venerdì, 30 aprile 2010
IVA RIFIUTI: costo per le famiglie di un miliardo di euro
La sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito in modo inequivocabile che la Tia, tariffa di igiene ambientale, è una tassa e come tale non vi va applicata alcuna maggiorazione del 10% di Iva.
La questione riguarda in prevalenza le regioni del Centro Nord dove in questi ultimi anni si è passati dalla “tassa” rifiuti alla “tariffa”, con un aggravio dell’Iva a carico delle famiglie.
Considerato mediamente un costo di 150-200 euro l’anno di tassa rifiuti – dichiara Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum - il credito accumulato dalle famiglie nei confronti dell’erario oscilla fra i 70 e i 150 euro.
Complessivamente è stato stimato che l’Iva da restituire alle famiglie è di circa 1 miliardo.
Tutte le pressioni esercitate per ottenere la restituzione di quanto pagato e non dovuto dalle famiglie sono state vane.
Ancora una volta assistiamo ad un film già visto: quando c’è in ballo la restituzione di crediti a favore delle famiglie (v. telefonia e assicurazioni), il legislatore corre subito ai ripari per annullarli.
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domenica, 25 aprile 2010
IVA SUI RIFIUTI: IL GOVERNO CANCELLA IL DIRITTO DEGLI UTENTI A RECUPERARE LE SOMME INGIUSTAMENTE PAGATE
da Codacons
Il Governo tenta nuovamente di cancellare i diritti degli utenti e dei consumatori attraverso decreti retroattivi. L'ennesimo provvedimento "interpretativo' è inserito quale emendamento nel c.d. "decreto incentivi': con esso si stabilisce per legge che qualora l'ente gestore del servizio di smaltimento rifiuti abbia fatturato, sbagliando, direttamente all'utente un importo maggiorato di IVA, comunque l'utente non potrà agire per recuperare l'indebito, perchè l'IVA deve essere considerata una quota della Tariffa di Igiene Ambientale o della Tariffa Integrata Ambientale!
Si tratta dell'ennesimo colpo di spugna a danno degli utenti per preservare le casse dei Comuni e delle società gestrici del servizio - afferma il Codacons, prima associazione che ha avviato in Italia i ricorsi per la restituzione dell'Iva pagata sulla tassa rifiuti - Già con il canone di depurazione il Governo, nel silenzio più assoluto, aveva cancellato il diritto degli utenti a chiedere indietro la quota pagata negli ultimi dieci anni nel caso in cui il depuratore non esistesse o non fosse in funzione. La Cassazione, in quel caso, avevano affermato che, essendo il canone di depurazione un corrispettivo di un servizio, era illegale richiederne il pagamento in assenza del servizio: il Governo disse che il principio era giusto, che era giusto restituire le somme, ma non nel caso in cui esistesse un progetto esecutivo per la costruzione del depuratore!
Insomma - siccome quasi tutti i Comuni hanno un progetto, ma non rendono il servizio perchè di fatto il depuratore non esiste - quasi nessuno potrebbe più agire, anche se paga un servizio che non ottiene!.
"Non lasceremo al Governo e al deputato del Pdl e assessore al Bilancio di Roma, Maurizio Leo, la possibilità di cancellare i diritti degli utenti a colpi di decreto - afferma Carlo Rienzi, presidente Codacons - ma proseguiremo ad assistere i cittadini nelle cause per il recupero dell'IVA, sollevando la questione di costituzionalità del decreto di ieri, che di fatto elude il giudicato della Consulta'.
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venerdì, 23 aprile 2010
L’agriturismo non paga la tassa sui rifiuti
L’attività agrituristica deve essere considerata attività agricola e dunque gode di tutte le agevolazioni tipiche del suddetto settore.
Ciò è quanto emerge da una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Genova, la quale ha chiarito che le aziende di agriturismo non sono assoggettate alla Tassa sui rifiuti (TARSU) e che comunque, non possono essere assimilate, ai fini del versamento del citato tributo, alle aziende alberghiere (sent. CTR Genova n.165 del 7/09/2009).
