sabato, 29 ottobre 2011

Carcerati: 147,1 ogni 100 posti. Rapporto Antigone

Carcerati: 147,1 ogni 100 posti. Rapporto Antigone L'Italia, con i suoi 67.428 detenuti stipati in 45.817 posti, presenta un tasso di sovraffollamento di 147,1 detenuti ogni 100 posti. Al primo settembre 2009, data dell'ultima rilevazione ufficiale del Consiglio d'Europa, il tasso di sovraffollamento in Italia era analogo (148,2%) e rappresentava un record assoluto in Europa, superato solo dalla Serbia (157,9%). In Francia il tasso era del 123,3%, in Germania del 92%, in Spagna del 141%, nel Regno Unito del 98,6%, mentre la media europea era del 98,4% . Lo riferisce l'ottavo rapporto di 'Antigone' sulle condizioni di detenzione, presentato oggi a Roma.
Al 1 settembre 2009 l'Italia aveva 106,6 detenuti ogni 100.000 abitanti (oggi sono 111,4).

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lunedì, 30 agosto 2010

LITE IN SALA PARTO, FAZIO ARRIVA AL POLICLINICO DI MESSINA

fazio.jpgda Codacons

Il ministro della Salute Ferruccio Fazio, accompagnato dall'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, si è recato oggi al policlinico di Messina per verificare le condizioni della puerpera Laura Salpietro, che era in sala parto al momento della lite tra i due ginecologi del policlinico siciliano, e del figlio uscito finalmente dal coma farmacologico. Il ministro parteciperà anche a una riunione della direzione dell'azienda universitaria per valutare se la lite abbia determinato un ritardo nel taglio cesareo come ha denunciato il marito della donna. Sulla vicenda è stata aperta nei giorni scorsi, anche, un'inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Messina. Il Codacons plaude l'iniziativa del Ministro Fazio, infatti, il Presidente l'Avv. Carlo Rienzi ha dichiarato: bel gesto da parte del ministro della sanità, ma forse non sa che cose del genere, all'interno degli ospedali, sono purtroppo all'ordine del giorno'.

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domenica, 01 agosto 2010

Accesso all'acqua diventa un 'diritto umano'

acqua.jpgL'accesso all'acqua è uno dei diritti fondamentali dell'uomo, un «diritto umano». Lo ha stabilito oggi l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che dopo oltre 15 anni di dibattiti sulla questione ha votato al Palazzo di Vetro un documento che, appunto, consacra l'accesso all'acqua come un diritto.
A favore di una risoluzione in tal senso (presentata dalla Bolivia) hanno votato 122 Paesi, mentre altri 41 si sono astenuti. Il testo «dichiara che l'accesso a un'acqua potabile pulita e di qualità, e a installazioni sanitarie di base, è un diritto dell'uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita».
La risoluzione ha preso spunto dal fatto che 884 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all'acqua potabile, e che più di 2,6 miliardi di persone, per lo più bambini, non dispongono di postazioni mediche di base. Secondo le organizzazioni umanitarie, sono circa due milioni i bambini che ogni anno nel mondo muoiono di sete o in seguito a malattie contratte per aver bevuto acqua non potabile e che non possono essere curate per la mancanza di servizi sanitari accessibili.
Il testo invita gli Stati e le organizzazioni internazionali ad adoperarsi per fornire aiuti finanziari e tecnologici ai Paesi in via di sviluppo e li esorta a «aumentare gli sforzi affinché tutti nel mondo abbiano accesso all'acqua pulita e a installazioni mediche di base».

