lunedì, 31 ottobre 2011
Mediazione, Unioncamere: in 6 mesi risparmiati 80 mln di euro
In sei mesi il risparmio complessivo generato dal ricorso alla mediazione ammonta a 80 milioni di euro. Sono quasi 9 mila le richieste arrivate alle Camere di commercio, risolte in media in 43 giorni, con un costo pari al 3,5% del valore della controversia e dieci volte inferiore rispetto a una stessa causa finita davanti a un giudice ordinario. È quanto afferma Unioncamere in occasione della VIII Settimana nazionale della conciliazione delle Camere di commercio.
"Conciliare conviene e sembra che gli italiani se ne stiano accorgendo", sintetizza Unioncamere dalla lettura dei primi dati sulle procedure di mediazione condotte a termine dalla rete dei servizi di conciliazione delle Camere di commercio tra il 21 marzo - data in cui è entrata in vigore la mediazione obbligatoria - e il 30 settembre scorso.
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venerdì, 28 ottobre 2011
Conciliazione paritetica, best practice per l'Europa
L'Italia, nonostante detenga il primato della giustizia civile più lenta e inefficiente d'Europa, ha ottenuto un riconoscimento importante: la conciliazione paritetica verrà inserita come buona pratica nella nuova direttiva comunitaria sulle ADR (Alternative Dispute Resolution) attesa per la fine dell'anno. Il 25 ottobre 2011 il Parlamento Europeo, in seduta Plenaria a Strasburgo, ha votato e adottato all'unanimità la Risoluzione sui metodi alternativi delle controversie in materia civile e commerciale (A7-0343/2011 - Rapporteur: Diana Wallis) che riconosce la validità della conciliazione paritetica.
Il Parlamento "richiama l'attenzione sulla conciliazione paritetica italiana quale esempio di migliore prassi basata sul protocollo stipulato e sottoscritto dalle aziende e associazioni di consumatori".
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giovedì, 16 giugno 2011
Mediazione obbligatoria: opportunità od ostacolo alla giustizia?
Avv. Orlando Navarra
Vice presidente nazionale Casa del Consumatore
A partire dal 20 marzo 2011, le persone che si ritengono lese nei loro diritti non possono più, in alcune materie, rivolgersi direttamente al giudice per ottenere giustizia. Infatti, chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa ad una controversia in materia di diritti reali (ad esempio proprietà o servitù di passaggio), divisione (di un bene in comunione), successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, responsabilità medica, diffamazione, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto preliminarmente ad esperire il procedimento di mediazione.
Si tratta della mediazione obbligatoria che non piace agli avvocati che sostengono, non senza ragione, che tale istituto impedisca il libero accesso del cittadino alla giustizia e quindi sia uno strumento incostituzionale. Del resto, se l’attivazione della mediazione obbligatoria non porterà ad un accordo tra le parti, il cittadino che ritiene di avere subito un’ingiustizia sarà tenuto a pagare due volte: la prima volta dovrà pagare il mediatore, nonostante il mancato accordo, e successivamente dovrà corrispondere il contributo unificato per rivolgersi al tribunale per ottenere giustizia.
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lunedì, 23 maggio 2011
Mediazione obbligatoria: grave danno per i consumatori
È una vera vergogna ed un vero scandalo a tutto danno dei consumatori - dichiara Pietro Giordano Segretario Generale Vicario Adiconsum - l'accordo sulla mediazione civile raggiunto tra il Ministero della Giustizia ed il Consiglio forense. Ancora una volta la lobby degli avvocati riesce ad imporre la propria volontà sull'intero sistema giudiziario.
Un accordo che peserà non poco sui redditi di quei consumatori costretti ad adire alla Mediazione Civile, aggiungendo ulteriori costi.
Con l'assistenza obbligatoria degli avvocati si reintroduce la possibilità di continuare ad emettere notule e parcelle salate a danno dei consumatori, contraddicendo la stessa logica della mediazione che è ricerca di un avvicinamento fra le parti e non contrapposizione, liberando rapidamente i tribunali dall'enorme mole di contenziosi.
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giovedì, 12 maggio 2011
Mediaconciliazione: per il cittadino va sempre peggio
da Aduc - di Alessandro Gallucci
Per la tanto vituperata mediaconciliazione alla fine s’e’ trovato l’accordo: non nell’interesse del cittadino utente del servizio giustizia ma nel solo interesse delle parti in causa: ministero e avvocatura. Dopo l’obbligatorieta’ del tentativo di conciliazione anche l’obbligo di difesa tecnica. I testi dei comunicati stampa apparsi sul sito del Ministero della Giustizia e del Consiglio nazionale forense lasciano spazio a pochi dubbi: l’incontro e’ stato soddisfacente e la strada intrapresa e’ quella giusta. Sparisce ogni frizione, l’apprezzamento per il tanto invocato intervento della Corte Costituzionale e’ solamente un lontano ricordo . Tutti contenti: il ministero perche’ probabilmente avra’ un avversario in meno nel suo intento, nemmeno tanto celato, di deflazione del carico giudiziario attraverso l’innalzamento di barriere e dei costi per l’accesso alla giustizia. L’avvocatura perche’, in nome della lobby e non dell’interesse del cittadino, ha battuto cassa ed ottenuto il meno auspicabile: la difesa tecnica obbligatoria. Vedremo se e come questi intenti si tramuteranno in legge e soprattutto bisognera’ capire se rimarranno ugualmente vive le critiche con le quali gli avvocati hanno contestato l’obbligatorieta’ della conciliazione in favore di una piu’ naturale facoltativita’. Per ora a pagare un prezzo ancor piu’ alto e’ sempre solo il consumatore: da destinatario protagonista del servizio giustizia a malcapitato utente da spremere senza ritegno in nome del peggior corporativismo di Stato.
