mercoledì, 31 agosto 2011
Il condomino puo' mandare a quel paese l'amminnistratore. Cassazione
Il condomino provocato puo', per cosi' dire, farsi giustizia da se' mandando a quel paese l'inquilino autore della provocazione. La licenza arriva dalla Cassazione che ha bocciato il ricorso di Gianni G., un amministratore condominiale veneto di Portogruaro che chiedeva la condanna per ingiuria di una condomina dalla quale era stato ingiuriato con un 'vaffa'. Era accaduto che Gianni G., dovendo verificare la possibilita' di organizzare nello stabile dei posti auto per i condomini, insieme ad altri inquilini avesse spostato le fioriere della condomina Rita C..
Uno spostamento vissuto come vero e proprio affronto dalla signora Rita che aveva ingiuriato l'amministratore. Immediata la denuncia di Gianni G..
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mercoledì, 24 agosto 2011
Uso dei locali condominiali
da Aduc - di Vincenzo Gallucci
La Cassazione, con la sentenza n. 15223 del 14 luglio 2011, è tornata ad occuparsi dell’uso della cosa comune ai sensi dell’art. 1102 c.c.
Il risultato non è diverso dai precedenti pronunciamenti: il diritto d’uso dei singoli condomini è ampio e libero purché ciò non leda il pari diritto degli altri e le altre condizioni previste dalla succitata norma.
Entriamo nel dettaglio
Nel condominio Alfa esiste un manufatto noto ai condomini come locale antenna, nel quale è posta una cisterna per la riserva. Una delle condomine chiede ed ottiene dall’assemblea l’autorizzazione ad utilizzare, non esclusivamente, quella parte d’edificio. L’assemblea decide, altresì, di operare la rimozione del serbatoio. L’uso da parte della comproprietaria si sostanzia nell’apposizione in quel locale d’uno stendino per i panni, di una sedia e di un vaso.
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giovedì, 11 agosto 2011
CASSAZIONE: PHISHING IN RETE, ASSOLTI DA RICICLAGGIO
Per la seconda sezione della Cassazione, fare transazioni in denaro, anche rubato, utilizzando il sistema del "phishing", non è reato di riciclaggio, occorrendo anche il dolo.
Per il Codacons si tratta dell'ennesima sconfitta nella già scarsa lotta al phishing. Ogni giorno milioni di utenti ricevono decine di e-mail contraffatte che mirano al furto d'identità, senza che nessuno riesca ad arrestare queste persone e ad assicurarle alla giustizia.
Per questo il Codacons, proprio nei giorni scorsi, aveva presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Milano perchè intervenisse in tal senso.
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venerdì, 29 luglio 2011
Cassazione: se prende fuoco un’auto parcheggiata l’assicurazione deve pagare i danni
I danni derivati ad un terzo a causa di un incendio di veicoli in sosta in un area pubblica devono essere risarciti dall’assicurazione. La sosta di un veicolo in una pubblica area, infatti, integra la fattispecie della circolazione stradale, e quindi, l’assicurazione obbligatoria è tenuta alla copertura dei danni derivanti da un incendio di altre automobili parcheggiate.
Così la Cassazione, nella sezione terza civile, ha precisato con la “interessante ” sentenza 13 luglio 2011, n. 15392.
La quaestio concerneva il proprietario di una vettura il quale chiedeva alla compagnia di assicurazione il risarcimento del danno derivato da un incendio di un veicolo parcheggiato.
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domenica, 17 luglio 2011
Condominio: la Cassazione ribadisce che non e’ applicabile il principio dell’apparenza
da Aduc - di Alessandro Gallucci
La Cassazione e’ tornata ad occuparsi del cosi’ detto condomino apparente e lo ha fatto con una sentenza dello scorso 12 luglio nella quale ha specificato che nel caso di richiesta giudiziale avanzata dall’amministratore del condominio per recuperare la quota di spese di competenza di un'unita’ immobiliare di proprieta’ esclusiva, essa deve essere rivolta solamente contro il reale proprietario (o usufruttuario) dell’appartamento, che risulta essere l’unico soggetto obbligato, nei confronti del condominio,a pagare le spese condominiali. L’apparenza – ossia quell’istituito giuridico che tutela l’affidamento dei terzi (vale a dire di soggetti estranei ad una determinata situazione) verso chi lasci intendere, anche solamente per il suo comportamento, di rivestire un determinato ruolo – non trova applicazione nei rapporti condominiali. (Cass. 12 luglio 2011 n. 15296).