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martedì, 20 luglio 2010

Morte Cucchi, i genitori: polizia penitenziaria ha massacrato nostro figlio

stefano cucchi.jpg'Appena riusciti a entrare in obitorio dopo insistenze, nostro figlio aveva solo il volto scoperto, tutto nero, con un occhio fuori e la mascella rotta, massacrato dalle guardie carcerarie. La Polizia ci stava intorno per paura che facessimo foto. Ma vogliamo giustizia'. E' stato questo a Genova il racconto dei genitori di Stefano Cucchi, Rita e Gianni, sulla morte di loro figlio il 22 ottobre 2009 a Roma, all'ospedale Sandro Pertini, ricoverato in emergenza dopo alcuni giorni di detenzione per possesso di droga nel carcere di Regina Coeli.
I genitori di Stefano Cucchi hanno partecipato all'incontro 'Vittime di Stato, quale giustizia?' organizzato dal Comitato Piazza Carlo Giuliani nel nono anniversario dal G8 di Genova del 2001 insieme a parenti e amici dei morti in carcere o in caserma: Giuseppe Uva, Stefano Frapporti e Giuseppe Bianzino.
'Stefano non c'e' piu' - ha detto Gianni Cucchi -; lo Stato italiano lo ha strappato alla sua famiglia, negandogli il diritto a essere trattato dignitosamente, a essere assistito legalmente, a essere assistito psicologicamente, dal punto di vista affettivo, religioso e medico. Tutti diritti negati'.
'Il 15 luglio si e' svolta l'udienza preliminare, tredici persone sono indagate: tre guardie carcerarie, sei medici, tre infermieri e un funzionario del Ministero della Sanita'. Il 5, 19 e 26 ottobre prossimo le prime udienze. Noi andremo avanti per Stefano'.

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sabato, 17 luglio 2010

«Burqa da vietare nasconde il volto»

DIVIETOB.pngda L'Avvenire - di Andrea D'Agostino

 Indossare burqa o niqab non costituisce un obbligo religioso che deriva dal Corano, né viene riconosciuto come tale dalla maggioranza delle scuole giuridiche islamiche. Lo ha sottolineato il Comitato per l’islam italiano presieduto dal ministro Roberto Maroni durante la riunione al Viminale, in cui si è sottolineato che «la riconoscibilità delle persone deve essere garantita, tanto più a fronte del rischio internazione, che non è scomparso, collegato al terrorismo». Il giorno dopo la prima approvazione in Francia del progetto di legge che proibisce la «dissimulazione del volto» in tutto lo spazio pubblico -senza però citare il velo - , in Italia il Comitato ha stabilito che la materia va «deconfessionalizzata»: è necessario, cioé, che «le leggi evitino ogni specifico riferimento all’Islam e a questioni che attengano al velo o alla condizione della donna musulmana», ma devono ribadire che «persone travisate in modo da non essere riconoscibili - salvi giustificati motivi che attengono alla salute o alla sicurezza nella circolazione o sul lavoro - , non possono essere identificate dalle Forze dell’ordine, individuate dai conoscenti e, se del caso, descritte dai testimoni».

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domenica, 27 giugno 2010

Libertà di stampa, Reporters sans Frontieres offre strumenti per aggirare leggi bavaglio

reporters.jpgL'organizzazione Reporters sans Frontieres (Rsf) ha inaugurato un 'rifugio anti-censura' per proteggere le attivita' di giornalisti, blogger e dissidenti dal controllo delle autorita' e della censura.
RSF ha presentato una stanza dei suoi uffici parigini che puo' accogliere giornalisti, rifugiati o blogger di passaggio, in cui possono beneficiare di connessioni internet 'fantasma', nelle quali cioe' viene nascosta l'identita' di chi naviga e consente di proteggere le informazioni on-line.
Del progetto si puo' usufruire anche 'a distanza', ovvero anche da lontano puo' beneficiare di queste connessioni 'anonime'. 'Cio' consentira' di accedere a Internet in modo sicuro, in particolare per aiutare i blogger a continuare il loro lavoro', ha detto all'agenzia France Presse il segretario generale di RSF, Jean Francois Juillard, che definisce queste connessioni un 'rifugio virtuale' contro la censura.
Per l'organizzazione attiva nella difesa della liberta' di stampa, sono circa 120 le persone in carcere nel mondo per le loro attivita' sui blog o su internet, in particolare, in Cina, Vietnam e Iran.

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mercoledì, 16 giugno 2010

Omofobia, nasce osservatorio Polizia su abusi legati a omosessualità

homophobia.jpgAll'interno degli uffici della Direzione Centrale della Polizia Criminale sara' presto costituito un Osservatorio dedicato all'analisi degli abusi legati alle diversita'. Lo ha annunciato il capo della polizia, Antonio Manganelli, a margine del discorso di inaugurazione degli uffici immigrazione e passaporti della questura locale.
I recenti episodi di cronaca, riconducibili ad episodi di intolleranza e aggressioni nei confronti di cittadini omosessuali - l'ultimo dei quali verificatosi proprio a Padova e risoltosi nel giro di poche ore grazie all'intervento tempestivo degli operatori della questura - hanno indotto il prefetto Manganelli, che gia' nei giorni scorsi aveva incontrato le associazioni gay raccogliendone le istanze, a considerare l'opportunita' della costituzione di un gruppo di lavoro ad hoc.
Al fine di incoraggiare la presentazione delle denunce relative a questo tipo di abusi legati ad ogni forma di discriminazione sara' aperta una finestra dedicata che consentira' alle vittime di violenze di inoltrare le segnalazioni via e-mail direttamente al sito del commissariato on line ed in forma anonima.

