giovedì, 26 maggio 2011
PENSIONI: INPS, OLTRE 8 MLN ASSEGNI SOTTO 500 EURO
Secondo quanto emerge dal Rapporto annuale dell'Inps, oltre la metà delle pensioni erogate, precisamente il 50,8%, oltre 8 milioni di pensioni, non arriva a 500 euro al mese.
Per il Codacons è vergognoso. E' impossibile, infatti, riuscire a campare con meno di 800 euro al mese. Per questo l'associazione di consumatori chiede che la pensione minima sia innalzata almeno a quella soglia, sempre che non ci siano altri redditi familiari.
Inoltre è scandaloso che queste pensioni da fame non siano nemmeno adeguate al reale aumento del costo della vita, sia perchè non si adegua all'inflazione tutto l'importo della pensione, sia perchè i pensionati, dal 2002 ad oggi, hanno avuto una inflazione da doppia a tripla rispetto alla media delle famiglie italiane.
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martedì, 24 maggio 2011
Lavori usuranti, in vigore il decreto in pensione con tre anni di anticipo
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venerdì, 20 maggio 2011
Contributi silenti e pensioni. Iniziativa dei Radicali: Ridatemi i miei soldi!
"Lo Stato italiano è un Robin Hood alla rovescia: toglie a chi sta peggio per dare a chi sta meglio". Cosi' comincia l'appello del segretario e del tesoriere di Radicali Italiani, Mario Staderini e Michele De Lucia, per convocare le manifestazioni del 20 maggio in diverse citta' italiane a sostegno di una proposta di legge dei Radicali stessi alla Camera per la restituzione dei contributi versati all'Inps che poi, non raggiunto il minimo, non vengono restituiti a chi li ha versati.
Qui l'incipit dell'appello:
"Gran parte dei contributi previdenziali dovuti alla Gestione separata dell’Inps dai parasubordinati, dai precari o da coloro che esercitano professioni non regolate da ordini professionali, vengono versati a fondo perduto: se non si raggiunge il minimo richiesto dalla legge per maturare la pensione (il che accade sempre più spesso, dati i lunghi periodi di disoccupazione o lavoro nero), quei contributi vengono usati per pagare le pensioni di altri, ma non danno diritto ad averne una propria. E anche quando si matura il minimo di contribuzione richiesto, la pensione ottenuta non supera le poche centinaia di euro dell’assegno sociale".
... che puo' essere letto completo a questo indirizzo
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venerdì, 18 marzo 2011
Anziani dimenticati dal welfere. Stanziamenti tagliati di oltre 90%
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martedì, 09 novembre 2010
Inps: si rinnova il sito internet, nuovi servizi e più informazioni per 400mila cittadini ogni giorno
da Michele Ambrosio - Ufficio stampa Inps
Da oggi 9 novembre 2010, il sito internet dell’Inps si presenterà in una veste completamente rinnovata, più ricca di contenuti e più facile da usare. Sarà sempre di più “lo sportello Inps più vicino al cittadino”.
Il rinnovo del sito si inserisce in un percorso da tempo avviato dall’Istituto verso una sempre maggiore telematizzazione dei servizi. Già oggi molte attività sono fruibili via web e, da gennaio 2011, una ventina di domande per prestazioni diverse saranno formulabili solo on-line. Nel 2011 altri servizi saranno resi solo online.
La nuova veste del sito è stata studiata per cercare di soddisfare le esigenze di un pubblico sempre più vasto, che mediamente fa registrare circa 350 mila contatti giornalieri, con punte che sfiorano le 500 mila visite quotidiane. Nei primi dieci mesi del 2010 sono state sfogliate oltre 2 miliardi di pagine con un incremento del 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
“E’ il segno evidente di un balzo della domanda di informazione e di servizi sul canale Web – commenta il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua – i cittadini devono trovare risposte adeguate nella Pubblica Amministrazione che sta cambiando. L’Inps è già cambiato e da tempo svolge un ruolo di protagonista sul fronte della tecnologia. Abbiamo il dovere di cambiare e di rendere, anche tramite il sito istituzionale, le nostre attività più facili, trasparenti, efficienti”.
Tra le principali novità che ci si troverà di fronte collegandosi con www.inps.it si segnala l’area Inps Facile, il nuovo Menu progettato per facilitare la ricerca delle notizie dei bandi, dei messaggi delle circolari e dei moduli presenti sul sito.
