giovedì, 05 aprile 2012

Disoccupazione record: a febbraio 9,3% tra i giovani il 31,9% non lavora

disoccupazione,lavoro,record,31,9%,occupazioneFonte: repubblica.it

Il tasso di disoccupazione a febbraio è al 9,3%, in rialzo di 0,2 punti percentuali su gennaio e di 1,2 punti su base annua. Si tratta del tasso più alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili). Mentre, guardando alle serie trimestrali, è il dato iù alto dal IV trimestre 2000. Sempre a febbraio. su base annua, il numero di disoccupati aumenta del 16,6%, ovvero di 335 mila unità. Lo stato dell’occupazione rilevato dall’Istat non lascia spazio all’ottimismo.
Giovani. In crescita anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni). A febbraio è al 31,9%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a gennaio e di 4,1 punti su base annua. Anche in questo caso si tratta del tasso più alto da gennaio 2004. Nel quarto trimestre del 2011, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni è salito al 32,6% dal 29,8% dello stesso periodo del 2010 con un picco del 49,2% per le giovani donne del mezzogiorno.

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sabato, 08 gennaio 2011

Disoccupazione giovanile ai massimi storici: + 28,9%

disoccupazione2.jpgda Adico
In Italia le persone in cerca di occupazione sono stimate dall'Istat in 2 milioni e 175 mila – fa sapere l’ADICO – con un tasso di disoccupazione stabile all'8,7%.
A comunicarlo l'Istat in base a dati destagionalizzati e a stime provvisorie.
Ma ad aumentare è soprattutto la disoccupazione giovanile – evidenziano gli analisti dell’ADICO – con un tasso record attestato al 28,9% ed aumentato di 0,9 punti percentuali rispetto a ottobre e di 2,4 punti rispetto a novembre 2009.
Drammatica l’ulteriore caduta del tasso di occupazione che pure sottostima la dimensione del problema poiché non include i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione – commenta il presidente dell'ADICO, Carlo Garofolini – drammatico soprattutto il livello della disoccupazione giovanile larga parte delle generazioni più giovani che transitano dalla precarietà all’esclusione senza speranza dal lavoro; drammatico l’ aumentano degli "inattivi", cioè quelli che hanno rinunciato a cercare o non possono più accedere al lavoro.
Bisogna bloccare subito la caduta dell’occupazione – conclude Carlo Garofolini – il poco lavoro che si crea e’ quasi esclusivamente precario o frutto della regolarizzazione.

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