venerdì, 28 ottobre 2011
Novità: Buoni Fruttiferi Postali BFP3x4
da Aduc - di Marianna D'Alessandro
Le poste hanno rinnovato la loro offerta di buoni fruttiferi con i “BFP3x4” la cui prima serie T01 è stata emessa il 24 ottobre. La durata massima dell'investimento è 12 anni e i tagli minimi sono di € 50,00 per l'emissione cartacea e di € 250,00 per quella dematerializzata (per sottoscrivere buoni dematerializzati è necessaria la titolarità di un conto corrente postale o di un libretto di risparmio postale- quest'ultimo a costo zero- aventi la medesima intestazione del buono).
La caratteristica peculiare dei “BFP3x4” è quella di riconoscere ogni tre anni gli interessi nel frattempo maturati. Il capitale sottoscritto può essere rimborsato anticipatamente in qualsiasi momento ma in questo caso non vengono corrisposti gli interessi maturati nel triennio in corso (gli interessi maturati nei primi tre anni non vengono corrisposti prima che siano trascorsi tre anni dalla sottoscrizione, gli interessi maturati nel secondo triennio non vengono corrisposti prima che siano trascorsi sei anni dalla sottoscrizione....). A fronte del vincolo triennale i rendimenti riconosciuti sono più elevati rispetto a quelli dei buoni ordinari sulle medesime scadenze:
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domenica, 23 ottobre 2011
Conti deposito, cosa cambierà dal 2012
da Help Consumatori - Supermoney.eu
A partire dal primo gennaio 2012 arriverà una grande novità per i consumatori che intendono investire la propria liquidità in un conto deposito: la finanziaria 2011 ha infatti introdotto l'aliquota unica sulle rendite finanziarie, che porterà la tassazione su depositi e conti correnti dal 27 al 20%.
Alcuni istituti di credito hanno anticipato i benefici della norma, applicando fin d'ora l'aliquota al 20% sui conti deposito: è questo il caso di CheBanca!, che fino al 15 dicembre propone un tasso lordo del 4% tassato al 20% (tasso netto 3,20%) a chi vincola i propri soldi per un anno, e retribuisce gli interessi in anticipo.
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Obbligazioni Lehman: al voto il piano di rimborso
Si avvicina una data importante per gli obbligazionisti Lehman: il 4 novembre, infatti, l'assemblea dei creditori di Lehman Brothers sarà chiamata ad approvare il piano di rimborso predisposto dai curatori fallimentari: stando alle ipotesi del piano, gli obbligazionisti dell'olandese Lehman Brothers Treasury (quella che ha emesso la maggior parte dei bond collocati in Italia) dovrebbero ricevere in media il 27% del valore dei bond, mentre per le obbligazioni emesse dall'americana Lehman Brothers Holding le percentuali dovrebbero essere un po' più basse (intorno al 21%). L'importo varierà da titolo a titolo.
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Bond irlandesi, la nuova beffa per i risparmiatori
da Help Consumatori - di Antonella Giordano
Sono centinaia (e forse anche di più) i risparmiatori italiani che si trovano incastrati nell'ultimo scandalo finanziario: quello dei bond irlandesi. Si tratta di un'ennesima truffa ai danni di cittadini che, essendo in una situazione di asimmetria informativa rispetto alle banche, non hanno la possibilità di tutelare al meglio i propri risparmi.
Ecco in sintesi cosa è successo: la Bank of Ireland, che ha piazzato circa 18 obbligazioni in tutta Europa, si è trovata in difficoltà economiche ed è stata salvata grazie all'intervento statale. Il piano di ristrutturazione dell'istituto prevedeva, però, la sostituzione delle obbligazioni ormai in default con nuove obbligazioni garantite dallo Stato. Questo scambio avrebbe comportato una leggera riduzione dei redimenti originari.
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martedì, 18 ottobre 2011
Conti deposito - aggiornamento. TABELLE E CONFRONTI
da Aduc - di Barbara Auricchio
Rispetto alla nostra scorsa pubblicazione l'unica vera novità di questo mese è l'entrata di Fineco nel mondo dei conti deposito. Fineco lancia infatti Cash Park, un conto a costo zero che permette di vincolare le somme per 3, 6, 12 o 18 mesi.