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giovedì, 21 ottobre 2010
Congedo maternita' di 20 settimane pagato per intero e 15 giorni anche ai babbi
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mercoledì, 20 ottobre 2010
L'Inpdap e le anomale richieste di restituzione di pensione
da Aduc - di Giulio Signorelli
Quando si determinano situazioni in cui la pensione e' stata erroneamente erogata dall'ente previdenziale, oppure chi l'ha ricevuta ha potuto farlo ricorrendo ad inganni di diverso genere, l'ente erogatore ha l'obbligo di richiedere la restituzione ai non aventi diritto.
Al di fuori di questi casi, pero', imporre la restituzione della pensione che e' stata legittimamente percepita, e in un periodo nel quale ha costituito l'unica fonte di reddito, e' un' operazione inaccettabile.
L'Inpdap, l'istituto di previdenza per i dipendenti della pubblica amministrazione, ha richiesto ad un nostro associato di Viterbo la restituzione della pensione perche', stando alle argomentazioni dell'ente, illegittimamente percepita. Il caso, invece, e' piuttosto chiaro: il nostro associato termina l'attivita' lavorativa e va in pensione, successivamente rientra in servizio e, visto che la legge vieta il cumulo pensione-stipendio, rinuncia alla pensione e percepisce lo stipendio.
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martedì, 12 ottobre 2010
Sistemi pensionistici al collasso
Non è un bel quadro, quello tracciato dall'Agenzia statunitense di rating Standard & Poor's, per vari Stati europei. "In molti Paesi la spesa pensionistica è sottostimata", dice Marko Mrsnik, responsabile per l'Ue. "Nessun altro fattore è tanto decisivo per il futuro delle finanze statali quanto l'invecchiamento della popolazione", avverte.
Sotto il titolo "Invecchiamento globale 2010", l'agenzia Usa ha predisposto uno studio in cui sono analizzati i sistemi pensionistici di 49 Stati. Die Presse ha parlato con Mrsnik a margine della presentazione del documento a New York. Questa la sintesi: per 15 Paesi Ue si profila, entro il 2050, un indebitamento statale teorico di oltre il 300 per cento del rendimento economico se non si provvede in fretta a riformare la previdenza.
Il peso del debito pari a tre volte la produzione annuale è solo un valore ipotetico giacché per la maggior parte di questi Stati la bancarotta sarebbe inevitabile già molto prima. Mrsnik ne è consapevole. Non che preveda chissà quali conseguenze immediate, ma parla di una scadenza di cinque anni. "Dopo, sono più che probabili declassamenti causa il sistema pensionistico".
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martedì, 28 settembre 2010
Novità INPS
L’Inps ha diffuso oggi la circolare (numero 126) che fornisce istruzioni in merito alle disposizioni introdotte dalla legge 122/2010, la cosiddetta “manovra”, approvata lo scorso 30 luglio.
In particolare con la circolare odierna si provvede ad affrontare i seguenti temi: nuove decorrenze della pensione di vecchiaia e di anzianità; ricongiunzioni; nuove disposizioni sull’invalidità civile; fondi speciali di previdenza; nuove disposizioni in materia di verifica dei dati reddituali; possibili dilazioni riservate ai pensionati per alcuni pagamenti di imposte e tributi.
Per quanto riguarda la cosiddetta “finestra mobile” introdotta dalla legge 122/2010, la circolare odierna precisa “che le nuove decorrenze si applicano esclusivamente a coloro che raggiungono i requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso a pensione a partire dal primo gennaio 2011; mentre non sono applicabili ai lavoratori che abbiano maturato i predetti requisiti entro il 31 dicembre 2010”, anche se a tale data non siano ancora aperte le cosiddette “finestre di accesso” al pensionamento previste dalle leggi 243/2004 e 247/2007.
“La riforma delle pensioni definita questa estate è destinata a confermarsi come una delle più innovative nel contesto europeo – commenta il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua – la circolare di oggi fornisce le interpretazioni applicative di un complesso di norme che mettono definitivamente al sicuro il sistema previdenziale italiano. Dal prossimo anno si inizieranno a produrre considerevoli risparmi, agganciandoli a un equo e progressivo innalzamento dell’età di pensione”.
