domenica, 05 febbraio 2012
Convertendo BPM, indaga la procura di Milano
La procura di Milano sta indagando sul caso dei bond Convertendo BPM, con cui i risparmiatori hanno perso fino al 90% del capitale investito.
L’Aduc fa sapere che i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano stanno procedendo all’audizione dei sottoscrittori al fine di verificare le modalità di collocamento. Le audizioni sono aperte a tutti i sottoscrittori che desiderano collaborare con le indagini.
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venerdì, 06 gennaio 2012
Ctrl+c Ctrl+v, l’arresto di Riina e la responsabilita' dei magistrati
da Aduc - di Alessandro Gallucci
Il Tribunale del Riesame di Napoli ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip nei confronti di Gaetano Riina, fratello di Totò, boss di Corleone.
Il motivo, secondo quanto ha riportato il Giornale di Sicilia, ripreso poi da molte testate nazionali, è semplice.
Il giudice per le indagini preliminari avrebbe fatto un semplice copia e incolla della richiesta formulata dal pubblico ministero, a tal punto che in alcuni passi dell’atto si sarebbe perfino dimenticato di sostituire la dicitura “questo pm” con “questo gip”.
Si può arrestare una persona fidandosi ciecamente, per usare un eufemismo, degli atti del pm senza un loro scrupoloso esame?
Se il magistrato avesse commesso davvero una simile leggerezza sarebbe giusto essere sanzionarlo e consentire al cittadino di ottenere un risarcimento del danno.
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martedì, 13 dicembre 2011
Divorzio. Cassazione: sempre necessario l'avvocato
Anche per l'istanza di divorzio presentata congiuntamente e' necessario l'avvocato. Lo precisa la Corte di Cassazione con la sentenza n.26365 del 7 dicembre 2011. Respinta la tesi secondo cui la difesa di un avvocato non sarebbe necessaria perche' la domanda congiunta di scioglimento degli effetti civili del matrimonio darebbe origine ad un procedimento camerale di volontaria giurisdizione. ma la domanda congiunta non implica la consensualita' dello scioglimento: e' il tribunale che decide dopo aver verificatro l'esistenza dei presupposti di legge, per cui la difesa e' sempre necessaria. Il provvedimento del giudice che scioglie il matrimonio ha carattere decisorio e incide sullo status delle parti e l'obbligo di difesa tecnica sussiste anche in procedimenti di natura volontaria.
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Fiditalia segnala illegittimamente alla Crif. Tribunale la condanna anche al pagamento dei danni
da Aduc - di Pio e Fioravante Orlando
Il signor R.V.T. stipulava con la società finanziaria la Fiditalia S.p.A., un contratto di finanziamento per l’acquisto di un’autovettura per un importo pari ad € 8.450,00.
Nonostante il signor R.V.T avesse pagato l’intero importo finanziato e nonostante risultasse -addirittura- creditore di €157,51 nei confronti della stessa Fiditalia, quest’ultima comunicava, illegittimamente, la poca affidabilità creditizia del sig. R.V.T. ad istituti di credito, banche e finanziarie (attraverso sistemi di informazioni creditizie).
Come conseguenza il signor R.T.V. non poteva più avere accesso al credito.
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venerdì, 02 dicembre 2011
SCARAFAGGIO NEL CAPPUCCINO: IL TRIBUNALE DI ROMA CONDANNA UN BAR A RISARCIRE I DANNI MORALI
Una sentenza senza precedenti quella emessa pochi giorni fa dal Tribunale civile di Roma, in una causa intentata dal Codacons.
Il 16.12.2006, alle ore 21:50 circa, una commercialista operante nel quartiere Prati, il cui nome è Angela, si recava assieme ad un collega presso il bar "Gran Caffè Mazzini' sito in Piazza Mazzini e lì ordinava un cappuccino. Iniziata a sorseggiare la bevanda, subito percepiva la presenza di un corpo estraneo sulla lingua, che estraeva dalla bocca ponendolo su un piattino posto sul bancone.
Facile immaginare lo sconcerto della donna quando, esaminando l'oggetto in questione, riconosceva un insetto, e più precisamente di una blatta. Sconcerto che sfociava in frequenti e prolungati conati di vomito, seguiti da un forte disgusto e senso di nausea protrattisi per giorni.
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domenica, 27 novembre 2011
Magistrati senza responsabilita' civile. Corte Ue: contrario al diritto comunitario
La legge italiana sulla responsabilita' civile dei magistrati per i danni arrecati ai singoli a seguito dalla violazione del diritto Ue e' contraria al diritto dell'Unione. Lo ha stabilito oggi una sentenza della Corte di Giustizia secondo cui l'esclusione ovvero la limitazione della responsabilita' dello Stato ai casi di dolo o di colpa grave e' contraria al principio generale di responsabilita' degli Stati membri per violazione del diritto dell'Unione da parte di un organo giurisdizionale di ultimo grado.
Il diritto dell'Unione, indica la Corte, impone agli Stati membri di risarcire i danni arrecati ai singoli a seguito di violazioni del diritto dell'Unione ad essi imputabili, principio che vale nel caso in cui la violazione sia commessa dal potere giudiziario. La Commissione sostiene che la legge italiana sul risarcimento dei danni provocati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e sulla responsabilità civile dei magistrati e' incompatibile con la giurisprudenza della Corte di giustizia relativa alla responsabilita' degli Stati membri per violazione del diritto dell'Unione da parte di un proprio organo giurisdizionale di ultimo grado.