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lunedì, 20 giugno 2011
L'automobilista deve prevedere l'indisciplina degli altri. Cassazione
Chi e' al volante non deve soltanto guidare con prudenza, ha pure "l'obbligo di prevedere le eventuali imprudenze o trasgressioni degli altri utenti della strada e di cercare di prepararsi a superarle senza danno altrui".
Lo certifica la Cassazione che precisa come l'automobilista "puo' andare esente da responsabilita', in caso di investimento del pedone, non per il solo fatto che risulti accertato un comportamento colposo del pedone, ma occorre che la condotta del pedone configuri, per i suoi caratteri, una vera e propria causa eccezionale, atipica, non prevista ne' prevedibile, che sia stata da sola sufficiente a produrre l'evento".
Dice la Suprema Corte che chi e' alla guida puo' considerarsi sollevato da colpe in caso di incidente "solo allorquando il conducente del veicolo investitore si sia trovato, per motivi estranei ad ogni suo obbligo di diligenza, nella oggettiva impossibilita' di 'avvistare' il pedone e di osservarne, comunque, tempestivamente i movimenti, attuati in modo rapido, inatteso, imprevedibile".
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venerdì, 20 maggio 2011
Chi trascura il proprio cane va multato. Cassazione
I padroni che trascurano i propri cani possono essere multati. Parola di Cassazione. Secondo la Corte infatti non basta punire il solo abbandono dell'animale perchè anche l'indifferenza è un atteggiamento può diventare elemento costitutivo del reato. I giudici di Piazza Cavour evidenziano inoltre che il "senso di trascuratezza o disinteresse verso qualcuno o qualcosa, o anche la sola mancata attenzione" costituisce un atteggiamento che "in controtendenza con l'accresciuto senso di rispetto verso l'animale e' avvertito nella coscienza sociale come una ulteriore manifestazione della condotta di abbandono che va dunque interpretato in senso ampio e non in senso rigidamente letterale". Con questa motivazione (sentenza n. 18892/2011) la Terza sezione penale della Corte ha convalidato una multa di ben mille euro per abbandono di animali nei confronti di un uomo che era rimasto del tutto indifferente allo smarrimento del suo cane..
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giovedì, 19 maggio 2011
Condominio. No a penali senza unanimita' per chi paga in ritardo. Cassazione
Il condominio non puo' prevedere penali a carico dei condomini in ritardo con i pagamenti condominiali. Lo sottolinea la Cassazione nel respingere il ricorso di un condominio di Madonna di Campiglio che rivendicava la somma di 4.500 euro a titolo di contributi condominiali nei confronti di Maria P., condomina morosa.
Secondo la Suprema Corte (seconda sezione civile, sentenza 10.929) "non rientra nei poteri dell'assemblea prevedere penali a carico dei condomini morosi". Tutt'al piu', precisa piazza Cavour, le penali "possono essere inserite soltanto in regolamenti contrattuali approvati all'unanimita'". Nel caso in questione, invece, l'assemblea condominiale aveva stabilito che non potessero essere sollevate questioni relative all'annullabilita' delle delibere nel caso in cui non si fosse raggiunto il quorum.
La bocciatura delle rivendicazioni del condominio era gia' stata decretata dalla Corte d'Appello di Trento nell'agosto 2008. Oggi la conferma della Cassazione che per i condomini morosi non prevede un comportamento punitivo da parte del condominio. Da qui il rigetto del ricorso del condominio stesso.
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mercoledì, 18 maggio 2011
Direttive Ue ineludibili. Risarcimento del danno. Cassazione
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mercoledì, 04 maggio 2011
Cassazione: nulla la multa per eccesso di velocità rilevata con autovelox senza agente
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giovedì, 28 aprile 2011
Non esiste il diritto al tempo libero. Cassazione
Il diritto al tempo libero? Non rientra tra quelli costituzionalmente tutelati.
Lo rileva la Cassazione secondo la quale i fastidi della vita quotidiana che influiscono sulla qualita' della vita e sullo stato di benessere sono dei diritti per cosi' dire "immaginari" pertanto non danno diritto ad un risarcimento.
In questo modo la terza Sezione civile (sentenza 9422) ha respinto il ricorso di Nicola S., un milanese che chiedeva il risarcimento dei danni subiti in seguito alla illegittima sospensione delle linee telefoniche dal 19 al 21 settembre 2001 e per le informazioni sbagliate fornite da un tecnico Telecom sulla operativita' della nuova linea adsl. A suo avviso la perdita del tempo libero riguardava quattro ore del suo tempo da dedicare al riposo da calcolare come ore di straordinario.