Nel dettaglio ecco per sintesi i capitoli della circolare.
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sabato, 11 settembre 2010
Annunci. L'Inps come Trenitalia: tutte le pratiche online
A partire dal primo gennaio 2011, una ventina di servizi erogati dall'Inps potranno essere richiesti esclusivamente attraverso il canale telematico. Un nuovo passo verso il rafforzamento dello 'sportello on line', cui i cittadini possono rivolgersi da casa o dall'ufficio, via Web, senza dover raggiungere le sedi dell'Istituto, risparmiando tempo e denaro.
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venerdì, 13 agosto 2010
Unità antitruffe da settembre all’Inps. Oltre 100 milioni i danni accertati nel 2010
Ammontano ad almeno 100 milioni di euro le somme indebitamente pagate dall’Inps nel 2010 per effetto di quelle truffe organizzate ai suoi danni, e oggetto di una indagine della magistratura.
L’attività investigativa svolta da autorità giudiziaria e forze dell’ordine nei primi 7 mesi dell’anno, con l’attiva collaborazione dell’Istituto, ha portato ad indagare 5.245 persone e denunciarne 976, mentre 135 sono stati gli arresti, 42 le condanne e 32 le richieste di condanna da parte dei Pubblici ministeri.
“L’azione di contrasto contro chi tenta di truffare l’Inps e quindi lo Stato sarà sempre più determinata – dichiara il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua – e infatti nel mese di settembre costituiremo una nuova unità antitruffe presso la Direzione generale dell’Istituto per coordinare le operazioni su tutto il territorio nazionale”.
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giovedì, 17 giugno 2010
Statali, ora la pensione non basta più
Anche agli statali, finora privi, va consentito di formarsi una pensione integrativa. Dopo le ultime misure varate dal governo in tema di previdenza, «più che una scelta è ormai una necessità». Ha lanciato un messaggio chiaro ieri Antonio Finocchiaro, il presidente della Covip (che vigila sui Fondi-pensione), in occasione della relazione annuale. Svolta su un 2009 che ha visto proseguire «il rallentamento delle adesioni» alle varie forme di pensione complementare: i nuovi iscritti sono stati circa 320mila, in aumento del 4,2% (portando il totale a 5,1 milioni, per risorse pari nel complesso a 73 miliardi, in crescita di 11,6 miliardi), mentre sono saliti a 700mila gli iscritti che non hanno fatto alcun versamento. Forse perché 'spaventati' dalle perdite del 2008, hanno così perso 12 mesi lungo i quali i Fondi hanno compensato in Italia «gran parte delle minusvalenze» accumulate l’anno prima. Il bilancio del biennio è positivo però soltanto per i fondi chiusi, quelli contrattuali (che, nel solo 2009, hanno chiuso a +8,5%, contro l’11,3% per quelli aperti).
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sabato, 12 giugno 2010
PENSIONI: ISTAT; 72% NON SUPERA 1.000 EURO AL MESE
da Codacons
I dati relativi alle pensioni diffusi ieri dall'Istat dimostrano chiaramente come i pensionati italiani siano i più poveri d'Europa. Lo afferma il Codacons, commentando la ricerca che vede il 45,9% delle pensioni registrare un importo inferiore ai 500 euro mensili.
"Sul fronte pensionistico, siamo il fanalino di coda dell'Europa - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Non solo gli importi percepiti da quasi la metà dei pensionati rappresentano una miseria, e non consentono una vita dignitosa, ma addirittura sulle pensioni italiane grava una pressione fiscale ben più alta rispetto a quella di altri paesi europei'.
A tal proposito il Codacons ricorda che in Italia, a parità di imponibile, l'importo di una pensione al netto delle tasse è inferiore del 15% rispetto a Francia, Spagna e Germania, paesi dove non esiste tassazione sulle pensioni, mentre in Gran Bretagna la pressione fiscale è minima e di circa l'1,6%.
"Possiamo affermare senza dubbio che la metà dei pensionati italiani vive in condizioni di povertà - prosegue Rienzi - un dato che rappresenta una vergogna in un paese civile come l'Italia'.
