mercoledì, 16 maggio 2012
CONTROLLO DEI COSTI, RIDUZIONE DELLA SPESA, PER TUTTI
Se per fame mangio, per il freddo mi abbiglio, per andare da qui a lì vado in auto, faccio questo per bisogno.
Se con il cibarmi ingrasso, invece di abbigliarmi vesto alle moda che passa di moda e per spostarmi acquisto un Suv, mi sono affrancato dal bisogno; questo mio fare fa crescere il Pil.
Sono talmente responsabile nell'esercizio di questo ruolo che, se non mi basta il reddito, lo faccio a debito. Quando il credito, che ha indebitato tutti, si rende indisponibile per acquistare quel sovrappiù che diventa ancor di più, arriva la crisi.
Tutti corrono ai ripari; gli stati più indebitati riducono la spesa pubblica per riallineare i conti.
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giovedì, 03 maggio 2012
PIL senza appeal
di Mauro Artibani
Prodotto Interno Lordo: sistema che misura il rendimento dell'attività economica.
Per convenzione, il valore complessivo dei beni e servizi, destinati ad usi finali, prodotti all'interno di un paese in un definito intervallo di tempo.
Oddio, non proprio se si prende la formula keynesiana: Y=C+G+(I+S)+X.
Dove Y è il Pil, in Italia nel 2009 = 1.596.000.000.000 ?
C, la spesa privata.
G, la spesa pubblica.
I, la spesa per investimenti delle imprese.
S, la spesa per le scorte delle imprese.
X, il saldo commerciale.
Altro che misura della produzione; misura invece del consumo. Ad esser pignoli non è nemmeno un prodotto bensì una somma, seppur algebrica. fatta di + e -.
Guistappunto, domanda aggregata.
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giovedì, 26 aprile 2012
Viva l'IVA
Liberazione dal bisogno. E' accaduto perché invece di cibarmi ingrasso, invece di abbigliarmi vesto alla moda, per andare da qui a lì acquisto un Suv.
Gaudio!
Da questo affrancamento Produzione e Consumo hanno ricavato opportunità straordinarie.
La fine della penuria per Noi, per Loro l'inizio della Produzione per il consumo. Per Noi la liberazione dalla necessità, per Loro l'apertura alla produzione dell' "inutile".
Tutti soddisfatti : Abbienti Noi, Gongolanti Loro .
Loro a produrre profumi, abiti, libri, automobili, terminali multimediali.
Noi ad acquistare bellezza, fascino, sapere, velocità, polisensorialità: un bel guadagno!
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martedì, 24 aprile 2012
La crescita economica tra il dire e il fare
Crescita, crescita, crescita, per uscire dalla crisi senza se, senza ma.
Si, insomma +Pil. Quel pil, che per quanto abbia perduto l'appeal dei giorni migliori resta lo strumento che misura l'aumento della ricchezza generata nel corso di un anno.
Bene, andiamo al sodo: questo pil non misura quanto prodotto, misura invece il consumato- Non è neppure un prodotto bensì una somma, seppur algebrica: l'equivalente della spesa effettuata dagli agenti economici; nella fattispecie la spesa privata, quella pubblica, quella per gli investimenti produttivi, quella per le scorte di magazzino delle imprese, fino alla spesa estera.
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giovedì, 12 aprile 2012
Un Governo per governare la crescita
9 trilioni di euro i risparmi degli italiani, molti mal allocati, troppi sottratti alla crescita.
1,9 trilioni il debito pubblico dello Stato degli italiani.
Il Governo prende dagli uni prelievi di ogni sorta che ficca nelle casse per sanare il deficit, ridurre il debito.
Operazioni socialmente discutibili, economicamente impeccabili.
Si può fare di più!
Le casse delle Imprese sono piene di liquidità, i magazzini di merci invendute, lo certificano Istat e Eurostat, lo riferisce BankItalia.
I redditi invece, erogati a chi lavora, risultano insufficienti per acquistare quanto prodotto da quelle Imprese.
