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giovedì, 08 marzo 2012

8 marzo, donne rischiano povertà più degli uomini

uomini,donne,8 marzo,festa della donna,povertà,lavoroa cura di Sabrina Bergamini

Le differenze di genere esistono, eccome. Le donne più degli uomini corrono il rischio di soffrire di povertà e di esclusione sociale. E l’Italia ha il triste primato del paese europeo nel quale la differenza è più marcata: in pericolo di indigenza è il 26,3% delle donne contro il 22,6% degli uomini, con un gap di genere ben superiore a quello medio europeo (pari a poco più del 2%). Le differenze, neanche a dirlo, sono forti anche nel tasso di occupazione, che vede le donne “rimontare” posizioni solo quando aumenta il livello di istruzione.

I dati dell’Indagine Eurostat pubblicata oggi in occasione dell’8 marzo, festa della donna, fotografano una realtà dove ancora è lontana la parità di genere. Basti pensare al rischio di finire in condizioni di povertà. In tutti gli stati dell’Europa a 27, fra le donne è più alto il rischio di povertà o di esclusione sociale rispetto agli uomini.


Nel 2010, evidenzia Eurostat, c’erano 62 milioni di donne (pari al 24,5% del totale di tutte le donne) e 54 milioni di uomini (22,3% del totale) a rischio di povertà o di esclusione sociale. La proporzione di donne che si trovano in queste condizioni è superiore a quella degli uomini in tutti gli Stati considerati da Eurostat.

Ma le differenze più marcate fra donne e uomini si registrano in Italia – dove è a rischio di povertà o di esclusione sociale il 26,3% delle donne contro il 22,6% degli uomini – seguita dall’Austria (rispettivamente 18.4% e 14.7%) e dalla Slovenia (20.1% and 16.5%). Le differenze minori ci sono invece in Estonia, Lettonia, Lituania e Ungheria, dove il gap percentuale è sempre inferiore a un punto.

Differenze marcate e pesanti ci sono anche in relazione al tasso di occupazione, dove le differenze fra uomini e donne si riducono solo quando aumenta il livello di istruzione. Il tasso di occupazione nell’Europa a 27 è pari al 63,8% fra le donne (dai 25 ai 64 anni) contro il 77,5% degli uomini, un gap del 13,7%. Per chi ha un basso livello di istruzione, in Europa l’occupazione è pari al 43,3% fra le donne e al 65,2% fra gli uomini, con una differenza pari al 21,9%; per un’istruzione media, il tasso di occupazione è del 66,6% fra le donne e del 79,1% fra gli uomini, con una differenza del 12,5% che si riduce al 6,8% se i livelli di istruzione sono elevati. In questo caso, il tasso di occupazione è pari all’80,6% fra le donne e all’87,4% fra gli uomini. L’andamento è simile in tutti gli Stati.

In Italia in particolare, le percentuali di occupazione sono del 51.4% fra le donne e del 75.8% fra gli uomini. Questo il dato generale, che va poi scorporato per livello di istruzione. Emerge che con un basso livello di istruzione, in Italia  il tasso di occupazione è del 32.5% fra le donne e del 68% fra gli uomini, con una differenza di ben il 35,5%; il gap si riduce solo per livelli elevati di istruzione (il tasso di occupazione diventa del 73.6% fra le donne e dell’84.2% fra gli uomini), mentre per coloro che hanno una istruzione media la differenza nell’occupazione è ancora del 20% circa fra donne e uomini.

L’indagine Eurostat prende in considerazione anche l’andamento degli acquisti online: in rete le donne preferiscono acquistare abiti, gli uomini si rivolgono soprattutto all’elettronica. L’acquisto online è un fenomeno di proporzioni crescenti ma con differenze interessanti nella composizione di beni e servizi acquistati su internet da uomini e donne. Fra gli acquirenti online, nel 2011 era più comune fra le donne l’acquisto di abiti (58% di acquirenti femminili contro il 45% di maschi) e di cibo (17% contro 13%, mentre per gli uomini è più comune acquistare apparecchiature elettroniche. Nessuna differenza, invece, per prenotazioni di biglietti e di vacanze.

 

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