Secondo i giudici, dunque, trova senza dubbio applicazione l'articolo 2 della Legge n. 730/1985 che considera l'attività agrituristica quale attività agricola a tutti gli effetti.
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RIFIUTI: NO AL TENTATIVO DI BLOCCARE I RIMBORSI DELL'IVA SULLA TIA. UN VERO E PROPRIO SCIPPO NEI CONFRONTI DEI CITTADINI
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Tassa rifiuti. Rimborso Iva e Corte Costituzionale stracciati dall'ingordigia di Stato? Scrivete all'onorevole responsabile del furto legalizzato
Il rimborso dell'Iva pagata ingiustamente sulla tassa dei rifiuti non finisce di stupire. La Corte Costituzionale (sentenza n.238/2009) ha dichiarato il balzello Iva illegittimo perche' quando si paga una tassa non si dovrebbe pagare un'ulteriore tassa sulla stessa. Questo accadeva a luglio dell'anno scorso.
Ad ottobre la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl) presento' in commissione Bilancio del Senato un emendamento al disegno di legge di conversione del dl 135/2009: per legittimare l'addebito non conforme alla Costituzione, rispolvero' un regio decreto del 1937, che istituiva l'Eca, un tributo locale ante litteram e previde, guarda caso nella medesima percentuale dell'Iva dichiarata illegittima, che fosse versato da chi pagava la tassa sui rifiuti.
Questo emendamento, contestato anche da molti consumatori che seguirono le nostre sollecitazioni a farlo via E-mail, e' per ora rimasto li'. E poi non affrontava il problema del rimborso del regresso, oltre un miliardo di euro.
Ora arriva l'on. Maurizio Leo(Pdl e anche assessore al Bilancio del Comune di Roma). In commissione Finanze della Camera ha depositato un emendamento al decreto incentivi. Le chance di questo emendamento sarebbero buone perche' il sottosegretario all'Economia, Daniele Molgora, rispondendo ad un'interrogazione ha manifestato il proprio assenso al meccanismo proposto. Meccanismo che potremmo definire di “fiscalita' creativa”: l'Iva pagata diventa una quota della tariffa di igiene ambientale e dunque non puo' esserne richiesto il rimborso; per i detentori di partita Iva che hanno invece portato la stessa in detrazione, non dovranno rimborsarla ma quell'importo non potra' essere computato in deduzione ai fini delle imposte sul reddito e dell'Irap.
Dopo l'entrata in vigore di quanto previsto nell'emendamento, l'importo Iva non dovra' essere piu' aggiunto nelle bollette ma -non crediamo di essere estremamente malvagi nel crederlo visti anche i tentativi della sen.Bonfrisco- sara' una gabella che dovra' comunque essere versata dal consumatore.
Forse siamo alla fine di questa brutta storia. Brutta dal punto di vista legislativo, fiscale, amministrativo, politico. La conferma di uno Stato ingordo. La conferma che gli istituti di garanzia del nostro sistema hanno sempre meno valore. In questo caso si tratta del massimo istituto, la Corte Costituzionale. Le cui pronunce sono solo occasione -mai riconoscendo l'errore di quanto applicato prima della sentenza- di adattare alle nuove esigenze, con nomi e forme diverse, cio' che e' stato sentenziato come illegale.
Anche solo per far sapere che siamo consapevoli, questo e' il form sul sito della Camera dei deputati per inviare un messaggio all'on. Maurizio Leo, autore dell'emendamento che legalizza il furto del rimborso: clicca qui
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lunedì, 19 aprile 2010
RIFIUTI: AVVIATE LE CAUSE DI INIBITORIA NEI CONFRONTI DELLE AZIENDE CHE CONTINUANO AD APPLICARE L'IVA SULLA TIA.