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giovedì, 08 settembre 2011
Crisi finanziaria, che fare con titoli e azioni? I consiglio di Altroconsumo
Nell'ultima settimana la Borsa italiana ha subito nuovamente forti cali; il valore azionario di molte società italiane quotate in Borsa, a cominciare da quello delle banche, si è ridotto pesantemente e il differenziale tra il rendimento dei titoli italiani e quelli tedeschi (che sono considerati i più sicuri) ha toccato quota 400. Questo vuol dire che sui mercati internazionali l'Italia è considerato un Paese rischioso. Infatti il differenziale di rendimento dei titoli di uno Stato rispetto a quelli di un altro Stato più forte è il parametro che ne misura la solidità in un certo momento. Quando gli investitori si fidano del fatto che i titoli di uno Stato saranno rimborsati, il tasso di rendimento che il Paese deve pagare per avere persone disposte ad acquistare il suo debito è più basso. Ma quali sono i rischi reali che si corrono gli investitori italiani?
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venerdì, 26 agosto 2011
In luglio aumentano le intenzioni d’acquisto di casa e mobili: i prestiti migliori
L'Osservatorio Findomestic registra i sentimenti e le intenzioni d'acquisto degli italiani mese dopo mese: in luglio l'ottimismo sulla situazione del Paese risulta in calo, a causa delle "ondate d'incertezza che hanno investito i mercati finanziari europei e i sacrifici imposti dalla Finanziaria approvata nelle scorse settimane". La fiducia cresce soltanto tra i residenti nel Nord-Est e tra coloro che hanno un grado di istruzione universitario, mentre resta stabile nel Nord-Ovest e cala in modo netto al Sud e al Centro, le zone meno positive d'Italia.
Torna a crescere, seppure lievemente, la propensione al risparmio per i prossimi 12 mesi, che resta inferiore rispetto allo stesso periodo 2010 ma aumenta lievemente rispetto a giugno. Circa un italiano su dieci pensa di riuscire ad aumentare la propria quota di risparmi da qui a un anno.
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martedì, 02 agosto 2011
Bankitalia: italiani più insolventi d'Europa
Il 10,5% delle famiglie italiane delle famiglie che sono ricorse al credito al consumo non riesce a pagare le rate. È quanto emerge da uno studio pubblicato sul sito di Bankitalia ed elaborato da tre ricercatori, Silvia Magri, Raffaella Pico e Cristiana Rampazzi. L'indagine mette a confronto i dati sul credito al consumo in Italia e in altri 8 Paesi europei (Regno Unito, Finlandia, Germania, Irlanda, Portogallo, Francia, Olanda e Spagna). Il nostro Paese si colloca al top della classifica europea per insolvenza nel credito al consumo. I più affezionati agli acquisti a rate e anche i più affidabili sono gli inglesi (solo il 2,3% delle famiglie è insolvente. I dati, riferiti al 2008 quando la crisi era solo agli albori, indicano che "la percentuale di famiglie inadempienti sul credito al consumo varia considerevolmente da Paese a Paese. La più bassa si registra nel Regno Unito (2,3%) e la più alta in Italia (10,5% ma in calo rispetto al 2005)». Negli altri Paesi coperti dallo studio, la quota è tra il 5 e l'8%". L'Italia quindi è l'unica a mostrare una doppia cifra. Nel 2008 andavano meglio persino altri due Paesi poi dimostratisi molto deboli, come Spagna (8,4%) e Portogallo (7,8%).
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sabato, 30 luglio 2011
Spese pazze in vacanza? Come ricominciare a risparmiare grazie a un conto deposito
L'estate non è il periodo ideale per fare le "formiche": vacanze e distrazioni fanno spendere più del solito e le preoccupazioni economiche vengono rimandate al ritorno dalle ferie. Per non ritrovarsi al verde in settembre, però, meglio pensarci per tempo e iniziare ad individuare fin d'ora i prodotti migliori per mettere da parte le proprie risorse, tenerle al sicuro e farle rendere: una buona soluzione è il conto deposito, detto anche (non a caso) "prodotto salvadanaio".