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venerdì, 11 giugno 2010

Approvato il nuovo regolamento degli Istruttori CRI di Protezione Civile

CRI.jpgda Croce Rossa Italiana

E' stato approvato il nuovo Regolamento degli Istruttori C.R.I. di Protezione Civile. Il nuovo regolamento, rivolto a tutti i volontari e dipendenti della Croce Rossa ,nasce dalla necessità di rinnovamento e armonizzazione delle attività formative nell'ambito della Protezione Civile, e per adeguare il percorso formativo per istruttori al nuovo assetto che la Croce Rossa Italiana sta acquisendo in ambito nazionale ed internazionale. Il documento disciplina esclusivamente la figura dell'Istruttore C.R.I. di Protezione Civile, ma non quella del Formatore di Protezione Civile.

 
 
 

 

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giovedì, 10 giugno 2010

Diritti umani, Consiglio d'Europa ammonisce l'Italia per violazioni diritti fondamentali

cartellino_giallo.jpgIl Comitato dei ministri ha richiamato le autorita' italiane, invitandole e rispettare le misure interinali indicate dalla Corte europea dei Diritti dell'Uomo. Nella sua sentenza, la Corte aveva ritenuto che, con l'espulsione del tunisino Ben Khemais verso il suo paese, malgrado l'indicazione della Corte europea di sospendere tale provvedimento fino a nuovo avviso, le autorita' italiane - si legge in una nota del Consiglio d'Europa - hanno ostacolato l'effettiva possibilita' del ricorrente di esercitare il proprio diritto di ricorso dinanzi alla Corte.
La Corte ha inoltre concluso che l'Italia ha altresi' violato il diritto di Khemais di essere tutelato contro ogni trattamento contrario all'articolo 3 della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo (tutela della dignita' e dell'integrita' fisica). Il Comitato dei Ministri ha deplorato il fatto che il primo maggio 2010 le autorita' italiane non si siano conformate a un'altra misura indicata dalla Corte e abbiano espulso un altro ricorrente verso la Tunisia. Ha constatato con preoccupazione che una situazione analoga si era gia' verificata in altri due casi, nel 2008 e nel 2009.
Il Comitato ha sollecitato con insistenza le autorita' italiane ad adottare tutti i provvedimenti necessari per prevenire future simili violazioni.

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giovedì, 27 maggio 2010

Rete di orchi sul web come copertura si fingevano cinofili

 PEDOPO.jpgLUCIA BELLASPIGA - da L'Avvenire

S
ono amanti dei cani, apparentemente. E per parlare di cani si ritrovano, dall’Italia e da tutto il mondo, su 'Ning.com', uno dei più frequentati social network. Sempre apparentemente. Perché in realtà sul web si danno appuntamento per diffondere centinaia di migliaia di fotografie e video pedopornografici, senza neppure preoccuparsi di oscurare il proprio volto di pedofili, tanto ormai sanno che più o meno la fanno franca. E che nemmeno i media più agguerriti a caccia di notizie si prendono più la briga di sbattere l’orrore in prima pagina... A scoprire il traffico sono stati ancora una volta i volontari dell’associazione Meter, fondata da don Fortunato Di Noto, il sacerdote siciliano pioniere nella difesa dei bambini contro la pedofilia.«Tutto questo accade malgrado quel network , prima ad accesso libero, abbia da tempo introdotto l’obbligo di registrarsi. Esigiamo una spiegazione», dice il sacer dote. «Su questo stesso social network , infatti, abbiamo fatto molteplici segnalazioni alla Polizia postale italiana, che con il Comitato di Sicurezza americano in un anno ha chiuso cento comunità su 584 e circa 20mila profili di utenti, eppure questo non ha fermato i pedofili. Che, ripeto, continuano bel­lamente a diffondere foto e video».

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