sabato, 08 maggio 2010
Gioco d’azzardo e telefonini, nuove patologie
Quasi 4 milioni di italiani malati di gioco, lavoro.E come se non bastasse, uno studente su 3 è dipendente dal telefonino. È quanto emerge dai dati forniti dalla S.I.I.Pa.C, la Società italiana intervento patologie compulsive, che si occupa di guarire gli italiani da queste nuove “addictions”. Si tratta di vere dipendenze, alla stregua di quelle più classiche da droga e alcol. Il lavoro e il sesso sono quelle più diffuse tra gli italiani (il 6%), ma la dipendenza che si cura di più è quella dal gioco (ne è colpita il 3% della popolazione).
In questo caso, ha spiegato la psicologa Florinda Maione, responsabile della sede S.I.I.Pa.C di Roma, tra le vittime ci sono anche giovanissimi, anziani e donne. Ma come gioco non si intende solo quello d’azzardo. «Si va dal gioco on line – ha spiegato Maione – che è più alla portata dei giovani, che giocano riuscendo facilmente a tenere all’oscuro i genitori, al “gratta e vinci” che è vietato ai minori, ma questo si dice troppo poco». I giovanissimi, tra l’altro, non esitano a fare scommesse in denaro. Le donne, spiega ancora Maione, «puntano più su giochi come il lotto, il bingo e le slot machine». Il risultato è sempre lo stesso: «Un danno economico – sottolinea la psicologa – ma anche una vita rovinata: il gioco influisce al punto da far perdere gli affetti e anche il lavoro». Stesse percentuali per la dipendenza dal lavoro, una patologia più maschile: «In Italia è colpito il 6% e le categorie più a rischio sono i manager e i giornalisti. A livello mondiale – ha ricordato la psicologa – l’8% è risultato patologico e la graduatoria vede Usa al primo posto, a seguire Giappone e Israele». Tra le nuove dipendenze patologiche, spicca quella dal telefonino: ad essere colpito è il 34,6% della popolazione studentesca nella fascia d’età compresa tra i 14 e i 21 anni.
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giovedì, 06 maggio 2010
Alcol, cresce il consumo tra i giovani
da L'Avvenire
Il consumo di alcol in Italia è stabile, ma i più giovani sono quelli che «alzano di più il gomito» soprattutto fuori pasto. È quanto emerge dal rapporto: «L’uso e l’abuso di alcol in Italia» dell’Istat (dati 2009), che ha scattato una fotografia su una popolazione da 11 anni in su e per 10 anni. Quello che cambia è il model lo di assunzione: aumenta il consumo di alcolici fuori pasto, mentre stabile è il binge drinking, ossia il consumo di 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione (con conseguente ubriacatura) che vede particolarmente a rischio i minorenni.
La diffusione del consumo di alcol in generale – si legge nel rapporto – è sostanzialmente stabile, ma il modello di con sumo tradizionale, basato sulla consuetudine di bere vino durante i pasti con frequenza giornaliera, sta progressiva mente cambiando. Si sono consolidati, soprattutto nei giovani e nei giovani adulti, comportamenti più vicini a un modello di consumo di tipo nordeuropeo, basato principalmente su occasioni di consumo al di fuori dei pasti. Si è ridotta, infatti, la quota di consumatori giornalieri, mentre è aumentata quella dei consumatori occasionali e quella del consumo di alcolici fuori dai pasti. Il cambiamento è ancora più evidente tra le donne: si registra infatti un incremento del 23,6% di consumo fuori dai pasti, con tro il 6,2% dei maschi.
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mercoledì, 14 aprile 2010
L'alcool miete 30mila vittime ogni anno. Rapporto
L’alcol rappresenta un importante fattore di rischio per la salute, causa di malattie croniche, di incidentalità stradale, domestica, lavorativa e di episodi violenti.
Si stima che nel nostro paese il consumo di bevande alcoliche sia causa di almeno 30mila decessi, parzialmente o totalmente evitabili a fronte di un corretto atteggiamento nel bere. L’alcol inoltre è la prima causa di morte tra i giovani sino all’età di 24 anni, decessi prevalentemente legati al problema di uso e abuso alla guida.
Questi alcuni dei dati diffusi nel nuovo rapporto “Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia”, una valutazione sull’impatto dell’uso e abuso di alcol in Italia a cura dell’Osservatorio Nazionale Alcol-CNESPS. L’Osservatorio Nazionale Alcol del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute è da dieci anni il riferimento formale e ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità per la ricerca, la prevenzione, la formazione in materia di alcol e problematiche alcol-correlate.
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sabato, 13 marzo 2010
ALCOL: AUMENTA IL CONSUMO TRA I GIOVANI MENTRE L'80% DEI LOCALI NON RISPETTA IL DIVIETO DI VENDITA DOPO LE ORE 2
Incremento dei controlli nei locali, giro di vite contro i trasgressori e maggiore informazione nelle scuole e nei luoghi di incontro dei giovani. Questa la ricetta proposta oggi dal Codacons per combattere i dati allarmanti che vedono aumentare il numero di ragazzi che consuma abitualmente alcolici.
