportunità, dandone comunicazione al CDA RAI, di mettere in campo tutte le pratiche per avviare una Class Action per la restituzione di un dodicesimo del canone RAI versato dagli utenti del servizio pubblico” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.
Tale rivendicazione emerge in ragione dei doveri previsti dal Contratto di Servizio della RAI per cui si paga il canone e della “difformità”, nell’intero mese di Marzo, rispetto ai programmi diffusi. A maggior ragione a ridosso di un momento delicato ed importante quale è, appunto, l’appuntamento elettorale.
In ogni caso, un fatto è certo: nessuno potrà mai “rimborsare” i cittadini per le carenze di democrazia che tale provvedimento ha determinato nel nostro Paese.
 

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