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giovedì, 15 dicembre 2011
Programma garantito sei speciale di PosteVita
da Aduc - di Marianna D'Alessandro
Sulla brochure di questo prodotto di PosteVita si legge: “L'investimento con 6 cedole protetto dall'inflazione. Certi prodotti non nascono tutti i giorni”.
Il mio commento all'ultima parte di questa affermazione è “ Per fortuna!”
I motivi per cui sono indotta a fare questo appunto sarcastico sono svariati:
1. innanzi tutto si tratta una polizza assicurativa a premio unico che prevede una copertura in caso di decesso dell'assicurato (restituzione premio versato al beneficiario) e una copertura aggiuntiva se la morte è causata da infortunio o incidente stradale (restituzione del doppio o del triplo del premio versato). La polizza viene però presentata come un prodotto di investimento e di risparmio in cui la garanzia assicurativa è accessoria e non preponderante, quindi si tratta del solito prodotto pacchetto che nella generalità dei casi ha svariati obiettivi ma non è in grado di centrarne uno
2. ovviamente ci sono dei costi: quelli di caricamento pari al 5,40% del premio versato e quelli più “umani” delle coperture assicurative pari al 0,80% del premio versato; inoltre in caso di esercizio del diritto di riscatto sono previsti dei costi impliciti che vanno dal 3,99% del primo anno al 1,54% dell'ultimo (il contratto ha scadenza 2018).
3. il contratto assicura il pagamento di una cedola annua del 4,35% per sei anni che nella brochure viene resa più appetitosa con l'affermazione “Programma Garantito 6speciale offre un rendimento minimo complessivo del 26,1% , riconosciuto attraverso la liquidazione di 6 cedole....” (hanno semplicemente moltiplicato 4,35%x6)
4. infine quando si parla di “premio versato protetto dall'inflazione” si giunge all'apice dell'alterazione della realtà. Infatti non solo tale “protezione” è eventuale ed aleatoria, ma se scendiamo nel dettaglio è errato anche parlare di protezione. Sulla brochure è macchiavellicamente scritto così: “nel caso in cui l'inflazione dell'area euro tra novembre 2011 e maggio 2018 dovesse superare il 26,1, alla scadenza verrà corrisposto un rendimento aggiuntivo pari al 150% della differenza tra l'inflazione e il 26,1%”.
Innanzi tutto affinché si verifichi la condizione di cui sopra il tasso di inflazione medio annuo del periodo dovrebbe essere intorno al 4%. Nonostante la bassa probabilità di accadimento, supponiamo che la condizione si verifichi e che il tasso medio di inflazione annuo sia per il periodo del 5% (con un'inflazione periodale del 33%). A scadenza si otterrà: 150% x (33% - 26,1%)= 10,5%.
Questa, e solo questa, è la percentuale di rivalutazione che andrà applicata al premio versato e corrisposta a scadenza.
L'inefficienza di questo prodotto come strumento di investimento è palese se lo si confronta con un BTP Inflation linked, quest'ultimo infatti corrisponde periodicamente una cedola reale calcolata su un capitale rivalutato di volta in volta all'inflazione e un capitale a scadenza pari al valore nominale del titolo rivalutato dell'inflazione dell'intero periodo..
Ovvio concludere dicendo che ne sconsigliamo la sottoscrizione.
12:00 Scritto da: consumatori in INVESTIMENTI | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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Commenti
Non sono d'accordo. Ovvio la cedola sia calcolata sul lordo (quando mai? Basta chiedere: diventa del 3,80% annuo circa, al netto) e vada divisa per 6; altrettanto ovvio che, nel caso la rendita di cui sopra fosse sufficiente a calmierare l'inflazione, fosse questa inferiore al 26%, il rendimento aggiuntivo finale non verrebbe corrisposto. Ma tutto ciò è chiaro dalla brochure. Matteo
Scritto da: Matteo | venerdì, 23 dicembre 2011
Rispondi a questo commentoMi spiace dover dire che quanto scritto su questo articolo è abbastanza fuori dalla realtà dei fatti.
Condivido con Matteo la riflessione sul rendimento minimo e aggiungo che trattandosi di polizza Ramo III non è un prodotto destinato proprio a tutti i risparmiatori ma solo a coloro che hanno un adeguata conoscenza in ambito economico finanziario ( per intenderci...persone che anche se non informate sulla cosa possono benissimo arrivare a fare 26,1 diviso 6 e che sanno che nessuno in giro parla mai di rendimenti netti)
Secondo, i costi di caricamento arrivano ad intaccare il capitale solo nel caso in cui l'indice di riferimento non performasse( cosa che dato il momento che viviamo appare meno difficile di quel che sembra).
Terzo la garanzia puramente assicurativa non è un mero accessorio, bensì una parte integrante del prodotto che la differenzia da prodotti simili in circolazione.
Quarto ed ultimo appunto,questo prodotto (dati anche i rendimenti sotto forma di cedola annuale, una novità per poste vita) si sta rivelando un valido antagonista sia delle obbligazioni (il cui destino dipende solo ed esclusivamente dall'emittente) sia agli stessi BTP sopracitati per tanti motivi.
Primo le suddette garanzie assicurative di cui nessuna obbligazione o btp sono forniti, secondo per la garanzia che può prestare l'emittente, al momento non mi pare possano essere in molti a poter fornire sia la garanzia propria che quella dello Stato.
Ultimo ma non per importanza,sia le obbligazioni che tutti i titoli di stato necessitano di un deposito titoli d'appoggio, deposito che ovviamente ha un costo dovuto dalla tassazione semestrale e che a partire dal 2013 inciderà ancor di più sulle tasche dei risparmiatori, al contrario di una polizza Ramo III come 6speciale,cosa che in questo articolo non è stata minimamente presa in considerazione
Scritto da: Luca | lunedì, 26 dicembre 2011
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