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mercoledì, 11 aprile 2012
Per i Giudici di Bari la cartella per posta è ancora inesistente
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Il problema della notificazione delle cartelle esattoriali per posta pare sia ancora lontano dalla soluzione.
Molti addetti ai lavori e lo stesso concessionario della riscossione, infatti, credevano che l’Ordinanza della Cassazione n.15.948 del 26/05/2010 avesse sostanzialmente risolto la situazione “sanando” quelle cartelle inviate ai contribuenti semplicemente a mezzo posta per il solo tramite dell’agente postale e senza l’intermediazione di un soggetto adeguatamente abilitato (come ad esempio i messi notificatori o gli agenti di polizia, si veda art. 26, comma 1, del DPR n.602/73) ma pare proprio che non sia così.
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mercoledì, 04 aprile 2012
STUDI DI SETTORE: C’E’ LA NUOVA CIRCOLARE
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In tema di studi di settore, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n.8 del 16/03/2012, ha ritenuto di fornire alcuni chiarimenti soprattutto alla luce delle ultime modifiche legislative in materia.
In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:
1. al fine di esortare ad una maggiore collaborazione, l’Ufficio ha la possibilità di inviare al contribuente degli inviti che tuttavia non escludono a quest’ultimo la possibilità di rettificare la dichiarazione e ricorrere al ravvedimento operoso;
2. è entrata in vigore la norma che dispone l'accertamento induttivo nei casi di omessa o infedele indicazione di dati utili per la compilazione degli studi. Inoltre, si è chiarito che tale disposizione produce effetti anche per gli anni passati (ovviamente nei limiti dei periodi d'imposta accertabili);
3. infine viene data la possibilità all’Amministrazione fiscale di modificare gli studi di settore già approvati allo scopo di adeguare lo strumento alla situazione economica generale (come introdotto dal D.L. n. 98/2011).
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UN NUOVO EQUILIBRIO TRA SPESA E REDDITO
Mettiamo che qualcuno formuli la formula dell'identità tra Pil e domanda aggregata; poi stabilisca una seconda identità, quella tra la spesa e i redditi e imprecando sentenzi: "giacchè la mia spesa è il vostro reddito."*
Ragionando della propensione al consumo degli individui scopre come la capacità di spesa si mostri inversamente proporzionale al reddito disponibile.
Vero, quel reddito generato dalla spesa remunera il lavoro messo in campo dai singoli per la generazione del valore: diverso il valore generato, diversa la retribuzione. Indipercuiposcia al mercato, dopo aver fatto la spesa, agli abbienti resta il resto, risparmiano; ai meno abbienti resta niente, spendono tutto; agli affatto abbienti manco il resto, anzi no, resta il debito.
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giovedì, 22 marzo 2012
Le circolari dell'Agenzia delle Entrate non sono impugnabili
Le circolari dell'Agenzia delle Entrate non sono impugnabili dal contribuente.
Tale posizione è stata espressa da una recente pronuncia della Suprema Corte (sentenza della Corte di Cassazione n.2850 del 24/02/2012), la quale chiarisce che le circolari dell'Agenzia delle Entrate rappresentano un mero parere dell'Amministrazione non vincolante per il contribuente.
Secondo la Cassazione, infatti, tali circolari hanno una funzione esclusivamente interpretativa, al fine di chiarire dubbi sull'applicazione delle norme e non sono fonte di diritti o doveri nei confronti dell'Amministrazione finanziaria.
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Suvvia famiglie, ce la faremo
Dai resoconti ufficiali degli organismi internazionali risulta che le famiglie italiane sono sempre più indebitate.
Tra prestiti e mutui il ricorso a banche e finanziarie sfiora la soglia dei 300 miliardi. Di questo monte, 51 miliardi sono l'intero appannaggio del Credito al Consumo, con una crescita dell'11,2% annuo.
Insomma, cifre alla mano, stiamo facendo un buon lavoro, consumiamo a rotta di collo.
Si può fare di più?
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