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giovedì, 01 dicembre 2011
LAVORO: ISTAT; SALE DIVARIO SALARI-PREZZI
Secondo i dati resi noti oggi dall'Istat, sale ad ottobre la forbice tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,7%)e il livello d'inflazione (+3,4%), toccando una differenza pari a 1,7 punti percentuali. Si tratta del divario più alto almeno dal 1997.
Per il Codacons è l'inevitabile effetto dell'irresponsabile aumento dell'Iva, che, secondo il focus dell'Istat reso noto venerdì scorso, ha fatto schizzare nel mese di ottobre i prezzi dei prodotti ad Iva ordinaria dell'1% su base mensile. Una tassa, su base annua, pari a 290 euro per una famiglia di 3 persone.
E' evidente che fino a che continuerà a salire il divario salari-prezzi, le famiglie resteranno sul lastrico, i consumi stagnanti e, conseguentemente, il Pil fermo.
Se Monti vuole coniugare crescita e rigore è indispensabile, quindi, che risani il deficit senza gravare sui consumi, altrimenti sarà impossibile che le industrie possano ricominciare a produrre, salvo vogliano riempire i magazzini di merce invenduta.
Per questo il Codacons invita Monti a riabbassare l'Iva dal 21 al 20%, più che controbilanciando la perdita dei 4.236 miliardi di gettito con le seguenti misure: patrimoniale, contributo di solidarietà sia per i privati che per i dipendenti pubblici del 10% per i redditi sopra i 90.000 euro e del 20% per i redditi sopra i 150.000, eliminazione dei consigli di amministrazione di tutte le partecipate degli enti locali, abolizione delle Province costituite a partire dal 1992, tracciabilità delle transazioni sopra i 500 euro, tassazione delle rendite finanziarie dal 20 al 23% (oppure, per favorire gli investimenti, ripristino dell'aliquota del 27% per le giacenze sui c/c e 20 per i capital gain).
12:00 Scritto da: consumatori in ISTAT, LAVORO, PREZZI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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