Il Codacons ricorda infine che è ancora possibile aderire alla class action sulle pensioni Inpdap avviata dall'associazione, finalizzata a consentire ai pensionati ante 1994 che avevano ricevuto anche la pensione di reversibilità del coniuge deceduto, di ricevere l'indennità integrativa speciale per intero e non dimezzata.
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martedì, 01 giugno 2010
PREVIDENZA:Ecco le nuove regole in vigore dal 2015 e i contributi coprono l’81% della spesa
Arrivano i 'paletti' in base ai quali dal 2015 scatterà una sorta di riforma delle pensioni, legando l’età pensionabile alle aspettative di vita. Il regolamento di attuazione della norma approvata la scorsa estate in uno dei decreti 'anti-crisi' è stato firmato ieri dai ministri del Lavoro, Sacconi, e dell’Economia, Tremonti.
Sarà l’Inps, entro il 30 giugno 2014, a comunicare le variazioni in mesi dei requisiti minimi di età anagrafica per i due sessi: se il dato sarà superiore a 3 mesi, l’età pensionabile crescerà di 3 mesi. Intanto dalla Cgia viene il calcolo che solo l’80,9% della spesa previdenziale è «coperta» dai contributi versati dai lavoratori italiani, siano essi dipendenti o autonomi. A fronte degli oltre 258,37 miliardi di euro di spesa, il gettito contributivo è pari a 209,08 miliardi. In pratica, il deficit è di 49,29 miliardi di euro. A livello regionale, solo la Lombardia ed il Trentino Alto Adige registrano un saldo previdenziale positivo. La Cgia di Mestre ha messo a confronto, per ciascuna Regione, la spesa e i relativi contributi versati dai lavoratori a tutti gli enti previdenziali (Inps, Inpdap, Enpals, casse dei liberi professionisti), riferiti al 1° gennaio 2008. Dal confronto emergono dei forti squilibri tra Nord e Sud del Paese. «Il divario esistente tra le regioni del Nord e quelle del Sud – commenta Giuseppe Bortolussi, segretario di Cgia – è dovuto principalmente a due fattori molto legati tra di loro. Il primo è la grande dimensione del lavoro nero e di quello irregolare presente nel Sud. L’altro, il basso tasso di occupazione e l’elevato livello di disoccupazione presente sempre nel Sud. La combinazione di questi 2 aspetti – per Bortolussi - condiziona in negativo le entrate contributive delle Regioni meridionali».
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venerdì, 28 maggio 2010
MANOVRA: IL CODACONS CRITICA LA SOPPRESSIONE DELL'ISPESL.NON SI PUO' RISPARMIARE SULLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
No alla soppressione dell'Ispesl e al trasferimento delle sue funzioni all'Inail. Lo afferma il Codacons, commentando la misura prevista nella manovra del Governo.
"Contestiamo fortemente questa decisione, che arriva in un momento in cui il fenomeno delle morti bianche rappresenta una vera e propria piaga sociale - spiega il Presidente, Carlo Rienzi - L'Ispesl molti anni fa fu scorporato dall'Inail proprio per aumentarne l'efficienza, mentre ora Tremonti vorrebbe nuovamente unificare i due enti. Una scelta sbagliata, perchè sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non è permesso risparmiare, visto che in gioco è la vita di milioni di lavoratori!'.
Il Codacons si appella dunque al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affinchè intervenga per evitare un errore che potrebbe danneggiare una moltitudine di italiani, incidendo negativamente sulla sicurezza dei lavoratori, nel silenzio incomprensibile di sindacati e opposizione.
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giovedì, 27 maggio 2010
È in vista la «quattordicesima»
di Vittorio Spinelli - da L'Avvenire
Più di un mese di attesa per ricevere la quattordicesima mensilità 2010, la somma aggiuntiva che arricchisce la rata di luglio di oltre 2 milioni di pensionati disagiati, sia dell’Inps sia dell’Inp dap, ex dipendenti o ex autonomi, residenti in Italia o all’estero.
Il pagamento della doppia mensilità slit ta invece ad un mese successivo, qualora l’interessato perfezioni i requisiti richiesti (per età e per reddi to) nel secondo semestre dell’anno. Anche la quattordicesima del 2010 ha un importo variabile, in proporzione all’anzianità contributiva (fino a 15 anni, fino a 25 anni, oltre 25 anni) sulla quale è stata calcolata la pensione, e che va da un minimo di 336 ad un massimo di 504 euro. Secondo i calcoli dell’Inps, il bonus si aggira in media sui 390 euro.
