venerdì, 15 luglio 2011
Body scanner in Europa dal 2013
I body scanner sono già una realtà negli Usa, ma dal 2013 lo saranno anche in Europa.
Si tratta di apparecchiature che utilizzano radiazioni che oltrepassano i vestiti dei passeggeri, ma vengono riflesse dal loro corpo e dagli altri oggetti su di esso presenti (es. piercing, gioielli, ecc.).
Il Parlamento Europeo ha dato il via libera all’introduzione dei body scanner negli aeroporti comunitari, ma a determinate condizioni e con alcune differenze rispetto a quelli americani che, di fatto, “denudano” i passeggeri.
Inoltre, l’ultima parola sarà lasciata ai singoli Stati membri che potranno scegliere se imporne l’installazione o meno.
Alcuni Paesi, come la Gran Bretagna, li hanno già introdotti nei loro principali scali, mentre altri, come l’Italia, li hanno installati in via ancora sperimentale.
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lunedì, 11 luglio 2011
UE, ok ai body scanner nel rispetto di salute e privacy
Il Parlamento Europeo ha trovato un accordo sui body scanner, approvando il rapporto (già approvato a fine maggio dalla Commissione Trasporti) del relatore spagnolo Luis de Grandes Pascual: i body scanner aumentano la sicurezza negli aeroporti, ma devono essere scelti volontariamente dalle autorità nazionali e non devono violare la privacy e la dignità dei passeggeri, offrendo loro le massime garanzie sulla salute. I deputati dicono quindi no alle tecnologie basate sui raggi X e sulle radiazioni ionizzanti. E chiedono che le immagini usate siano stilizzate e non fotografiche, e non vengano per nessuna ragione immagazzinate.
I passeggeri, inoltre, dovranno avere il diritto di rifiutare gli scanner e sottoporsi a controlli di altro tipo, come i classici metal detector o l'ispezione personale. Gli Stati membri dovrebbero attrezzare checkpoint e aumentare il personale di sicurezza per prevenire ritardi. Si chiedono, inoltre, controlli più severi sugli aerei da trasporto, specie se provenienti da paesi extra-europei, e l'introduzione di criteri per classificare carichi "ad alto rischio".
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PRIVACY. Garante contro "fax selvaggio": necessario consenso per invio
Sono oltre quindici i provvedimenti più rilevanti, emanati nel corso degli ultimi mesi, con i quali il Garante Prviacy ha vietato a privati e società l'uso di migliaia di recapiti per l'invio di fax pubblicitari illeciti ed ha ribadito il principio secondo il quale chiunque invii messaggi promozionali mediante sistemi automatizzati (fax, e-mail, sms, mms) è sempre obbligato a raccogliere preventivamente il consenso specifico ed informato del destinatario. In alcuni casi i provvedimenti inibitori adottati dall'Autorità hanno colpito intere banche dati utilizzate per effettuare campagne promozionali per conto proprio o di terzi. Prosegue così l'azione dell'Autorità contro il "fax selvaggio" oggetto anche di un'intensa attività istruttoria e ispettiva del Garante avviata su segnalazione di numerose società e di semplici cittadini, stanchi di essere disturbati, a tutte le ore del giorno e della notte, spesso senza avere la possibilità di identificare il mittente di tali messaggi commerciali.
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mercoledì, 06 luglio 2011
PRIVACY. Garante: offerte commerciali indesiderate, tutele anche in caso di outsourcing
Offerte commerciali indesiderate: dal Garante Privacy arrivano nuove disposizioni a tutela dei cittadini. Le società che si avvalgono di agenzie o altre imprese per la promozione o la commercializzazione della loro attività senza che queste operino come autonomi titolari, rispondono sempre in prima persona dei trattamenti dei dati e degli eventuali illeciti compiuti. E devono nominare formalmente le agenzie di cui si avvalgono in outsourcing quali responsabili dei trattamenti dati.
