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venerdì, 29 ottobre 2010

Latte scaduto e ribollito: «bufala» in rete

latte.jpgda Corriere.it

Il latte pastorizzato potrebbe essere niente più che acqua sporca. Questa la denuncia contenuta in una mail che da qualche tempo rimbalza su internet in una specie di catena di sant'Antonio. Questa «truffa» - rinforza l’accusa - sarebbe addirittura «incoraggiata» dalla legge, che consentirebbe - sempre secondo la mail - che il latte scaduto rimasto invenduto, venga ritirato dal produttore, trattato a 190 gradi e messo nuovamente sul mercato, come latte fresco. Non solo: questo procedimento potrebbe essere ripetuto anche per cinque volte successive. E tutto questo sarebbe talmente legale, che il numero delle "ribolliture", verrebbe addirittura segnalato in etichetta. Sotto le confezioni di cartone vengono normalmente stampigliati dei numerini, dall'1 al 5, in serie: 12345. Secondo i sostenitori della tesi, se da questa serie di numeri ne manca uno, per esempio il 3, significa che il latte che abbiamo acquistato, scaduto per due volte, è stato riscaldato una terza volta, in attesa di compratori.

Il vero significato di scritte e numeri sul cartoccio


CHE COSA DICONO GLI ESPERTI - Ma che cosa c'è di vero, in questa gravissima accusa? Si tratta di una notizia totalmente falsa, assicurano gli esperti interpellati. «È l'ennesimo atto diffamatorio nei confronti di un alimento essenziale sulla nostra tavola» afferma Ivano De Noni, professore associato di tecnologia lattiero casearia al Distam, Dipartimento di scienze e tecnologie alimentari e microbiologiche di Milano. «Non è affatto vero — spiega l'esperto — che la legge consenta il recupero per l'alimentazione umana del latte pastorizzato scaduto per rivenderlo come fresco. La legge prevede che il trattamento di pastorizzazione possa venire applicato solo sul latte crudo e quindi una sola volta. E che il latte non venga riscaldato ripetutamente può essere verificato attraverso analisi di laboratorio. La normativa prevede, infatti, che il latte pastorizzato risponda a requisiti di qualità evidenziabili in base a precisi parametri di danno termico sulle proteine del siero». Insomma, il latte pluririscaldato si rovina e ai controlli questo si scopre. «E mi sembrerebbe ben strano — aggiunge ironico De Noni — che i produttori che contravvengono alla legge, lo scrivano sulla confezione con numerini leggibili per tutti». Altra "bufala" del testo allarmistico, l'indicazione del trattamento del latte scaduto a 190 gradi. «Il latte non potrebbe in nessun caso essere trattato con un calore così violento, perché diventerebbe marrone. E questo è un altro indice dell'assurdità del comunicato» dice De Noni. In realtà, il trattamento di pastorizzazione del latte è molto più blando. L'applicazione di 72 gradi centigradi per 15 secondi è sufficiente a distruggere anche i germi patogeni più resistenti al calore, come quelli della tubercolosi. La pastorizzazione non uccide tutti i microrganismi. Per raggiungere questo scopo ci vuole un trattamento termico più forte, detto di sterilizzazione, che si ottiene sottoponendo il latte a un calore a 145 gradi per pochi secondi. Ultima chicca, la spiegazione dei numerini. Effettivamente, guardando sotto le confezioni del latte pastorizzato in cartoni, i numeretti dall'1 al 5 ci sono, ma hanno tutt'altro significato, rispetto a quello denunciato. Come spiega Tetrapak, si tratta di numeri utili per la rintracciabilità del materiale di imballaggio e non hanno niente a che vedere con l'alimento confezionato. «Questi allarmi infondati, rischiano di minare la fiducia dei consumatori in un alimento come il latte del tutto sano ed essenziale — commenta Andrea Ghiselli, dell'Istituto di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, che ci tiene a ricordare come, anche nell'età adulta, bisognerebbe berne un paio di bicchieri al giorno, per le proteine, il calcio, le vitamine B che contiene in abbondanza.

Roberta Salvadori

fonte: http://www.corriere.it/salute/nutrizione/10_ottobre_25/la...

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Commenti

Se questa storia fosse vera anche altri prodotti subirebbero so stesso processo: quei codici si trovano anche sotto i tetrapak di altri prodotti, io l'ho verificato su due confezioni di diverse marche di bevande vegetali e crema di soia da cucina. Controllate sui contenitori in tetrapak nella vostra dispensa per credere.

Non si può però tacere che in risposta a questa bufala (Corriere della Sera) se ne è detta un'altra: che il latte sarebbe sano ed essenziale. In realtà 3/4 della popolazione terrestre non tollera il lattosio nell'età adulta; il consumo di latticini è stato messo in relazione con l'insorgenza di tumore dell'ovaio, ma anche della mammella e della prostata; tra diabete insulino-dipendente e latticini c'è una forte dipedenza; i latticini apportano colesterolo e grassi saturi, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari; inoltre non c'è alcuna prova scientifica che suggerisca che i latticini prevengano l'osteoporosi, infatti questa malattia è diffusa nei paesi occidentali e molto rara nelle popolazioni orientali che non ne fanno uso. Da aggiungere che il latte proveniente dagli allevamenti moderni può essere contaminato con pesticidi, antibiotici, ormoni ed altri farmaci.
www.pcrm.org/health/veginfo/lactose_intolerance.html
www.pcrm.org/health/veginfo/dairy.html

In sostanza: se quella del latte ribollito è una bufala, non significa che i latticini facciano bene.

Scritto da: Davide | mercoledì, 10 novembre 2010

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