Fermi restando gli importi indicati, la novità di quest’anno è costituita dal nuovo limite di reddito perso nale che dà diritto alla mensilità ex tra. Il limite è fissato ora in 8.988,92 euro (pari ad una volta e mezzo l’im porto minimo delle pensioni) e fa vorisce l’accesso alla quattordicesi ma anche ad un piccolo gruppo di pensionati che, a motivo del reddi to, non ne ha beneficiato lo scorso anno. Per rientrare nel limite di reddito si considerano tutti i redditi per sonali di qualsiasi natura, con ecce zione della casa di abitazione, del t fr, degli assegni familiari e di somme ricevute a titolo di arretrati.
Quanto all’età, è richiesta un’anzianità di almeno 64 anni compiuti entro il 30 giugno.
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giovedì, 20 maggio 2010
Manovra, le pensioni sempre più nel mirino
di EUGENIO FATIGANTE - da L'Avvenire
Si rafforza la stretta sul settore previdenza nella manovra 'tutta-tagli' che il governo si appresta a varare e che forse cresce pure d’importo (ora si parla di quasi 28 miliardi nel biennio). Mentre il ministro Renato Brunetta assicura i 'suoi' statali che «non stiamo come la Grecia, non ci sarà nessun taglio agli stipendi dei dipendenti pubblici» (ma finora, per la verità, si è parlato di mancati aumenti, non di tagli), sembra destinato a crescere il peso delle misure sulle pensioni. Fra le ipotesi entrate nelle ultime ore c’è un giro di vite sugli assegni 'd’oro' e non si esclude che il blocco delle 'finestre' per chi lascia il lavoro possa scattare già da luglio 2010.
Sulle pensioni più ricche il progetto sarebbe d’introdurre un prelievo di solidarietà. Si tratta di una misura già attuata in passato: nella Finanziaria 2004, che aveva previsto un contributo del 3% per il triennio 2004/06, e nel Protocollo sul Welfare, dove si prevedeva per il 2008 il blocco della rivalutazione per gli assegni sopra i 3.500 euro al mese. Sembra scontato poi un intervento sulle pensioni d’invalidità civile, arrivate nel 2009 a oltre 2,5 milioni. I due terzi hanno anche l’indennità di accompagno di 472 euro: l’idea è fissare un limite di reddito per queste, oltre il quale il beneficio sarebbe ridotto. Il 'blocco previdenza' è completato infine dalle ipotesi sulle finestre. Il sistema attuale prevede due finestre per le pensioni d’anzianità (a luglio e gennaio, con circa 160mila lavoratori coinvolti dalle prossime) e 4 per quelle di vecchiaia (altri 100mila lavoratori): in entrambi i casi, sarebbero dimezzate le finestre. Le due strade potrebbero essere battute insieme (in questo caso si ipotizza un risparmio di 1,6 miliardi nell’anno) oppure intervenendo solo su quelle d’anzianità.
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giovedì, 29 aprile 2010
730 e Red, intreccio di pensioni
di Vittorio Spinelli - da L'Avvenire
La stagione delle dichiarazioni dei redditi, che inizia il 30 aprile con la prima scadenza per la presentazione del modello 730/2010, si intreccia con le altre comunicazioni reddituali (modelli Red, detrazioni fiscali ecc.) che devono essere presentate da molti pensionati al rispettivo ente di previdenza. l’Inps ricorda che entro il 2010 i suoi uffici sono tenuti a verificare le prestazioni previdenziali collegate ai redditi relativi all’anno precedente. Ma da quest’anno la burocrazia, grazie alla legge 102/2009, sarà più leggera. La legge ha infatti stabilito che gli enti di previdenza e le altre amministrazioni pubbliche devono astenersi dal raccogliere i dati e le notizie sui redditi dei cittadini quando gli stessi sono già in possesso di altri uffici pubblici. L’Inps ha quindi concordato con l’Agenzia delle Entrate la raccolta delle informazioni sui redditi che sono state già dichiarate al Fisco da parte di chi ha ricevuto prestazioni collegate al reddito e, ove necessario, dai rispettivi familiari. Pertanto, se la situazione reddituale del pensionato (o quella degli eventuali componenti della famiglia) viene integralmente dichiarata al Fisco sul prossimo modello 730 (oppure Unico), il pensionato non dovrà inviare alcuna ulteriore dichiarazione all’Inps.