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mercoledì, 16 novembre 2011
Canone depurazione: non pagare se non c'è depuratore. Vittoria Confconsumatori Viterbo
E' un'importante vittoria quella ottenuta da Confconsumatori Viterbo contro la società Talete che, nel territorio di Civita Castellana, continuava a riscuotere indebitamente le quote di deputazione dell'acqua, nonostante nessun impianto per la depurazione delle acque reflue fosse funzionante. Il Giudice di Pace ha emesso una sentenza che sancisce il diritto inalienabile dei cittadini a non pagare un servizio quando esso non viene effettivamente erogato.
"Se nel Comune di residenza non sono attivi depuratori per le acque reflue, la quota della bolletta destinata alla depurazione non deve essere pagata dai cittadini". L'Associazione dei consumatori ha chiesto la restituzione di quanto indebitamente pagato da un proprio iscritto a titolo di quote depurazione, in adempimento della sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008, che asserisce che il pagamento per la depurazione è un corrispettivo di prestazione contrattuale e non un tributo, quindi è irragionevole che sia dovuto in assenza del servizio. La società avrebbe dovuto fornire i parametri, le modalità e gli importi indebitamente riscossi e da restituire, ma Talete non lo ha fatto.
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domenica, 06 novembre 2011
Contenzioso tributario 2010. Sempre piu' contro Equitalia
Nel 2010 in aumento i ricorsi presentati in commissione tributaria:alle Commissioni tributarie (Ct) provinciali diminuiscono (-2,12%), ma crescono alle commissioni regionali (11,47%). Cosi' la "Relazione di monitoraggio sullo stato del contenzioso tributario e sull'attività delle commissioni tributarie" elaborata dalla direzione della Giustizia tributaria del dipartimento delle Finanze (ministero dell'Economia).
Il 61,26% dei ricorsi alle Ct provinciali sono contro l'Agenzia delle Relazione annuale sul contenzioso entrate, il 14,42% Regioni, Province e Comuni, il 10,59% Equitalia, il 2,76% l'Agenzia del territorio e lo 0,87% l'Agenzia delle dogane. La crescita del contenzioso contro Equitalia (+16,8%) e l'Agenzia del territorio (+28,93%) compensa il calo negli altri settori.
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sabato, 29 ottobre 2011
Carcerati: 147,1 ogni 100 posti. Rapporto Antigone
L'Italia, con i suoi 67.428 detenuti stipati in 45.817 posti, presenta un tasso di sovraffollamento di 147,1 detenuti ogni 100 posti. Al primo settembre 2009, data dell'ultima rilevazione ufficiale del Consiglio d'Europa, il tasso di sovraffollamento in Italia era analogo (148,2%) e rappresentava un record assoluto in Europa, superato solo dalla Serbia (157,9%). In Francia il tasso era del 123,3%, in Germania del 92%, in Spagna del 141%, nel Regno Unito del 98,6%, mentre la media europea era del 98,4% . Lo riferisce l'ottavo rapporto di 'Antigone' sulle condizioni di detenzione, presentato oggi a Roma.
Al 1 settembre 2009 l'Italia aveva 106,6 detenuti ogni 100.000 abitanti (oggi sono 111,4).
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giovedì, 20 ottobre 2011
Assunzione di clandestini. La responsabilita' penale del datore di lavoro
A seguito di una recente sentenza della Corte di Cassazione penale, molti datori di lavoro -o potenziali tali- di cittadini stranieri extracomunitari hanno scritto e telefonato al servizio immigrazione di Aduc chiedendo spiegazioni sul “senso” della sentenza. La Corte di Cassazione, Sez. I penale, con la sentenza n. 32934 del 31 agosto 2011 ha affermato la responsabilita' penale del datore di lavoro che abbia in buonafede assunto un straniero clandestino ritenendolo invece regolare. Secondo la Corte il datore di lavoro non puo' limitarsi a “fidarsi” delle rassicurazioni dello straniero, ma deve personalmente verificare il regolare possesso del permesso di soggiorno: “quanto all'elemento soggettivo del reato, all'epoca di natura contravvenzionale, come l'imputato non potesse fondatamente invocare la sua buona fede, visto che egli si era «fidato di assicurazioni verbali dei due soggetti assunti senza pretendere l'esibizione del prescritto permesso di soggiorno», con ciò implicitamente uniformandosi, per altro, all'insegnamento di questa Corte (Sez. 1, Sentenza n. 37409 del 25/10/2006, dep. il 13/11/2006, Rv. 235083, imp. Grimaldi), secondo cui «la responsabilità del datore di lavoro che assume alle proprie dipendenze uno straniero privo del permesso di soggiorno non è esclusa dalla buona fede invocata per aver preso visione della richiesta di permesso di soggiorno avanzata dallo straniero»; eventualità questa, per altro, neppure mai evocata dal XXXXX/XXXXX ritenuto colpevole non già in forza di presunzioni ma a ragione della circostanza in fatto, assolutamente pacifica, che l'imputato non aveva effettuato alcuna verifica in merito alle interessate dichiarazioni dei lavoratori relativamente alla regolarità della loro permanenza nel territorio dello Stato”.
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