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domenica, 18 aprile 2010
Iva su tariffa rifiuti. Il Fisco conferma l'ovvio: non si deve pagare
L'Agenzia delle Entrate (il braccio operativo del Fisco italiano) ha confermato l'ovvio: dopo che la Corte Costituzionale nel luglio scorso ha qualificato la Tariffa di igiene ambientale (Tia) come tributo al quale conseguentemente non si applica l'Iva, l'imposta non deve essere piu' applicata.
A distanza di mesi, invece, solo qualche comune aveva recepito il dettato delle sentenza della Corte. Altri continuano allegramente ad ignorarla. Questa chiarificazione da parte dell'Agenzia delle Entrate dovrebbe indurre i comuni ad agire.
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lunedì, 12 aprile 2010
Ma l’IVA sulla TIA è dovuta?
Otto mesi fa, la Corte Costituzionale ha emesso una sentenza che ha definito tributo la Tariffa di Igiene Ambientale (TIA)
Dal giorno successivo ad oggi, si sono scatenate le proteste basate sul concetto, di per sé giusto, che ad un tributo non debba essere applicata l’IVA, in quanto applicare un tributo su un altro tributo è vietato dalla Costituzione.
Migliaia di cittadini, in gran parte fuorviati da pareri legali superficiali, sono stati indotti a pensare che a breve avrebbero ricevuto rimborsi su rimborsi.
Purtroppo invece le risposte ottenute sono state sempre negative. Perché?
Non è forse la Corte Costituzionale ad avere il potere di cancellare le norme ritenute contrarie alla Costituzione? Sì, ma in questo caso non l’ha fatto!
Ciò in quanto nel caso in questione la Corte Costituzionale non era stata chiamata a decidere se l’IVA sulla TIA fosse dovuta oppure no.
La Corte però, nelle motivazioni della sentenza (in cui si è pronunciata su altre questioni), ha spiegato le ragioni su cui poggia la natura di tributo della TIA e l’ha qualificata come prelievo identico alla precedente TARSU.
Risultato?
La decisione non è vincolante per i giudici.
In questa situazione, per ora la strada migliore è quella di inviare in ogni caso una diffida al Comune e all’azienda locale che si occupa dello smaltimento dei rifiuti per interrompere la prescrizione ed evitare che con il passaggio del tempo in futuro vi possano dire che non vi rimborsano perché non lo avete chiesto in tempo (sul nostro sito potete trovare il modello di diffida).
Nel frattempo, se continuano a non arrivare i chiarimenti che si attendono dal Governo, La Casa del Consumatore avvierà alcune cause pilota per obbligare la Corte Costituzionale ad un nuovo intervento, questa volta proprio sulla specifica questione dell’IVA sulla TIA.
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domenica, 11 aprile 2010
Rifiuti. Solo il Comune puo' decidere quanto si deve pagare per la Tia
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giovedì, 18 marzo 2010
RIFIUTI: PRIMI RISULTATI DELLA MOBILITAZIONE PROMOSSA DALLA FEDERCONSUMATORI CONTRO L'APPLICAZIONE INDEBITA DELL'IVA SULLA TIA
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martedì, 16 febbraio 2010
IVA ILLECITA SULLA TARIFFA RIFIUTI… FORSE NO
Studio SLC - Consulenza Legale e Tributaria
La Commissione Tributaria Regionale della Toscana (sent. n.27/13/2010) ha negato il rimborso dell’IVA corrisposta sulla tariffa rifiuti, di recente qualificata come tributo dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 238 del 24 luglio 2009.
I giudici di seconde cure, rifacendosi a una risalente circolare ministeriale e all’art. 6, della Legge n. 133/1999, hanno sostanzialmente affermato che il regime IVA segue la natura dell’ente che gestisce il servizio.
Di conseguenza l’IVA è dovuta se il servizio è gestito da un ente privato esercente attività d’impresa.
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