Modello Red. Per evitare doppie e fastidiose certificazioni, l’Istituto chiede oggi ai suoi pensionati di presentare il modello Red solamente nei casi in cui essi possiedano redditi che non devono essere dichiarati al Fisco.
Questa ipotesi ricorre quando gli interessati sono esonerati dall’obbligo di presentare il modello 730 (o Unico) oppure abbiano redditi esenti dall’Irpef per il 2009 ma che siano rilevanti per riscuotere pensioni o indennità dell’Inps. Solo in questo caso devono essere dichiarati sul modello Red dell’Inps tutti i redditi posseduti, compresi quelli che regolarmente vengono dichiarati al Fisco. Tuttavia l’Inps non ritiene necessario l’invio di questo particolare Red se l’interessato, pur essendo teoricamente esonerato dall’obbligo di dichiarare redditi, li ha ugualmente segnalati all’Agenzia delle Entrate, per far valere oneri, crediti di imposta ecc. In ogni caso, poiché l’Inps non conosce in anticipo la situazione reddituale dei pensionati, la nuova campagna Red è stata indirizzata a tutti i titolari di prestazioni legate al reddito.
Redditi esenti. Numerose sono le somme percepite che non costituiscono reddito e sono quindi esenti dall’Irpef: le prestazioni agli invalidi civili, ai ciechi, ai sordomuti (pensioni, assegni, accompagno ecc.), le pensioni sociali, le maggiorazioni sociali, le rendite Inail, i compensi agli sportivi dilettanti inferiori a 7.500 euro, i sussidi agli hanseniani, le borse di studio in genere ecc.
730 Inpdap. Dato l’elevato numero di richieste di assistenza alcune sedi Inpdap hanno previsto particolari calendari di consegna, consultabili presso le sezioni dell’ente sul territorio.
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giovedì, 22 aprile 2010
I PENSIONATI DICONO ADDIO AL MODELLO «RED» DA COMPILARE
di Daniele Cirioli - da L'Avvenire
Addio, modello Red! Da quest’anno, i pensionati non hanno più il grattacapo di dovere comunicare al pro prio istituto previdenziale (Inps, Inpdap) i redditi percepiti per usufruire di alcune prestazioni. Non è che i con trolli vengano meno; ma cambia finalmente (è proprio il ca so di dirlo) la procedura. Spieghiamo meglio: poiché i dati reddituali sono già in possesso dell’amministrazione finan ziaria, sarà quest’ultima a fornirli direttamen te dagli enti pensionistici liberando dall’incomodo i pensionati. Certamente la novità semplifica la vita a qual che milione di anziani, tenuto finora annual mente a recarsi presso l’Inps, l’Inpdap oppure a un Caf per adempiere alla comunicazione red dituale. Una comunicazione necessaria agli i stituti previdenziali per verificare la correttez za sia del diritto e sia dell’importo delle presta zioni la cui erogazione (appunto: diritto e importo) è colle gata ai redditi: integrazione della pensione al minimo; asse gno al nucleo familiare; pensione al coniuge superstite (la re versibilità); incremento di maggiorazione; somma aggiunti va (la quattordicesima). La novità (ne ha dato le ultime notizie l’Inpdap con un co municato dell’8 aprile) è arrivata dalla legge n. 102 del 2009, la Finanziaria di quest’anno. Una novità che mette definitivamente in soffitta il modello Red e che obbliga l’am ministrazione finanziaria che detiene tali informazioni red dituali dei pensionati a trasmetterle in via telematica direttamente agli istituti di previdenza. Per i pensionati, dunque, l’ultimo appuntamento con il Red è stato quello relativo agli anni 2007 e 2008. Chi l’ha disatteso rischia adesso di perdere il diritto ad incassare la pre stazione a partire dal mese di giugno prossimo. A meno che non vi provveda entro il prossimo 16 aprile, che è il termine ultimo fissato dall’Inpdap. Attenzione a questa scadenza: nel caso di mancata presentazione, infatti, con la rata di giugno sarà ridotta o sospesa la quota parte di pensione che è colle gata al reddito. Non sono tenuti all’adempimento i pensio nati con più di 70 anni che, dalla precedente operazione Red per il 2008, sono risultati non possedere redditi diversi dalla pensione.
