mercoledì, 25 gennaio 2012

Lavoro, le linee del governo in cinque capitoli. Uso limitato della cassa integrazione

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Nella riforma del lavoro allo studio del governo ci sarà, ha anticipato il ministro per il Welfare Elsa Fornero nell’incontro avuto con le parti sociali a palazzo Chigi, «uno schema di reddito minimo», che richiede «risorse ora non individuabili». Per questo e per «ragioni di bilancio lo schema potrebbe essere già individuato in questa riforma ma, per le stesse ragioni, l’applicazione normativa potrebbe essere dilazionata».

GLI AMMORTIZZATORI – Il governo propone anche di riformare il sistema di ammortizzatori sociali puntando su un meccanismo con due possibilità: un sostegno per le crisi temporanee e un altro per chi perde il lavoro. «Servono ammortizzatori che facilitino la ricollocazione dei lavoratori – ha detto Fornero -. Per raggiungere l’obiettivo sarebbe importante un passaggio ad un sistema integrato, basato su due pilastri: uno per la riduzione temporanea dell’attività, l’altro, per il sostegno al reddito di chi abbia perso il lavoro».

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giovedì, 15 aprile 2010

Disoccupazione, allarme giovani

disoccupazione.jpgda L'Avvenire - di PIETRO SACCÒ

Uno su dieci, nella zona euro, non lavora. Il tasso di disoccupazione di febbraio comunicato ieri dal l’Eurostat è il più alto dal 1998. Fossero una nazione, i 23 milioni di disoccupati europei oggi sarebbero il 7° stato più popoloso dell’Unione, inserendosi tra la Polonia e la Ro­mania. Nella sola area dell’euro cercano un’occupazione 15,7 milioni di persone, 61mila in più da gennaio. Il confronto con il febbraio del 2009 è pesante: i posti di lavoro bruciati sono 1,84 milioni.
L’Italia ha mantenuto un tasso di senza lavoro dell’8,5%. È il dato peggiore degli ultimi sei anni, ma resta migliore di quello di altre (anche grandi) economie del vecchio continente: in Spagna la disoccupazione è al 19%, in Francia al 10%, me­glio che da noi va in Germania (7,5%) e Regno Unito (7,7%). Se si passa dalle percentuali ai numeri le cifre fanno più impressione. Gli italiani che cercano un lavoro sono 2,12 mi lioni,
quattromila in più rispetto a gennaio e trecentomila in più nel confronto con un anno fa. Ma è soprattutto la situazione lavorativa dei giovani il problema dell’Italia. Tra gli italiani che hanno meno di venticinque più di uno su quattro (28,2%) non lavora. Un dato salito in un anno di 4 punti percentuali, e che ci colloca tra i primi posti in Europa, dietro a Spagna (disoccupazione giova nile al 40,7%), Irlanda (28,6%) e Slovacchia (33,2%).

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