Lo ha stabilito il Garante per la protezione dei dati personali nel provvedimento (pubblicato sulla GU n. 153 del 4 luglio) adottato per assicurare ai cittadini maggiori tutele contro i contatti commerciali indesiderati, dalle telefonate ai fax alla posta, fenomeno che ha registrato un forte incremento anche a seguito della modifica delle norme che regolano il telemarketing.
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domenica, 26 giugno 2011
No alle telecamere nei condomini se non sono approvate all’unanimità
No a telecamere installate negli spazi comuni del condominio, anche se a fini di sicurezza per prevenire reati come furti ed effrazioni. Anzi, l’impianto di videosorveglianza va immediatamente rimosso a spese di chi l’ha installato e ne è responsabile. La buona notizia per chi sente lesa la propria privacy dalla presenza di occhi elettronici all’interno del condominio arriva dalla sezione civile del tribunale di Varese. Secondo il giudice che ha emesso l’ordinanza in questione, la numero 1273 del 2011, il condomino non ha “alcun potere di installare, per sua sola decisione, delle telecamere in ambito condominiale, idonee a riprendere spazi comuni o addirittura spazi esclusivi degli altri condomini”. L’unico caso in cui, naturalmente, ciò è possibile è quando l’installazione sia decisa all’unanimità dall’assemblea dei condomini. «La decisione del tribunale lombardo rappresenta un precedente importante in questa materia, che non è ancora ben normata dalla legge – commenta il presidente dell’Adico Carlo Garofolini – e che si fa sempre più delicata e importante man mano che cresce la consapevolezza da parte dei cittadini del valore della privacy. Spesso infatti, e lo vediamo nei tanti casi di consumatori che si rivolgono all’Associazione per contenziosi con amministratori o vicini di casa proprio in tema di videosorveglianza, considerano il diritto alla riservatezza addirittura più prezioso di quello alla sicurezza».
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sabato, 25 giugno 2011
Garante privacy: occhio a smartphone, rete e telemarketing
Il presidente dell'Autorita' Garante della privacy mette in guardia dai rischi causati dagli smartphone e dalla rete e critica l'abuso del telemarketing che ritiene sia tra quelle pratiche che rappresentano "forme intollerabili di violenza" e "forme inaccettabili di invasione della sfera privata e domestica". Nella sua relazione annuale illustrata questa mattina in Parlamento Francesco Pizzetti chiarisce subito che lo sforzo dell'Autorita' "e' orientato a proteggere piu' che a vietare, a mettere tutti, cittadini, istituzioni, imprese, organizzazioni sociali e culturali, di fronte ai mutamenti del nostro tempo, aiutandoli a comprendere i fenomeni in atto e a essere piu' consapevoli dei rischi delle nuove tecnologie". Il Garante sostiene che "con gi smartphone ognuno di noi e', quasi sempre inconsapevolmente, un Pollicino che ha in tasca il suo sacchetto di sassolini bianchi che escono uno ad uno per segnarne gli spostamenti.
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venerdì, 24 giugno 2011
PRIVACY: PIZZETTI, ABUSO TELEMARKETING FORMA VIOLENZA
Il Codacons condivide quanto affermato oggi dal Garante della Privacy, Francesco Pizzetti, nella sua relazione annuale al Parlamento. In particolare l'associazione appoggia la critica di Pizzetti agli abusi commessi nel telemarketing, che rappresenta in alcuni casi una violenza a danno degli utenti.
"Il Garante ha confermato in pieno i dubbi da noi sollevati in tempi non sospetti circa il Registro delle Pubbliche Opposizioni - spiega il responsabile privacy del Codacons, Avv. Gianluca Di Ascenzo - Si tratta di un provvedimento che fa acqua da tutte le parti; nonostante l'inserimento nel registro, i cittadini continuano ad essere disturbati, e crescono continuamente le segnalazioni al nostro sportello. Per debellare questo fenomeno e tutelare realmente gli utenti, è indispensabile prevedere sanzioni severe contro i trasgressori, e forme di indennizzo automatico in favore dei cittadini molestati'.
