venerdì, 20 gennaio 2012

No allo scippo dei referendum

acqua.jpgda Adico

L’appello. Ventimila firme raccolte in poche ore. Per chiedere al Governo Monti di “abbandonare la strada delle liberalizzazioni per quanto riguarda il servizio idrico”. Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica torna in campo, per difendere l’esito del referendum dello scorso giugno. Nell’appello, pubblicato su acquabenecomune.org, si legge: “ Con l’articolo 20 della bozza di decreto che verrà licenziato giovedì 19 gennaio dal Consiglio dei Ministri, infatti, si attaccano direttamente i risultati del referendum di giugno e la volontà di 26 milioni di cittadini”
Beni comuni. Tante le firme eccellenti.

Continua...

00:05 Scritto da: consumatori in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

sabato, 24 luglio 2010

ACQUA: NON SI MISTIFICHI LA REALTA'. SI APRA FINALMENTE UN SERIO CONFRONTO NEL PAESE E NELLE ISTITUZIONI DOPO LO STRAORDINARIO RISULTATO DELLA RACCOLTA FIRME PER IL REFERENDUM

acqua.jpgda Federconsumatori

 

Cari Ministri così non va.

Dopo aver preso, a suo tempo, provvedimenti relativi ad un settore così importante e delicato, in pochi giorni, sbrigativamente, inserendoli in un decreto Omnibus (in cui si definivano norme su svariati settori), ricorrendo addirittura al voto di fiducia parlamentare, estromettendo così la discussione all’interno del parlamento e del Paese. Ancora oggi, per giustificare tale inaccettabile condotta, si porta avanti una distinzione del tutto astratta e pretestuosa tra gestione del ciclo e possesso dell’acqua.

 

acqua2.jpg“Chi capta l’acqua, sia essa di pozzo, di lago, di fiume, ecc., la depura per renderla potabile, la distribuisce e ne incassa i ricavi dalle tariffe, è o no l’effettivo proprietario di questo bene?” – dichiara Rosario Trefiletti.

Per noi la risposta a tale quesito sta nei fatti concreti.

Quindi, se un’impresa privata gestisce il ciclo è privatizzato, e con lui il prodotto che si vende, e cioè l’acqua.

Esemplificando ulteriormente, non è che un’azienda privata che gestisce l’intero ciclo produttivo, che capta raggi solari, trasformandoli in energia elettrica per poterla vendere e incassare i proventi non possa essere definita privata poiché il sole, fonte primaria, non è stato privatizzato e rimane di natura pubblica.

Inoltre, vogliamo ricordare che in questo settore, che consideriamo di utilità generale, le esperienze di servizio gestito da privati hanno portato ad incrementi tariffari notevoli, anche del 65%, senza alcun miglioramento generale di un ciclo che, oltre ad essere diseguale in qualità ed in quantità nell’intera penisola, registra perdite di oltre il 40% del prodotto trasportato, con punte, nel Sud, del 55%.

Continua...

15:00 Scritto da: consumatori in ALIMENTI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

venerdì, 19 febbraio 2010

ACQUA: DOPO LA PRIVATIZZAZIONE, ORA SI TENTA DI ABOLIRE ANCHE GLI ATO, APRENDO COSI' LA STRADA AD UNA PIENA DEREGOLAMENTAZIONE DEL SETTORE IDRICO

AcquaPrivatizzata.jpgda Federconsumatori
Assolutamente inaccettabile è la proposta approvata in Commissione Affari Costituzionali, Bilancio e Tesoro, sull’abrogazione degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) di acqua e rifiuti.
Questa approvazione è completamente coerente con la volontà di arrivare in un settore delicatissimo quale quello dell’acqua ad una completa deregolamentazione, seguendo la filosofia del Decreto Ronchi ultimamente approvato.
Si persiste, perciò, nel seguire una strada completamente sbagliata, che non solo non risolverà i problemi del settore, caratterizzato da inefficienze che danno luogo anche a gravi dispersioni idriche, ma che aggraverebbe i costi in bolletta, come già verificatosi in casi analoghi del 15-20%.
“Vogliamo ricordare, pertanto, che abbiamo costituito, insieme ad Adusbef e Movimento Consumatori, il Comitato per l’abrogazione delle norme del Decreto Ronchi relativamente alla privatizzazione dell’acqua” – dichiara Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori.
Naturalmente, inoltre, ci opporremo a questo maldestro tentativo di abolizione degli ATO e, dal momento che deve essere ancora approvato dalle Camere, confidiamo in un sussulto di responsabilità da parte dei parlamentari, affinché non facciano passare l’ennesima legalizzazione di possibili abusi e speculazioni su una risorsa vitale quale l’acqua.    

13:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

lunedì, 08 febbraio 2010

La lotta per l'acqua pubblica è appena iniziata

acqua.jpgda Terranauta - di Andrea Bertaglio
 
L’acqua è un bene prezioso, si sa. Talmente prezioso che la sua privatizzazione potrebbe fruttare enormi guadagni: somme di denaro che verrebbero sborsate, come sempre, dalla cittadinanza. Un bene talmente prezioso, l’acqua, che persino la sonnolenta coscienza sociale degli italiani si sta svegliando. Come in Francia la città di Parigi, dopo avere privatizzato il suo sistema idrico, lo ha ri-trasformato in servizio pubblico, così in Italia si iniziano a vedere le prime concrete reazioni a quello che, probabilmente più di ogni altro, sembra un vero e proprio furto ai danni della collettività.
 

L’acqua, a livello globale, diverrà il bene più ambito in assoluto
I tentativi di rendere l’acqua sempre meno una risorsa a disposizione di tutti e sempre più una merce da far pagare (col tempo) a caro prezzo non sono una novità, ma sono iniziati già alcuni anni fa. Già nel 2002, infatti, fu varata una legge che portava le cosiddette “municipalizzate” ad essere trasformate in società per azioni.

 

Nel 2008 continuò quella che Paolo Rumiz ha definito (giustamente) “la svendita di un patrimonio comune, mascherata da rivoluzione efficientista”. Infatti, nel mese di agosto di quell’anno, e nell’assoluto silenzio della cosiddetta “opposizione”, venne approvata la legge 133, che con l'articolo 23 bis obbligava i comuni a mettere le loro reti sul mercato entro il 2010. L’ultimo in ordine di tempo è stato il recente decreto Ronchi (135/09), grazie al quale i comuni dovranno avere almeno un socio nella gestione del servizio idrico, diminuendo drasticamente la loro presenza a vantaggio dei privati.

Insomma, nel silenzio, nell’indifferenza e nell’ignoranza generali, con la pretesa attuazione di obblighi comunitari in materia di servizi pubblici locali e con la solita favola di un efficientismo che mai vedremo in questo Paese, si è cercato in tutti i modi di levare alle persone il bene più prezioso di tutti, la base stessa della nostra sopravvivenza.

Continua...

12:00 Scritto da: consumatori in AMBIENTE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook