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sabato, 17 luglio 2010

«Burqa da vietare nasconde il volto»

DIVIETOB.pngda L'Avvenire - di Andrea D'Agostino

 Indossare burqa o niqab non costituisce un obbligo religioso che deriva dal Corano, né viene riconosciuto come tale dalla maggioranza delle scuole giuridiche islamiche. Lo ha sottolineato il Comitato per l’islam italiano presieduto dal ministro Roberto Maroni durante la riunione al Viminale, in cui si è sottolineato che «la riconoscibilità delle persone deve essere garantita, tanto più a fronte del rischio internazione, che non è scomparso, collegato al terrorismo». Il giorno dopo la prima approvazione in Francia del progetto di legge che proibisce la «dissimulazione del volto» in tutto lo spazio pubblico -senza però citare il velo - , in Italia il Comitato ha stabilito che la materia va «deconfessionalizzata»: è necessario, cioé, che «le leggi evitino ogni specifico riferimento all’Islam e a questioni che attengano al velo o alla condizione della donna musulmana», ma devono ribadire che «persone travisate in modo da non essere riconoscibili - salvi giustificati motivi che attengono alla salute o alla sicurezza nella circolazione o sul lavoro - , non possono essere identificate dalle Forze dell’ordine, individuate dai conoscenti e, se del caso, descritte dai testimoni».


 L’uso in luogo pubblico di indumenti che coprono interamente deve perciò rimanere vietato per ragioni di pubblica sicurezza. Il parere del Comitato verrà ora inviato a Donato Bruno, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, dove si stanno discutendo varie proposte di legge in materia. Si è discusso del problema dei minori: il Comitato ha dato atto che il diritto dei paesi islamici si fa carico delle esigenze del minore che non sia adeguatamente assistito dalla famiglia naturale, attraverso l’istituto della Khafala (cioè attraverso l’affidamento del minore ad adulti in grado di provvedere alle sue necessità). Il Comitato ha riconosciuto l’opportunità che venga emanata una disciplina analoga, che dovrà assicurare la massima tutela del minore e ne garantirà la permanenza in Italia, finché dura l’affidamento. Soddisfatta dei risultati emersi dalla riunione, la deputata Pdl Souad Sbai: «Ha ragione Maroni a sostenere che la materia vada'deconfessionalizzata' - ha commentato - . Si tratta di un atto di civiltà, rispetto e cultura. D’altronde - ha continuato - che il burqa fosse un retaggio tribale dell’Afghanistan, era già stato chiarito dalle audizioni svoltesi alla commissione Affari costituzionali della Camera».

14:00 Scritto da: consumatori in DIRITTI UMANI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

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