L'Associazione invita tutti i consumatori a visitare il sito www.guardachetiriguarda.it al fine di conoscere i propri diritti ed avere informazioni sulle forme di tutela previste dalla legge.
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Telemarketing, Adoc: 60% iscritti al registro continua a ricevere chiamate
Telemarketing: il registro delle opposizioni non funziona. Il Garante Privacy ha puntato il dito contro un sistema pieno di limiti e difetti, tanto che sono centinaia le proteste arrivate all'Autorità da chi lamenta la violazione del registro e le telefonate indesiderate. Secondo una stima dell'Adoc, il 60% degli iscritti al registro delle opposizioni continua a ricevere chiamate.
"La normativa sul telemarketing è una legge burletta, nonostante l'iscrizione al registro delle opposizioni il 60% dei consumatori, secondo un nostro sondaggio, continua a essere disturbato impunemente - ha detto il presidente Carlo Pileri - Abbiamo ricevuto centinaia di proteste da parte degli utenti che lamentano una evidente violazione dei loro diritti. Una situazione molto grave, ma purtroppo prevedibile. La norma è farraginosa, grava sul consumatore l'onere di registrarsi e di segnalare le violazioni al Garante della Privacy, che può solo applicare una multa alla società colpevole, senza prevedere un risarcimento al consumatore che è stato ingiustamente e illegalmente disturbato".
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martedì, 14 giugno 2011
Banche e Poste, dal Garante nuove regole per proteggere i dati dei correntisti
Da oggi i consumatori italiani possono stare più tranquilli rispetto ai propri dati in banca: il Garante Privacy ha fissato le regole alle quali dovranno attenersi banche e Poste Italiane spa (relativamente all'attività bancaria e finanziaria) per "blindare" il sistema informativo e garantire un corretto trattamento dei dati dei correntisti.
Il provvedimento arriva dopo numerose istanze giunte al Garante, di accertamenti ispettivi effettuati tra il 2008 e il 2010 presso le maggiori banche e in seguito ai risultati di un'ulteriore attività di rilevazione svolta su 441 banche in collaborazione con Abi. Alcuni clienti hanno segnalato che i loro dati sono stati oggetto di accessi indebiti, presumibilmente da parte di dipendenti, e comunicati a terzi che li hanno poi utilizzati per scopi personali, in genere, in cause di separazioni giudiziali e in procedure esecutive (ad es. pignoramenti presso terzi). In assenza di una normativa che obblighi le banche a tracciare tutte le operazioni l'Autorità ha ritenuto di prescrivere agli istituti bancari l'adozione di rigorose misure.
15:00 Scritto da: consumatori in BANCHE, PRIVACY | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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mercoledì, 25 maggio 2011
Privacy. Linee guida dell'Autorita' su raccolta dati dei servizi sanitari
Non potranno essere utilizzati dati sulla vita sessuale nelle indagini sulla qualita' dei servizi sanitari offerti ai cittadini e le informazioni raccolte nel corso delle attivita' di customer satisfaction non potranno essere utilizzate per profilare gli utenti o inviare materiale pubblicitario.
Lo ha stabilito il Garante della Privacy che ha delineato linee guida in materia. Inoltre, la comunicazione o la diffusione dei risultati dei sondaggi dovra' avvenire sempre in forma anonima o aggregata.
Potrebbe anche accadere - spiega l'Autorita' - che alcune risposte possano rivelare informazioni sulla salute dell'utente, desumibili anche dal tipo di reparto che ha erogato il servizio (ad es.ginecologia, neurologia, oncologia), dalla prestazione fruita (ad es. tipo di intervento chirurgico), persino dalla fornitura di particolari ausili (ad es. pannoloni, protesi, plantari).
