mercoledì, 05 dicembre 2012
Notizie dal web:Pedopornografia online. Nasce oggi allenza tra 48 nazioni per combatterla
Sono oltre un milione le immagini pedopornografiche attualmente in Internet e ogni anno vengono messe online 50.000 nuove immagini di abusi su minori. Nessun paese può combattere da solo contro questo fenomeno. Per questo è nata l’Alleanza mondiale contro l’abuso sessuale di minori online, un’iniziativa che associa i responsabili politici di tutto il mondo per individuare e assistere meglio le vittime e punire i colpevoli.
Il battesimo ufficiale di questa alleanza avverrà oggi 5 dicembre, in presenza della Commissaria europea per gli Affari interni, Cecilia Malmström, e dell’Attorney General degli USA, Eric Holder, oltre che di ministri e alti funzionari di ben 48 Paesi:
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lunedì, 03 dicembre 2012
PERSONE SCOMPARSE. Importanti novità: chiunque può denunciare la scomparsa, non solo i familiari
Le disposizioni previste dalla recente legge 203/2012 introducono importanti novità relative alle persone scomparse.
La denuncia alle foreze di polizia potrà essere presentata da qualunque persona ne sia a conoscenza e non solo dai familiari come accadeva fino ad oggi.
La denuncia porterà all'avvio immediato delle ricerche ed al contestuale inserimento degli estremi nel centro elaborazione dati interforze.
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mercoledì, 18 aprile 2012
La Corte Europea Diritti dell'Uomo conferma il reato d'incesto
La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) ha confermato il reato d'incesto previsto dall'ordinamento tedesco, ma l'articolo che regola il divieto è molto dibattuto dai giuristi, alcuni dei quali lo reputano non commisurato al tema. Ci sono poi degli esperti che vorrebbero più prevenzione e aiuto per i soggetti coinvolti.
Patrick S. ha concepito quattro figli con sua sorella Susan K. L'uomo di 35 anni è stato più volte condannato per "rapporti sessuali con consanguinei" e ha passato oltre tre anni in carcere. Il suo ricorso presso la Corte costituzionale tedesca è stato respinto nel marzo 2008, e il giovane di Lipsia, che accusa la giustizia tedesca d'aver distrutto la sua famiglia, non ha ottenuto ragione nemmeno da quella europea.
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sabato, 29 ottobre 2011
Carcerati: 147,1 ogni 100 posti. Rapporto Antigone
L'Italia, con i suoi 67.428 detenuti stipati in 45.817 posti, presenta un tasso di sovraffollamento di 147,1 detenuti ogni 100 posti. Al primo settembre 2009, data dell'ultima rilevazione ufficiale del Consiglio d'Europa, il tasso di sovraffollamento in Italia era analogo (148,2%) e rappresentava un record assoluto in Europa, superato solo dalla Serbia (157,9%). In Francia il tasso era del 123,3%, in Germania del 92%, in Spagna del 141%, nel Regno Unito del 98,6%, mentre la media europea era del 98,4% . Lo riferisce l'ottavo rapporto di 'Antigone' sulle condizioni di detenzione, presentato oggi a Roma.
Al 1 settembre 2009 l'Italia aveva 106,6 detenuti ogni 100.000 abitanti (oggi sono 111,4).
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lunedì, 30 agosto 2010
LITE IN SALA PARTO, FAZIO ARRIVA AL POLICLINICO DI MESSINA
Il ministro della Salute Ferruccio Fazio, accompagnato dall'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, si è recato oggi al policlinico di Messina per verificare le condizioni della puerpera Laura Salpietro, che era in sala parto al momento della lite tra i due ginecologi del policlinico siciliano, e del figlio uscito finalmente dal coma farmacologico. Il ministro parteciperà anche a una riunione della direzione dell'azienda universitaria per valutare se la lite abbia determinato un ritardo nel taglio cesareo come ha denunciato il marito della donna. Sulla vicenda è stata aperta nei giorni scorsi, anche, un'inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Messina. Il Codacons plaude l'iniziativa del Ministro Fazio, infatti, il Presidente l'Avv. Carlo Rienzi ha dichiarato: bel gesto da parte del ministro della sanità, ma forse non sa che cose del genere, all'interno degli ospedali, sono purtroppo all'ordine del giorno'.
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domenica, 01 agosto 2010
Accesso all'acqua diventa un 'diritto umano'
L'accesso all'acqua è uno dei diritti fondamentali dell'uomo, un «diritto umano». Lo ha stabilito oggi l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che dopo oltre 15 anni di dibattiti sulla questione ha votato al Palazzo di Vetro un documento che, appunto, consacra l'accesso all'acqua come un diritto.
A favore di una risoluzione in tal senso (presentata dalla Bolivia) hanno votato 122 Paesi, mentre altri 41 si sono astenuti. Il testo «dichiara che l'accesso a un'acqua potabile pulita e di qualità, e a installazioni sanitarie di base, è un diritto dell'uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita».
La risoluzione ha preso spunto dal fatto che 884 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all'acqua potabile, e che più di 2,6 miliardi di persone, per lo più bambini, non dispongono di postazioni mediche di base. Secondo le organizzazioni umanitarie, sono circa due milioni i bambini che ogni anno nel mondo muoiono di sete o in seguito a malattie contratte per aver bevuto acqua non potabile e che non possono essere curate per la mancanza di servizi sanitari accessibili.
Il testo invita gli Stati e le organizzazioni internazionali ad adoperarsi per fornire aiuti finanziari e tecnologici ai Paesi in via di sviluppo e li esorta a «aumentare gli sforzi affinché tutti nel mondo abbiano accesso all'acqua pulita e a installazioni mediche di base».
