martedì, 02 marzo 2010
Audiovisivi on line. Il governo approva il decreto legislativo
Il Consiglio dei Ministri - su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, e del Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi - ha approvato in via definitiva il decreto legislativo di recepimento della direttiva sui servizi di media audiovisivi, già approvata in prima lettura il 17 dicembre 2009.
Siti Internet tradizionali, blog, motori di ricerca, versioni on line di quotidiani e riviste restano fuori dalle nuove norme. Il nuovo testo - che ha recepito alcune osservazioni delle commissioni parlamentari competenti - specifica anche che l'autorizzazione generale per i servizi tv a richiesta "non comporta in alcun modo una valutazione preventiva sui contenuti", ma si limita a individuare il soggetto che la richiede con una dichiarazione di inizio attività. Questioni con non pochi elementi controversi.
Sul fronte dell'audiovisivo, tornano gli obblighi di programmazione di prodotto italiano ed europeo per tutti gli operatori (compresa la pay-tv), nonchè le quote di programmazione e di investimento previste per la Rai. Di seguito le principali novita' come comunicate dal governo. Qui il testo integrale.
19:00 Scritto da: consumatori in INTERNET | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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venerdì, 19 febbraio 2010
ACQUA: RONCHI, QUANTO E' CARO MONOPOLIO PUBBLICO. CODACONS:QUANTO SONO CARI I POLITICI NEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE
In relazione alla dichiarazione del ministro per le Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, che sembra attribuire alla mancata liberalizzazione del servizio idrico il fenomeno della dispersione dell'acqua potabile ed il costo delle inefficienze di gestione, il Codacons risponde al ministro che se la gestione pubblica dell'acqua non funziona in alcune realtà è solo per colpa dei suoi colleghi politici incapaci e non perchè il sistema pubblico è inadatto a gestire il servizio, come dimostrano il caso della Puglia e di Parigi.
Inoltre il ministro Ronchi farebbe bene a spiegare prima agli italiani quanto costano tutte le società ed i consigli di amministrazione creati ad hoc dai politici pur di piazzare i trombati di turno, gli amici, i parenti ed i raccomandati.
La realtà è che si vuole fare anche dell'acqua l'ennesimo business in cui potersi tuffare. Un sistema che non servirebbe affatto ad eliminare le dispersioni della rete, visto che i privati avrebbero come unico interesse quello di ottenere aumenti delle tariffe e non certo di fare investimenti straordinari.
Ecco perchè il Codacons ha stimato che la privatizzazione dell'acqua determinerà in 3 anni un aumento medio del 30 % delle tariffe dell'acqua. I consumatori, insomma, finiranno per pagare non solo il costo, ma anche il profitto del privato che deve necessariamente conseguire un utile dalla fornitura idrica.
10:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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