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giovedì, 26 gennaio 2012
Ritorna la catena di Sant'Antonio per un detergente cancerogeno che cancerogeno non e'
da Aduc - di Primo Mastrantoni
Un tempo la catena si Sant'Antonio si effettuava con le lettere, oggi si e' passati alle piu' comode e-mail, che costano meno e soprattutto si diffondono piu' rapidamente. Quel che rimane costante invece e' la non attendibililita' del contenuto che purtroppo fa ancora presa, perche' stimoli riflessi incontrollati di paura. Circola, infatti, e di nuovo, la "notizia" che un noto componente di shampoo e saponi e' cancerogeno. L'annuncio ebbe origine in America e oltre a contenere presunte affermazioni di produttori del tipo "Si, sappiamo che il lauril solfato sodico e' cancerogeno ma non possiamo farne a meno", contiene inviti all'acquisto (!!!) di prodotti che non contengono il pericoloso cancerogeno.
Si tratta del lauril solfato sodico (sodium laureth sulfate o SLS), un tensioattivo che migliora la capacita' di penetrazione dell'acqua nello sporco e quindi pulisce piu' a fondo. L'effetto visivo e' quello di abbondante produzione di schiuma. Il lauril solfato sodico viene estratto dalla noce di cocco o di palma e il Comitato europeo per la sicurezza dei cosmetici ne ha escluso la cancerogenicita'. Un uso frequente e massiccio puo' certamente provocare irritazione della pelle, in particolare nelle persone sensibili, ma la cancerogenicita' e' puro frutto di fantasia.
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