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lunedì, 23 maggio 2011
Furti d’identità: attenzione alle reti wi-fi
C’è chi preferisce l’e-banking, magari domiciliando sul conto online anche le proprie utenze domestiche e chi, invece, preferisce ricevere estratti conto, bollette e altri documenti contenenti “informazioni finanziarie” in forma cartacea.
In entrambi i casi, però, c’è sempre il rischio di frodi da furto di identità e di dati sensibili.
Il trashing consiste nel ricercare, ad esempio, ricevute di pagamento ed estratti conto bancari nei sacchetti della spazzatura, specie quelli gettati nella raccolta differenziata della carta, e ricostruirli se spezzettati al fine di carpire dati sensibili ed utilizzarli per clonare identità.
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sabato, 21 maggio 2011
Il vademecum del Garante "dalla parte del paziente"
Arriva il nuovo vademecum del Garante Privacy che risponde ad alcune domande frequenti dei cittadini in materia di salute: è necessario chiedere il consenso al paziente prima di acquisire e utilizzare informazioni sulla sua salute? Da chi possono essere ritirate analisi e cartelle cliniche? Si possono installare telecamere in ospedali e luoghi di cura? Il datore di lavoro può divulgare informazioni sulla salute dei propri dipendenti?
Il vademecum, intitolato "Dalla parte del paziente. Privacy: le domande più frequenti", offre indicazioni affinché alle persone che entrano in contatto con il personale medico e paramedico e con le strutture sanitarie, per ricevere cure o prestazioni mediche o per svolgere pratiche amministrative, vengano garantiti la più assoluta riservatezza e il rispetto della loro dignità. L'opuscolo vuole anche agevolare le attività degli operatori del settore e contribuire a migliorare la qualità dei servizi offerti a chi accede a studi medici, ospedali, farmacie e a qualunque altro luogo di analisi o cura.
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lunedì, 16 maggio 2011
Privacy: il Garante interviene su Sony
da Unione Nazionale Consumatori
Il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un’istruttoria nei confronti di Sony in seguito alla segnalazione inoltrata dalla nostra Unione Nazionale Consumatori riguardo il “data breach” relativo agli utenti del servizio Playstation Network e Qriocity.
La tempestività dell’intervento del Garante è significativa dell’attenzione per un caso che ha destato una grave preoccupazione tra gli utenti: da società del calibro di Sony, infatti, sarebbe lecito attendersi il più elevato livello di protezione dei dati personali che invece, troppo spesso, vengono richiesti e gestiti con modalità quanto meno frettolose.
C’è da augurarsi che l’intervento del Garante serva a stimolare anche per il futuro l’attuazione di ogni cautela necessaria a proteggere l’interesse dei consumatori che, secondo notizie giornalistiche, sarebbe messo a repentaglio anche per coloro che sono registrati al noto social network Facebook.
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sabato, 14 maggio 2011
Domande sesso e aborto su test per assunzione. Indagine Garante Privacy
Il Garante per la protezione dei dati personali 'ha aperto un'istruttoria in merito al questionario somministrato ai candidati che partecipavano alla selezione per il reclutamento di un dirigente tecnico presso l'Aler di Brescia, che, come riportato dalla stampa, sembrerebbe contenere anche domande sulle abitudini e i costumi sessuali'.
Il caso era stato denunciato ieri da Mirko Lombardi, consigliere del Cda dell'Aler (Azienda lombarda per l'edilizia residenziale) di Brescia.
Il Garante, spiega una dell'organismo guidato da Francesco Pizzetti, 'intende verificare la liceita' del trattamento dei dati dei candidati effettuato dall'Aler e dalla Cispel Lombardia, la societa' alla quale era stata affidata la selezione degli aspiranti dirigenti'
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venerdì, 13 maggio 2011
Pubblicità postale: il Governo da via libera alle aziende di poterci “inondare”
Tra le righe del decreto sviluppo, il governo ha dato libertà alle aziende di usare gli elenchi del telefono come indirizzari ai quali attingere per inviare comunicazioni non richieste – denuncia l’ADICO – cosicchè chiunque potrà inondare legalmente le nostre buche delle lettere con chili di pubblicità spazzatura.