Contestualmente alla sospensione della pre stazione (come detto a partire dal mese di giu gno 2010), l’Inpdap provvederà al recupero di quanto il pensionato ha percepito dal mese di gennaio del 2009. Anche se ciò dovesse acca dere, tuttavia non ancora tutto è perduto. La prestazione sospesa, infatti, potrebbe essere ripristinata dall’Inpdap. A tal fine occorre che l’interessato provveda a presentare la dichiarazione reddituale (il model lo Red) entro lo stesso termine del 30 giugno. Praticamente, in realtà, funziona così: al fine di evitare la sospensione, la presentazione del Red deve avvenire entro il 16 aprile; se pre sentata tra il 17 aprile e il 30 giugno, la sospensione avverrà comunque, salvo la successiva e tempestiva riattivazione con la prima rata utile di pensione (e contestuale erogazione de gli arretrati). Passato il termine del 30 giugno... addio alla prestazione!
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martedì, 20 aprile 2010
Inpdap, il nuovo «indirizzo»
di Vittorio Spinelli - da L'Avvenire
Sarà suddiviso in quattro comparti il settore della pubblica amministrazione. Lo prevede il nuovo «atto di indirizzo» del ministro Brunetta che ridisegna, a partire dalle attuali dodici aree, quattro settori del pubblico impiego da regolare con una propria contrattazione nazionale. Con la semplificazione sono riconosciute le nuove aree: a) enti locali e camere di commercio, b) regioni e sanità, c) scuola, d) altre pubbliche amministrazioni. All’interno di ogni comparto, sarà applicata una contrattazione separata per il personale dirigente e per quello senza questa qualifica.
I nuovi contratti collettivi di lavoro potranno riservare una particolare disciplina per specifiche professionalità. Ad esempio, già il «collegato» alla legge finanziaria 2010 ha riconosciuto la specificità dei corpi militari, della polizia e dei vigili del fuoco, da regolare con norme separate quanto allo stato giuridico ed al trattamento economico.
Effetti Inpdap. Di riflesso, il nuovo quadro della contrattazione dei pubblici dipendenti apporterà qualche inevitabile aggiustamento sulla previdenza del pubblico impiego. Potrà subire ritocchi la struttura delle voci di stipendio, prevista dalla contrattazione nazionale, e dei contributi pensionistici ad esse agganciati. Un dovere per l’Inpdap quello di prendere atto dei nuovi compartimenti di contrattazione e di adeguare l’organizzazione e le procedure dell’ente. Ma anche l’occasione per armonizzare le proprie competenze. Ad iniziare dalla applicazione della legge 322 del 1958 (che trasferisce all’Inps tutti i contributi versati ma non utilizzabili per una pensione Inpdap) che in alcuni settori del pubblico impiego deve essere applicata d’ufficio, in altri a richiesta dell’interessato. L’applicazione d’ufficio della legge 322 impedisce all’ex dipendente di potersi avvalere della totalizzazione dei contributi versati presso enti diversi, usufruendo di una sola pensione calcolata con le regole pensionistiche di ciascun settore. Ma la totalizzazione è utilizzabile solo all’atto della domanda di pensione, quindi lontano dalla cessazione del servizio senza aver maturato i requisiti di pensione. È anche interesse del pubblico dipendente poter chiedere, in alternativa sia alla legge 322 sia alla totalizzazione dei contributi, di proseguire l’assicurazione Inpdap con i versamenti volontari. Ma il concorso di queste tre opportunità (e senza contare anche la ricongiunzione della legge 29/79) non è mai stato regolato dall’Istituto, non potendo quindi l’interessato esprimere una scelta personale e ponderata.
16 aprile. È in pagamento la rata mensile dei pensionati Inpdap. I titolari che non l’abbiano ancora fatto, sono ancora in termini per presentare la certificazione dei propri redditi per gli anni 2007 e 2008. Chi trascura questa ultima possibilità, riceverà a giugno la pensione ridotta della quota collegata al reddito. Inoltre dovrà restituire gli arretrati di tale quota a partire da gennaio 2009.
14:00 Scritto da: consumatori in PREVIDENZA E PENSIONI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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