venerdì, 30 luglio 2010
INCHIESTA MESSAGGERO SU SERVIZIO DI EMERGENZA NEL LAZIO. “Coinvolgere il Volontariato nel 118 non significa solo limitare la spesa pubblica”
In riferimento all’inchiesta del quotidiano Il Messaggero di Roma sull’organizzazione del 118 nella Regione Lazio, ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) precisa che la scelta di coinvolgere il Volontariato nel sistema Emergenza-Urgenza non deve essere considerata solo per limitare la spesa sanitaria delle Regioni ma deve essere frutto della consapevolezza che, attraverso il Volontariato, centinaia di migliaia di cittadini vengono formati e possono intervenire nelle situazioni di emergenza contribuendo, insieme al personale sociosanitario, a salvare molte vite.
“Il Volontariato – dichiara il Vicepresidente nazionale ANPAS Fabrizio Pregliasco e Responsabile nazionale ANPAS della Sanità - ha contribuito in molte Regioni sia a introdurre innovazione e sperimentazione nelle tecniche del soccorso, che a rendere il sistema 118 più flessibile ed in grado di modulare le proprie capacità di operare nel territorio. Se non ci fossero i volontari non sarebbe possibile dare risposte adeguate in territori difficili ma anche nei contesti metropolitani nei quali, e non solo per l’emergenza, le ASL fanno fatica a soddisfare la domanda di trasporto sanitario.”
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giovedì, 20 maggio 2010
Falso il 25% delle chiamate al 118
da L'Avvenire
I mitomani sono in calo ma sono ancora troppi. In tutto le telefonate di emergenza sono tredici milioni all’anno Mitomani, folli e buontemponi. In Italia circa il 25% delle telefonate rivolte al servizio 118 è falso. «Arriviamo sul posto e non troviamo niente», spiega Antonio De Santis, direttore sanitario dell’Ares 118 Lazio, intervenuto ieri a Roma alla presentazione dei congressi sul tema dell’emergenza, uno nazionale e l’altro internazionale, in programma ad inizio giugno nella Capitale. «In tutto il Paese il 118 raccoglie ogni anno circa 13 milioni di telefonate – sottolinea – e si riescono a garantire almeno 3 milioni di interventi. Una volta la percentuale delle telefonate false si assestava attorno al 30%, ora siamo scesi quasi al 25%». De Santis difende il lavoro svolto dagli operatori italiani in questo settore. «Nonostante le difficoltà e i problemi – ribadisce – offriamo un servizio di qualità al cittadino, tutto in forma gratuita.
Purtroppo la cronaca riporta solo i casi di “malpractice”, eppure il soccorso è apprezzabile.Ovviamente, come in ogni aspetto, c’è ancora tanto da migliorare». Eppure, rispetto a grandi Paesi mondiali, la situazione italiana non è così drammatica.
«In Cina – prosegue De Santis – l’equivalente del nostro 118 è a pagamento: chi fa la chiamata è costretto a pagare. Negli Stati Uniti, invece, ti chiedono subito la carta di credito. E anche Israele, preso spesso come esempio, ha un servizio militarizzato. In Italia – conclude – tutto è invece libero e gratuito».
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