da Fanpage.tv
Ma oltre ad esserci telefonate atte a fare segnalazioni sui dispersi, c’è stata anche una vera e propria testimonianza che inchioderebbe, maggiormente, il comandante Francesco Schettino: Marco Monda, uno dei passeggeri della Concordia, ai microfoni di Chi l’ha visto, ha proposto la sua descrizione dei fatti relativa all’incidente e con particolare focus sul comandante:
"Eravamo con mia moglie al ristorante esclusivo, all’ultimo piano della nave, erano le 21,15 ed ho visto il comandante arrivare al ristorante in compagnia, abbracciato con due ragazze, una bionda e una con i capelli scuri. Mostrava alle due ragazze la vetrata del ristorante, la vetrata da cui si vedeva l’isola del Giglio. Il comandante, al momento dell’impatto era con noi. Poi è scappato come tutti noi. Poi il panico: la nave si è inclinata, la luce è andata via, sono scappati tutti, non c’era più un ufficiale, nessuno che ci dicesse cosa fare. Eravamo abbandonati a noi stessi: persone anziane, bambini, persone down. C’era una bambina con una signora spagnola che chiedeva aiuto, non so dove sia finita. Nessuno ci ha detto cosa fare, ci guidavano gli animatori e i camerieri peruviani".
La testimonianza di Monda peggiora ulteriormente la posizione di Francesco Schettino: già la telefonata con il comandante De Falco della Capitaneria di Porto di Grosseto ha dato prova della sua assoluta negligenza e del fatto che non è stato capace a gestire l’emergenza e a coordinare i soccorsi, pensando prima di tutto a mettersi in salvo. Di fronte al dolore delle famiglie delle vittime e alla disperazione di quelle dei dispersi, fa proprio male pensare che la vita di migliaia di persone venga messa nelle mani di professionisti che non sono tali.
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