Se fino ad oggi era vietato spedire una lettera promozionale senza aver prima chiesto il consenso del destinatario – spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – il provvedimento approvato consente “libertà di contattare a scopi pubblicitari chiunque non abbia preventivamente negato il consenso”. Perciò se fino ad ieri era permesso solo il volantinaggio anonimo e le aziende potevano contattare per posta i propri clienti abituali, secondo le disposizioni del garante della privacy – conclude il presidente dell’ADICO – oggi le aziende potranno cercare sull’elenco l'indirizzo di una persona e mandargli in busta, con il suo nome, la pubblicità. A nulla servirà l’iscrizione al registro delle opposizioni, in quanto quest’ultimo difende solo i cittadini dalle chiamate basate sull'elenco telefonico e non vieta invece alle aziende di telefonare a numeri iscritti in altri elenchi.
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giovedì, 12 maggio 2011
Facebook, allarme fuga di dati
da Help Consumatori
Sul blog ufficiale di Symantec, società specializzata in sicurezza informatica, si legge che Facebook potrebbe aver rivelato accidentalmente, negli ultimi anni, alcune informazioni personali degli utenti a soggetti terzi, in particolare inserzionisti. Si stima che abbiamo avuto questa perdita di dati circa 100.000 applicazioni.
Dopo il mega attacco hacker subito da Sony, che ha messo a rischio i dati di milioni di utenti della rete, arriva un nuovo allarme e riguarda uno dei social network più famosi del momento: Facebook. Sul blog ufficiale di Symantec, la società specializzata in sicurezza informatica, si legge che Facebook potrebbe aver rivelato accidentalmente negli ultimi anni alcune informazioni personali degli utenti a soggetti terzi, in particolare inserzionisti.
Secondo la società, oltre ad avere accesso alle informazioni personali come profili, fotografie e chat, i soggetti terzi potrebbero aver avuto la capacità anche di postare messaggi. Symantec stima che fino ad aprile 2011, 100.000 applicazioni hanno avuto questa perdita di dati. La società consiglia agli utenti del social network di cambiare la password di accesso.
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mercoledì, 11 maggio 2011
PUBBLICITA' POSTALE: GARANTE PRIVACY LANCIA ALLARME
Il Garante della privacy, intervistato dal quotidiano "La Repubblica", protesta con il Governo per aver consentito alle aziende, nel recente decreto sviluppo, di usare gli elenchi del telefono come indirizzari per inviare lettere promozionali, senza bisogno del preventivo consenso del consumatore.
Il Codacons condivide in pieno l'allarme lanciato dal presidente Pizzetti. Per l'associazione di consumatori si tratta, infatti, dell'ennesimo colpo di mano da parte di un Governo che coglie tutte le occasioni possibili per dimostrare di non voler stare dalla parte dei consumatori, ossia della generalità degli italiani, ma dalla parte di banchieri, petrolieri, assicuratori, tassisti, camionisti, ossia le lobby che impediscono a questo Paese di diventare moderno e concorrenziale. Ora è la volta dei molestatori telefonici!
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Così i ladri di privacy vendono i nostri segreti
di ERNESTO ASSANTE - tratto da repubblica.it
La nostra vita digitale è in pericolo. E in vendita. Lo hanno detto e scritto in tanti, ci hanno messo sull'avviso decine se non centinaia di volte: i nostri dati, quelli che affidiamo ai servizi online, di qualsiasi tipo siano, non sono al sicuro. E c'è chi è interessato a metterci le mani sopra per venderli al miglior offerente. Lo ha ampiamente dimostrato il caso del Playstation Network. Cosa è accaduto? Lo scorso 20 aprile la Sony ha improvvisamente "spento" la propria rete, quella che collega decine di milioni di utenti in cinquantasette paesi del mondo ai propri server, per giocare online, vedere film, ascoltare musica, scaricare intrattenimento e informazione. Lo ha fatto perché ha scoperto un'intrusione sui server di un centro dati di San Diego, in California.
