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sabato, 29 ottobre 2011

In pensione a 67 anni e nuove norme sui licenziamenti

in pensione a 67 anni e nuove norme sui licenziamentida Adico

Tutti in pensione a 67 anni dal 2026. Il requisito è valido sia per gli uomini che per le donne. In arrivo anche una riforma del lavoro che prevede nuove norme per i licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato.
Previsti interventi a favore dell’occupazione giovanile e femminile con la promozione dei contratti di apprendistato e di contratti di inserimento delle donne. Arriverà entro il 30 novembre il piano di dismissione del patrimonio pubblico. Sono previsti 5 miliardi di introiti l’anno per tre anni. Sono alcuni dei punti contenuti nella lettera con gli impegni dell’Italia inviata da Roma a Bruxelles e che il presidente del Consiglio si appresta a illustrare.


Risultato: un lavoratore che maturava il diritto il 30 giugno 2012 (con 36 anni di contributi a 60 anni di età) ora potrà andare in pensione solo (viste le finestre) nel luglio del 2014 con 38 anni di contributi e a 62 anni.
Di più: i lavoratori nati nel 1952 rischiano di lavorare oltre tre anni e mezzo in più rispetto a quelli nati nel dicembre del 1951. Effetti ancora più devastanti per le donne. Con il paradosso che tra mamma nata nel 1946 e figlia nata nel 1966 potrebbero essere necessari fino a 21 anni e mezzo di lavoro in più e un divario di età per l’uscita che può superare i 27 anni.
Lo “spirito riformatore del governo – denuncia il presidente dell’Adico, Carlo Garofolini – si traduce in una ennesimo attacco sui licenziamenti, sul lavoro precario, sulle pensioni e colpiscono in particolare le donne.

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