Pochi giorni fa il Ministero della salute ha fornito i numeri del fenomeno: il 17,6% di ragazzi tra gli 11 e i 15 anni, circa mezzo milione, consuma abitualmente bevande alcoliche. Non solo. Cresce il numero dei giovani che praticano almeno una volta a settimana il binge drinking, consumi occasionali di alcol ad alta intensità, fenomeno che nel nostro paese coinvolge 1 cittadino su 3.
Dati che si riflettono sia sul fronte della sicurezza stradale (nel 2007 l'alcol ha causato 432 morti sulle strade nella fascia d'età 25-29 anni, mentre il 2,09% di tutti gli incidenti stradali è attribuibile all'alcol), sia su quello sanitario (aumento del 6,5% delle diagnosi di cirrosi epatiche alcoliche nel periodo 2000-2006).
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mercoledì, 16 dicembre 2009
Morti sulle strade grazie all'alcool
Nel 2008 in Europa sono morte sulle strade 39mila persone, mentre 1 milione e 700mila sono rimaste ferite. Se ne è parlato al convegno "Safe&Sober Italy: prevenzione e riduzione della sinistrosità alcol-correlata", organizzato dallo European Transport Safety Council (Etsc) in collaborazione con la fondazione Ania per la sicurezza stradale.Nel nostro Paese si è riscontrata una flessione del 33% della mortalità stradale rispetto al 2000, quando si registravano 7.061 vittime a causa di incidenti stradali, ma l`Italia si trova ancora ben lontana dal raggiungere l`obiettivo fissato dalla Commissione europea di dimezzare i morti da incidente stradale entro il 2010. Va, inoltre, sottolineato che il decremento percentuale delle vittime registrato all'interno dei nostri confini è al di sotto di quello conseguito nei principali Paesi europei, come Francia (-47,1%), Spagna (-46,3%) e Germania (-40,3%).
Studi della Commissione europea stimano che l'alcol alla guida contribuisce a determinare circa 10mila morti l'anno in Europa ed è responsabile di circa il 30% delle morti tra i conducenti. Allo stesso modo, secondo l`'stituto superiore di sanità, circa il 30% degli incidenti stradali in Italia è provocato da conducenti in stato psicofisico alterato da alcol e droghe. "L'alcol miete vittime soprattutto tra i giovani - spiega Umberto Guidoni, segretario generale della fondazione Ania per la sicurezza stradale - e la perdita di una vita è incomparabile rispetto a qualsiasi parametro economico. Una presa d'atto e le relative misure di intervento rappresentano i necessari passaggi da parte del Governo su questo tema. Le nostre forze dell'ordine hanno fatto miracoli, raddoppiando i controlli sulle strade, ma ora è assolutamente prioritario che il Parlamento riconsideri le risorse stanziate per il miglioramento della sicurezza stradale in Italia. Solo con un significativo aumento dei test alcolemici sarà possibile creare un forte deterrente nei confronti di chi, ancora oggi, si mette alla guida in condizioni alterate da alcol e droga Le istituzioni devono rendersi conto che ci troviamo di fronte ad una emergenza nazionale, non esistono temi di maggiore rilevanza".
"Di tutte le vittime per incidente stradale - sottolinea Antonio Avenoso, direttore esecutivo di Etsc - quelle causate dall'alcol sono tra le più deplorevoli poichè conseguenza di un comportamento scorretto altamente rischioso e di certo prevenibile. Controlli frequenti ed inflessibili ed utilizzo delle più moderne tecnologie, tra cui gli alcohol interlocks, sono tra le misure più efficaci per la riduzione della mortalità alcol-correlata".
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martedì, 01 dicembre 2009
CROCE ROSSA:CRISI MONDIALE SULLE STRADE. LIMITARE LA VELOCITA' ED IL CONSUMO DI ALCOL
Una vera e propria "crisi mondiale della sicurezza stradale". E' stato definito così il drammatico aumento delle morti in seguito ad incidenti stradali: circa 3.000 decessi al giorno in tutto il mondo, pari a 1,3 milioni l'anno. I dati sono stati diffusi a Ginevra dalla Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, che hanno lanciato un appello all'azione. Le statistiche sono state definite "spaventose" dal segretario generale della Federazione, Bekele Geleta, a pochi giorni dalla prima Conferenza ministeriale mondiale sulla sicurezza stradale. Questi decessi, più circa i 50 milioni di feriti causati ogni anno da incidenti della circolazione "potrebbero in buona parte esere evitati" ha aggiunto il segretario generale. La Federazione intende chiedere ai governi di adottare ed applicare leggi per limitare la velocità ed il consumo di alcol, oltre a rendere obbligatori in molti Paesi la cintura di sicurezza ed il casco. La situazione nei Paesi sviluppati tende a migliorare, ma in assenza di azuioni concrete, la mortalità nei Paese a basso e medio reddito raddoppierà entro il 2020, afferma la Federazione.
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