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martedì, 20 luglio 2010
Morte Cucchi, i genitori: polizia penitenziaria ha massacrato nostro figlio
'Appena riusciti a entrare in obitorio dopo insistenze, nostro figlio aveva solo il volto scoperto, tutto nero, con un occhio fuori e la mascella rotta, massacrato dalle guardie carcerarie. La Polizia ci stava intorno per paura che facessimo foto. Ma vogliamo giustizia'. E' stato questo a Genova il racconto dei genitori di Stefano Cucchi, Rita e Gianni, sulla morte di loro figlio il 22 ottobre 2009 a Roma, all'ospedale Sandro Pertini, ricoverato in emergenza dopo alcuni giorni di detenzione per possesso di droga nel carcere di Regina Coeli.
I genitori di Stefano Cucchi hanno partecipato all'incontro 'Vittime di Stato, quale giustizia?' organizzato dal Comitato Piazza Carlo Giuliani nel nono anniversario dal G8 di Genova del 2001 insieme a parenti e amici dei morti in carcere o in caserma: Giuseppe Uva, Stefano Frapporti e Giuseppe Bianzino.
'Stefano non c'e' piu' - ha detto Gianni Cucchi -; lo Stato italiano lo ha strappato alla sua famiglia, negandogli il diritto a essere trattato dignitosamente, a essere assistito legalmente, a essere assistito psicologicamente, dal punto di vista affettivo, religioso e medico. Tutti diritti negati'.
'Il 15 luglio si e' svolta l'udienza preliminare, tredici persone sono indagate: tre guardie carcerarie, sei medici, tre infermieri e un funzionario del Ministero della Sanita'. Il 5, 19 e 26 ottobre prossimo le prime udienze. Noi andremo avanti per Stefano'.
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sabato, 17 luglio 2010
«Burqa da vietare nasconde il volto»
da L'Avvenire - di Andrea D'Agostino
Indossare burqa o niqab non costituisce un obbligo religioso che deriva dal Corano, né viene riconosciuto come tale dalla maggioranza delle scuole giuridiche islamiche. Lo ha sottolineato il Comitato per l’islam italiano presieduto dal ministro Roberto Maroni durante la riunione al Viminale, in cui si è sottolineato che «la riconoscibilità delle persone deve essere garantita, tanto più a fronte del rischio internazione, che non è scomparso, collegato al terrorismo». Il giorno dopo la prima approvazione in Francia del progetto di legge che proibisce la «dissimulazione del volto» in tutto lo spazio pubblico -senza però citare il velo - , in Italia il Comitato ha stabilito che la materia va «deconfessionalizzata»: è necessario, cioé, che «le leggi evitino ogni specifico riferimento all’Islam e a questioni che attengano al velo o alla condizione della donna musulmana», ma devono ribadire che «persone travisate in modo da non essere riconoscibili - salvi giustificati motivi che attengono alla salute o alla sicurezza nella circolazione o sul lavoro - , non possono essere identificate dalle Forze dell’ordine, individuate dai conoscenti e, se del caso, descritte dai testimoni».
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domenica, 27 giugno 2010
Libertà di stampa, Reporters sans Frontieres offre strumenti per aggirare leggi bavaglio
L'organizzazione Reporters sans Frontieres (Rsf) ha inaugurato un 'rifugio anti-censura' per proteggere le attivita' di giornalisti, blogger e dissidenti dal controllo delle autorita' e della censura.RSF ha presentato una stanza dei suoi uffici parigini che puo' accogliere giornalisti, rifugiati o blogger di passaggio, in cui possono beneficiare di connessioni internet 'fantasma', nelle quali cioe' viene nascosta l'identita' di chi naviga e consente di proteggere le informazioni on-line.
Del progetto si puo' usufruire anche 'a distanza', ovvero anche da lontano puo' beneficiare di queste connessioni 'anonime'. 'Cio' consentira' di accedere a Internet in modo sicuro, in particolare per aiutare i blogger a continuare il loro lavoro', ha detto all'agenzia France Presse il segretario generale di RSF, Jean Francois Juillard, che definisce queste connessioni un 'rifugio virtuale' contro la censura.
Per l'organizzazione attiva nella difesa della liberta' di stampa, sono circa 120 le persone in carcere nel mondo per le loro attivita' sui blog o su internet, in particolare, in Cina, Vietnam e Iran.
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mercoledì, 16 giugno 2010
Omofobia, nasce osservatorio Polizia su abusi legati a omosessualità
All'interno degli uffici della Direzione Centrale della Polizia Criminale sara' presto costituito un Osservatorio dedicato all'analisi degli abusi legati alle diversita'. Lo ha annunciato il capo della polizia, Antonio Manganelli, a margine del discorso di inaugurazione degli uffici immigrazione e passaporti della questura locale.
I recenti episodi di cronaca, riconducibili ad episodi di intolleranza e aggressioni nei confronti di cittadini omosessuali - l'ultimo dei quali verificatosi proprio a Padova e risoltosi nel giro di poche ore grazie all'intervento tempestivo degli operatori della questura - hanno indotto il prefetto Manganelli, che gia' nei giorni scorsi aveva incontrato le associazioni gay raccogliendone le istanze, a considerare l'opportunita' della costituzione di un gruppo di lavoro ad hoc.
Al fine di incoraggiare la presentazione delle denunce relative a questo tipo di abusi legati ad ogni forma di discriminazione sara' aperta una finestra dedicata che consentira' alle vittime di violenze di inoltrare le segnalazioni via e-mail direttamente al sito del commissariato on line ed in forma anonima.
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