Inizialmente, pensando ad un classico attacco degli hacker, quelli che molto frequentemente colpiscono i data center delle aziende o delle strutture governative di mezzo mondo, la Sony ha chiesto a una società di sicurezza informatica di indagare. Ma, una volta compresa l'entità del problema l'azienda ha dovuto coinvolgere non solo una seconda società di sicurezza, ma anche l'Fbi.
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domenica, 08 maggio 2011
Mediazione civile. Provvedimento del Garante Privacy
Con un provvedimento e due autorizzazioni 'ad hoc' il Garante per la privacy ha semplificato procedure e adempimenti degli organismi di mediazione civile pubblici e privati che trattano dati sensibili e giudiziari mantenendo comunque elevato il livello di garanzia per i diritti e le liberta' fondamentali delle parti coinvolte.
Le due autorizzazioni, valide fino al 30 giugno 2012 (pubblicate sulla G.U. del 3 maggio, n.101), fissano i principi e le misure per il corretto trattamento dei dati. La prima da' il via libera agli organismi privati di mediazione a trattare i dati di natura sensibile dei soggetti coinvolti nella controversia oggetto di conciliazione. La seconda riguarda i dati giudiziari e autorizza gli organismi di mediazione pubblici e privati, il Ministero della giustizia e gli enti di formazione per la mediazione a trattare tali tipi di dati per la verifica dei requisiti di onorabilita' di mediatori, soci, associati, rappresentanti degli organismi e degli enti privati.
La mediazione delle controversie civili e' una procedura resa obbligatoria di recente e affidata a organismi iscritti in un apposito registro presso il Ministero della Giustizia, da esperirsi prima di esercitare in giudizio un'azione in una serie di materie di particolare rilevanza come condominio, eredita', locazione, risarcimento del danno da incidenti stradali, diffamazione a mezzo stampa, contratti assicurativi, bancari, finanziari.
20:00 Scritto da: consumatori in CONCILIAZIONE, PRIVACY | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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venerdì, 06 maggio 2011
Attacco hacker contro Sony, UNC: "Risarcire i consumatori coinvolti"
Nell'arco di pochi giorni Sony ha subito due grossi attacchi che hanno messo in pericolo la sorte dei dati personali dei suoi utenti: dopo l'attacco al Playstation Network c'è stato quello al Sony Online Entertainment (SOE), il sistema per giocare online tramite il pc: circa 25 milioni di utenti sarebbero coinvolti, dei quali 10 milioni di europei.
Il Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori (UNC), Massimiliano Dona ribadisce che "Sony deve garantire maggiore sicurezza ai consumatori". "Dopo il primo furto di dati personali operato nei giorni scorsi da alcuni hacker a danno di circa 77 milioni di utilizzatori dei servizi di Playstation Network e Qriocity - denuncia Dona - l'azienda aveva assicurato di aver predisposto tutte le necessarie contromisure volte a risalire ai responsabili e ad elevare gli standard di sicurezza. Evidentemente, però, si era sottovalutato l'accaduto". "Ci auguriamo dunque - conclude l'avvocato Dona - che Sony sia in grado di scongiurare futuri attacchi aumentando il livello di sicurezza per i propri utenti. Inoltre, dato il perdurare della situazione di pericolosità, sarebbe opportuno che la società si facesse carico di risarcire i consumatori coinvolti". L'UNC si è già attivata per segnalare il caso all'Autorità Garante della Privacy, nonché per studiare una class-action risarcitoria della lesione dei diritti dei soggetti interessati.
19:00 Scritto da: consumatori in PRIVACY | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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