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giovedì, 28 luglio 2011
Poste italiane: quando la pubblicità è inversamente proporzionale all'efficienza
da Aduc - di Marianna D'Alessandro
Da anni ormai Poste Italiane Spa ha affiancato al business di gestione della corrispondenza i servizi di intermediazione finanziaria andando ad assumere sempre più le caratteristiche di un istituto di credito. Anche le soluzioni di investimento proposte sono sempre più simili a quelle del mondo bancario: fondi comuni di investimento, prodotti finanziario assicurativi, obbligazioni strutturate...
Entrando in una filiale di poste italiane è possibile trovare ampia pubblicizzazione dei prodotti di risparmio e investimento, con una quantificazione in termini di poster e brochure difforme a seconda del tipo di prodotto. Matematicamente si potrebbe supporre l'esistenza di una relazione inversa tra il grado di efficienza del prodotto e l'ampiezza della pubblicità che viene fatta allo stesso.
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martedì, 26 luglio 2011
Il nuovo bollo sul dossier titoli: siamo ancora nella confusione più totale
da Aduc - di Alessandro Pedone
Tutti sappiamo che con l'ultima manovra finanziaria l'imposta di bollo è stata aumentata fino a diventare una sorta di patrimoniale. Dal 2013, poi, diventerà un vero e proprio salasso.
Quello che molti non sanno è che ad oggi – ad una manciata di giorni dalla prima applicazione con gli estratti conti di Luglio – ci sono ancora molti aspetti controversi circa l'interpretazione della norma. Tutti si attendono una circolare dell'Agenzia delle Entrate che chiarisca alcuni aspetti fondamentali relativa alla base di calcolo per determinare l'imposta da applicare.
Piccolo ripasso
Ricordiamo che la nuova imposta di bollo prevede 4 scaglioni in base, dice testualmente la legge, al “valore nominale o di rimborso” del dossier titoli detenuto. Per ciascuno dei 4 scaglioni è previsto un bollo fino al 2012 ed un aumento enorme (salvo il primo scaglione) a partire dal 2013. La seguente tabella riassume i valori della nuova imposta di bollo:
| Valore “nominale o di rimborso” | fino al 2012 | dal 2013 |
| fino a 50.000,00 | € 34,20 | € 34,20 |
| Da € 50.000,01 ad € 149.999,99 | € 70,00 | € 230,00 |
| Da € 150.000,00 ad € 499.999,99 | € 240,00 | € 780,00 |
| Oltre € 500.000,00 | € 680,00 | € 1.100,00 |
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venerdì, 22 luglio 2011
Oltre un decennio di disastri finanziari non ha insegnato nulla
Ripercorriamo brevemente i fatti.
Nel 2000 abbiamo avuto lo scoppio della bolla high-tech e lo scossone è stato ancora più forte e prolungato a seguito degli attacchi terroristici a New York del 2001 che hanno prolungato la crisi finanziaria fino al 2003, crisi che ha visto una serie di default come quello dell'Argentina e di grandi aziende come Enron, WorldCom in USA e Parmalat, Cirio ed altri da noi. Dopo circa un anno di stasi (c.d. “fase di accumulazione”) , inizia un buon ciclo finanziario che comunque non accenna neppure a far recuperare le perdite, in termini reali, che gli investitori – complessivamente considerati – hanno subito dall'inizio del 2000.
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martedì, 19 luglio 2011
Conti deposito - nuovo aggiornamento
da Aduc - di Barbara Auricchio
Com'era già nell'aria, lo scorso 7 luglio la BCE ha innalzato di un ulteriore 0,25% i tassi di interesse, portando il costo del denaro della zona Euro all'1,50%.