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mercoledì, 27 aprile 2011
Razzismo: scimmia, torna al tuo Paese a mangiar banane. Cassazione
E' connotato dall'aggravante del razzismo esortare un immigrato africano a ritornare nel suo Paese a mangiare banane, dicendogli anche scimmia. Lo sottolinea la Cassazione che ha disposto la riapertura di un procedimento nei confronti di un uomo friulano, Rodolfo R., che si era rivolto ad Adu G. A. B. dicendogli 'africano torna in Africa a mangiare banane! Scimmia!'. Il giudice di pace di Pordenone aveva prosciolto Rodolfo dal momento che l'immigrato africano aveva ritirato la querela. Ma il procuratore generale della Corte d'appello di Trieste ha fatto ricorso in Cassazione contro il proscioglimento sostenendo che in quelle parole e' presente l'aggravante dell'insulto razziale, pertanto, vista la gravita' del reato, si deve procedere d'ufficio anche in mancanza di querela. E la competenza non e' del giudice di pace, ma del tribunale in composizione collegiale, ossia di un giudice con competenza su reati di rilievo. La Suprema corte - con la sentenza 16393 - ha giudicato 'fondato' il ricorso del procuratore generale di Trieste e ha annullato il proscioglimento disponendo la trasmissione degli atti, di questa vicenda giudiziaria, al procuratore della Repubblica di Pordenone 'per l'ulteriore corso'. La frase razzista era stata pronunciata da Rodolfo R. a Pordenone, il 28 settembre 2007.
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lunedì, 18 aprile 2011
Le nuove droghe sono perseguibili anche se non previste in legge. Cassazione
Le droghe sintetiche che non fanno parte della Tabella I della legge sugli stupefacenti (art.14 Dpr 309/90), possono portare alla condanna per chi le detiene per spaccio. Il non-inserimento di alcune sostanza psicotrope, con specifici requisiti chimici previsti comunque in questa Tabella, non e' sufficiente per non applicare la legge.
La Sesta sezione penale della Corte di cassazione (14431/11, depositata il 12/04) conferma un orientamento recente (n.7965/2011) ed ha rigettato il ricorso di uno spacciatore contro l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Torino.
Nello specifico si tratta di monoacetilmorfina, una sostanza a meta' tra morfina ed eroina che, comunque, pur se non in Tabella, la qualifica come sostanza stupefacente.
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venerdì, 15 aprile 2011
Senza depuratore non si paga. Cassazione
Inutili, in Cassazione, le orecchie da mercante del Comune di Milano che si rifiutava di ridurre la bolletta dell'acqua - su istanza di un ricorso della Fondazione dell' Istituto nazionale dei tumori - nonostante la mancanza del depuratore, anche se la Corte costituzionale, già nel 2008, aveva bocciato la norma che imponeva ai cittadini di pagare lo stesso il servizio di depurazione inesistente. A Palazzo Marino, che pretendeva il 'balzello' dicendo che i soldi erano comunque dovuti in quanto sarebbero finiti, in base alla legge n. 13 del 2009, a finanziare il "piano di ambito" per la realizzazione dei depuratori, i supremi giudici hanno tagliato la quota pretesa riferita al servizio di depurazione, dando ragione agli avvocati dell'istituto di ricerca.
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lunedì, 11 aprile 2011
Buche per strada. Cassazione: il Comune e' responsabile degli eventuali danni
I Comuni sono tassativamente obbligati a rimuovere buche, bolle o, in generale, tutte quelle insidie per strada che possono causare incidenti e cadute dolorose. Se i Comuni non si attivano, avverte la Cassazione, saranno chiamati a rispondere in sede penale per le lesioni causate ai cittadini.
Applicando questo principio, la quarta sezione penale ha convalidato una condanna per lesioni colpose nei confronti di Antonio O., dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune di Acqui Terme (Alessandria), colpevole per le lesioni causate ad una signora, Angela B., inciampata su una 'bolla' dell'asfalto.
In particolare, come ricostruisce la sentenza 13775, al dirigente comunale era stato contestato di avere omesso la necessaria manutenzione ordinaria del piano di calpestio del passaggio pedonale fra il marciapiede e l'attraversamento della carreggiata, in cui si era verificata la caduta della signora, cosi' permettendo il permanere di una 'bolla' di materiale bituminoso rialzata rispetto al piano di camminamento e pericolosa in quanto difficilmente visibile e non segnalata, tale da provocare la caduta.