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domenica, 08 maggio 2011
Mediazione civile. Provvedimento del Garante Privacy
Con un provvedimento e due autorizzazioni 'ad hoc' il Garante per la privacy ha semplificato procedure e adempimenti degli organismi di mediazione civile pubblici e privati che trattano dati sensibili e giudiziari mantenendo comunque elevato il livello di garanzia per i diritti e le liberta' fondamentali delle parti coinvolte.
Le due autorizzazioni, valide fino al 30 giugno 2012 (pubblicate sulla G.U. del 3 maggio, n.101), fissano i principi e le misure per il corretto trattamento dei dati. La prima da' il via libera agli organismi privati di mediazione a trattare i dati di natura sensibile dei soggetti coinvolti nella controversia oggetto di conciliazione. La seconda riguarda i dati giudiziari e autorizza gli organismi di mediazione pubblici e privati, il Ministero della giustizia e gli enti di formazione per la mediazione a trattare tali tipi di dati per la verifica dei requisiti di onorabilita' di mediatori, soci, associati, rappresentanti degli organismi e degli enti privati.
La mediazione delle controversie civili e' una procedura resa obbligatoria di recente e affidata a organismi iscritti in un apposito registro presso il Ministero della Giustizia, da esperirsi prima di esercitare in giudizio un'azione in una serie di materie di particolare rilevanza come condominio, eredita', locazione, risarcimento del danno da incidenti stradali, diffamazione a mezzo stampa, contratti assicurativi, bancari, finanziari.
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giovedì, 28 aprile 2011
Conciliazione obbligatoria. La legittimita' al vaglio della Corte Costituzionale
da Aduc - di Emmanuela Bertucci
Il decreto legislativo n. 28 del 4 marzo 2010 obbliga chi intenda iniziare una causa civile a rivolgersi, prima di andare in giudizio, ad un organismo di conciliazione.
La legge, entrata in vigore il 21 marzo 2011 (tranne per le conciliazioni in materia di condominio e di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti (incidenti stradali), per le quali l'obbligatorieta' scattera' nel marzo 2012) vuole decongestionare i tribunali passando per le tasche dei cittadini, che per poter intentare una causa dovranno non solo pagare il proprio avvocato e i costi ordinari della giustizia, ma anche accollarsi l'ulteriore onere della conciliazione, i cui costi -stabiliti per i soli organismi pubblici di mediazione (le societa' private che svolgono attivita' di conciliazione non hanno vincoli di prezzo) con il decreto ministeriale n. 180 del 2010.
Obbligare i cittadini a rivolgersi ad un mediatore prima di andare in giudizio rende piu' difficile e oneroso l'accesso alla giustizia, e la questione e' stata di recente portata all'attenzione della Corte costituzionale che dovra' giudicare se un simile obbligo sia conforme all'art. 24 della Costituzione, secondo il quale “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi”. La Corte costituzionale e' stata infatti interpellata dal Tar Lazio, con ordinanza n. 3202 del 12 aprile 2011 su un ricorso dell'Oua (Organismo unitario dell'avvocatura), di alcuni ordini forensi e associazioni di categoria, e dell'Unione delle camere civili;
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venerdì, 15 aprile 2011
Conciliazione obbligatoria. Tar ammette ricorso Corte Costituzionale
Sara' la Corte Costituzionale a decidere sulla legittimita' del regolamento sulla media-conciliazione. Lo ha deciso la prima sezione del Tar del Lazio che ha sollevato questioni di legittimita' di alcune parti del regolamento emanato dal Ministero della Giustizia. Il regolamento introduceva la mediazione e la conciliazione obbligatoria anche nelle controversie civili e commerciali.
Soddisfazione per il pronunciamento del Tar e' stata espressa dall'avvocatura attraverso Maurizio de Tilla, presidente dell'Organismo unitario Avvocatura: "Siamo soddisfatti di questa decisione, e' in gioco la natura stessa della nostra giustizia civile pubblica". De Tilla aggiunge che, dopo il pronunciamento del Tar, "La manifestazione di Roma del 14 aprile e lo sciopero del 14 e 15 sono ancora piu' attuali e necessarie. Il Ministro deve aprire a questo punto il confronto con gli avvocati".
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domenica, 27 marzo 2011
Mediazione obbligatoria, avvocati proclamano altri 4 giorni di sciopero
da Help Consumatori
Gli avvocati non si arrendono e continuano a protestare contro la mediaconciliazione obbligatoria, entrata in vigore lo scorso 20 marzo. Dopo la settimana di sciopero, dal 16 al 22 marzo, l'Organismo Unitario dell'Avvocatura proclama altre 4 giornate di protesta, in cui i legali si asterranno dalle udienze, per dire no alla "rottamazione della giustizia civile". Le giornate di sciopero sono il 14 e il 15 aprile, il 26 maggio e il 23 giugno 2011.Nel primo giorno della protesta ci sarà una manifestazione a Roma e il 15 iniziative in diverse città. E sino a giugno si terranno assemblee in tutti i tribunali italiani. Gli avvocati annunciano inoltre che solleveranno in tutti i procedimenti interessati dall'obbligatorietà della mediazione la questione di incostituzionalità.
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venerdì, 25 marzo 2011
LA NUOVA CONCILIAZIONE OBBLIGATORIA. Scheda pratica ADUC
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