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sabato, 16 luglio 2011
Investimenti: il 63% degli italiani "investe" solo nel conto corrente
da Help Consumatori - Supermoney.eu
Nell'ultima settimana non si è fatto altro che parlare dell'impatto che la manovra finanziaria avrà sui risparmiatori italiani, di cosa cambierà per gli investitori, di quanto saranno tassate le rendite e così via. Per la grande maggioranza dei cittadini, però, il problema è esattamente l'opposto: risparmiare è sempre più difficile e sono sempre meno le persone che hanno un patrimonio da investire. Una ricerca sul risparmio realizzata dal centro di ricerca Einaudi e da Intesa Sanpaolo evidenzia che quasi il 53% delle famiglie non riesce a mettere da parte nemmeno un euro, percentuale che non è mai stata così alta. Come se non bastasse, per far fronte alla crisi economica, il 44% dei consumatori ha dovuto intaccare i risparmi di famiglia e fare più di qualche sacrificio, rimandando gli acquisti importanti a un momento più favorevole.
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mercoledì, 13 luglio 2011
MANOVRA: BLOCCARE LE SPECULAZIONI FINANZIARIE
Per il Codacons è indispensabile bloccare chi, giocando in borsa, specula e guadagna allegramente senza neanche doverci mettere i soldi, mettendo a rischio la stabilità finanziaria di un Paese. Il Codacons apprezza le misure decise dalla Consob per dare una stretta sulle vendite allo scoperto, ma ritiene indispensabile un intervento diretto del Governo, nell'ambito della manovra.
L'associazione di consumatori chiede, infatti, di abolire le vendite allo scoperto. Non si capisce, infatti, perchè si debba consentire a qualcuno di poter cedere un titolo senza nemmeno possederlo realmente. D'altronde se in passato sono già state proibite vendite allo scoperto su titoli di banche, non si capisce perchè non lo si possa fare oggi, ad esempio, per i titoli pubblici.
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lunedì, 11 luglio 2011
Crack Cirio, Confconsumatori soddisfatta per la sentenza a favore dei risparmiatori
Confconsumatori esprime grande soddisfazione per l'esito del processo Cirio: il 4 luglio i Giudici della prima sezione penale del Tribunale di Roma hanno emesso la sentenza con cui è stata affermata la responsabilità penale di amministratori e dirigenti del colosso agroalimentare, nonché del gruppo bancario Unicredit, per operazioni al tempo poste in essere da Banca di Roma.
"Confconsumatori - afferma l'avvocato Luca Baj di Confconsumatori Milano - ha rappresentato nel processo decine di risparmiatori costituitisi pare civile, e ora può finalmente vedere confermata la tesi accusatoria secondo la quale il gruppo Cirio aveva realizzato operazioni spregiudicate, determinando un pauroso indebitamento che 'a cascata' ha interessato i piccoli risparmiatori". Risparmiatori che, inconsapevoli della reale situazione economica e in alcuni casi dell'identità dell'effettivo soggetto emittente, avevano acquistato obbligazioni destinate solo ad investitori istituzionali. Sebbene in quel momento l'indebitamento complessivo del Gruppo Cirio fosse rimasto stabile, si era trasferito il rischio di insolvenza dagli istituti bancari agli obbligazionisti.
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sabato, 09 luglio 2011
Manovra finanziaria: diminuisce la tassazione sui conti correnti
Con l'approvazione della nuova manovra finanziaria i risparmiatori italiani si trovano a dover rifare i conti e a ripensare le proprie strategie di investimento per mantenere le proprie rendite a un livello soddisfacente. Con il livellamento dell'aliquota sulle rendite finanziarie al 20%, risulteranno meno convenienti tutti quei prodotti che fino ad ora avevano una tassazione del 12,5%, come azioni, obbligazioni, fondi comuni di investimento, Etf, certificati di investimento, pronti contro termine, buoni postali fruttiferi. Al contrario, i soldi depositati sul conto corrente bancario renderanno di più, grazie all'abbassamento delle imposte dall'attuale 27% al 20%.