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giovedì, 07 aprile 2011
Autovelox illeciti senza presidio. Cassazione
di Maria Marangi
È annullabile la multa per eccesso di velocità se, presso l'autovelox gestito e installato da un'azienda privata, non c'era il vigile.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (sentenza n.7785/2011), che ha respinto il ricorso di un piccolo comune che aveva multato un automobilista per eccesso di velocità con un autovelox installato e gestito da una ditta privata. Il caso a Bolzano. Una signora era stata multata per eccesso di velocità.
Aveva impugnato il verbale contestando la taratura degli apparecchi e il fatto che l`infrazione era stata "immortalata" senza la presenza degli agenti.
Infatti l`ente locale aveva affidato l`installazione e la gestione degli apparecchi interamente a una ditta privata.
Ma la municipale, riporta il sito Cassazione.net, aveva vigilato soltanto sulla fase di installazione (non di gestione) dell`apparecchio e non si era fermata in quella di accertamento dell`infrazione.
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sabato, 02 aprile 2011
Cassazione: la suocera invadente giustifica la separazione
La suocera invadente giustifica il crac nuziale e il conseguente abbandono del nido coniugale. Lo ribadisce la Cassazione secondo la quale non può essere addebitata la colpa della separazione al coniuge che abbandona il tetto coniugale per sfuggire alla suocera ingombrante con la quale ha frequenti litigi.
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giovedì, 24 marzo 2011
CONSOB: CASSAZIONE, CONDANNA PER RISPARMIATORI TRUFFATI
"La decisione della Cassazione stabilisce un principio importante, che conferma quanto il Codacons sostiene da tempo: chi ha il dovere di controllare e non lo fa, o lo fa male o tardi, è corresponsabile dei danni prodotti ai cittadini'. Così il presidente dell'associazione, Carlo Rienzi, commenta la sentenza con cui la Corte di Cassazione ha confermato la condanna della Consob a risarcire un gruppo di risparmiatori truffati da una Società di intermediazione mobiliare, sulla quale l'autorità di controllo era intervenuta, troppo tardi, a sospenderne l'attività.
"Grazie a questa pronuncia, ora la Consob potrà essere chiamata a risarcire in tribunale i risparmiatori incappati in truffe finanziarie, o che hanno perso i risparmi di una vita in crac e titoli spazzatura, ogni qualvolta vi sia stata carenza di controllo e di intervento da parte dell'ente' - conclude Rienzi.
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mercoledì, 23 marzo 2011
Taglio capelli. Cassazione: e' reato imporlo alla figlia
Condannata, dalla Cassazione, una mamma nigeriana che, in base alle consuetudine del suo paese di provenienza, aveva tagliato a zero i capelli della sua figlia minore nonostante la piccola avesse protestato violentemente. Ad avviso dei supremi giudici un simile comportamento da parte della madre costituisce un abuso 'dei mezzi di correzione e disciplina' anche nel caso in cui le' episodio di tosatura violenta sia avvenuta una solo volta. E' il fatto che il taglio dei capelli rientri nel contesto culturale africano, non serve a giustificarlo.
In particolare, la Sesta sezione penale della Cassazione, con la sentenza numero 11251, ha confermato la colpevolezza di Florence I., la signora nigeriana mamma della piccola Isiuwwa 'tosata' con forbici da cucina che avevano anche provocato lesioni al cuoio capelluto. L'entita' della pena inflitta non e' nota.
Senza successo Florence I. ha sostenuto, in Cassazione, che il taglio dei capelli era stato 'un fatto occasionale che andava rapportato nella giusta dimensione di un incidente di percorso tra madre e figlia e che aveva visto la sua genesi nell'esigenza della madre di tagliare personalmente i capelli alla bambina usando la maniera forte per fronteggiare un isterico e ingiustificato rifiuto della piccola'.
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domenica, 20 marzo 2011
Omicidio volontario e non solo colposo per chi uccide sulla strada. Cassazione
Non se la cava a buon mercato con l'omicidio colposo, sia pure aggravato dalla previsione dell`evento, il pirata della strada che causò un incidente mortale per sfuggire alla polizia. È quanto emerge dalla sentenza 10411 del 15 marzo 2011, emessa dalla prima sezione penale della Cassazione.
Si gioca tutta sulla sottile linea di confine fra dolo eventuale e colpa cosciente la decisione della Suprema corte, che - spiega il sito Cassazione.net - annulla la decisione del giudice del merito, secondo cui il reato di omicidio volontario aggravato andava derubricato all`ipotesi colposa. Sarà il giudice del rinvio a provvedere alla qualificazione del fatto: certo è, tuttavia, che la Corte d`appello ha sottovalutato le responsabilità del pirata della strada.
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