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venerdì, 08 luglio 2011
SOLDI. Monitorata: il servizio online per valutare la sostenibilità dei finanziamenti
Dopo una fase di sperimentazione durata tre anni, e che ha riscosso un buon successo in termini di pubblico, con centinaia di migliaia di richieste di valutazione, Experian e Assofin lanciano Monitorata, il servizio, fruibile via web (www.monitorata.it) e totalmente gratuito che permette ai consumatori di valutare in piena riservatezza, e grazie all'inserimento di pochi parametri chiave (reddito, età, finanziamenti pregressi, spese fisse etc.), la sostenibilità di nuovi finanziamenti.
"Con Monitorata finalmente ci sarà uno strumento gratuito a disposizione dei consumatori per l'autovalutazione di nuovi finanziamenti, che sconsiglierà indebitamenti eccessivi e li informerà, sensibilizzandoli a una cultura finanziaria all'insegna della sostenibilità e della prudenza" spiega Angelo Padovani, Market President di Experian per l'Italia.
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giovedì, 07 luglio 2011
Conti deposito - aggiornamento
da Aduc - di Barbara Auricchio
Come di consueto, il nostro aggiornamento sulle migliori offerte attualmente in circolazione in merito ai conti deposito bancari. Riportiamo quindi di seguito la tabella dei conti, ordinati per tasso di rendimento effettivo medio annuo.
In linea di massima la classifica è pressoché invariata rispetto alla precedente pubblicazione http://investire.aduc.it/articolo/conti+deposito+nuovo+ag... , dal momento che la maggior parte delle banche non ha apportato modifiche ai tassi, fatta eccezione per Banca Sparkasse e Banca Sella che hanno rivisto al rialzo i tassi creditori.
“Conto extra online”, il deposito libero di Sparkasse, ha innalzato il tasso passando dall'1,61% al 1,79% annuo netto, tasso che però viene garantito solamente per i primi 2 mesi del deposito, mentre per i restanti 10 mesi la remunerazione è pari all'1,42% netto (precedentemente 1,24%): il tasso medio per un anno quindi è pari all'1,49%.
Banca Sella invece ha aumentato i tassi corrisposti dal deposito vincolato “WebSella”, con scadenze 3,6 e 12 mesi: il tasso offerto sulle somme vincolate ad un anno è passato dall'1,83% al 2,04%.
Nonostante queste modifiche, rimane comunque invariato il podio per le principali categorie, dove Banca Ibl, con “ContoSuIbl” rimane l'istituto che corrisponde i tassi più alti a 12 e 6 mesi, nonché per il conto deposito libero. Vale però sempre la pena ricordare che Banca Ibl non permette ai clienti di svincolare anticipatamente le somme depositate.
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Nuova tassazione delle rendite finanziarie: le banche ridono, i piccoli risparmiatori piangono
da Aduc - di Alessandro Pedone
Premettiamo che le manovre finanziarie andrebbero commentate quando escono definitivamente dall'ultimo ramo del Parlamento. Dall'approvazione del testo in consiglio dei ministri alla pubblicazione in gazzetta ufficiale della versione definitiva, può succedere di tutto.
Per quanto riguarda la riforma fiscale, poi, anche l'approvazione definitiva del disegno di legge delega non porterebbe a niente di immediato perché il disegno di legge delega, come dice il nome, delega il Governo a fare la riforma che deve essere sviluppata con i decreti attuativi che devono ancora una volta passare per il vaglio del Parlamento. Ad oggi, quindi, di concreto ci sono solo alcuni principi generali ed il salasso relativo all'imposta di bollo sul dossier titoli che ha –purtroppo– ottime possibilità di concretizzarsi.
Allo stato attuale si può dire che quel “diavolo” di Tremonti è riuscito ancora una volta a fare la cosa giusta nel modo sbagliato.
L'armonizzazione delle rendite finanziarie, elevando l'aliquota dal 12,5% (che è oggettivamente bassa) al 20% per tutti i tipi di rendite finanziarie è una cosa sensata. Era nell'aria ormai da moltissimi anni, almeno un decennio (ne abbiamo parlato diverse volte su questo sito, ad esempio: “La demagogia sulla tassazione delle rendite finanziarie”) .
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