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venerdì, 18 giugno 2010
Allarme dall’editoria cooperativa: coi tagli rischiano 40 testate
Roberto I. Zanini - da L'Avvenire
Probabile chiusura di una quarantina di testate giornalistiche della carta stampata, oltre a un numero imprecisato di emittenti locali, con numerosi giornali, radio e tv destinate a trascinarsi ai limiti della sopravvivenza, con migliaia di posti di lavoro a rischio. Un numero che il presidente onorario di Mediacoop, Lelio Grassucci ha quantificato in 4500 persone fra giornalisti e poligrafici. Il motivo è da addebitarsi ai recenti tagli all’editoria messi in atto dal governo in risposta alla crisi economica, che vanno a colpire un settore «tanto fondamentale come bene pubblico, quanto modesto in termini di business e quindi bisognoso di essere garantito dal finanziamento statale», come ha sottolineato il segretario della Federazione nazionale della stampa Franco Siddi.
L’annosa e delicata questione è stata al centro ieri di un dibattito organizzato da Mediacoop in occasione dell’Assemblea nazionale dell’editoria cooperativa. Un grido di allarme e insieme una richiesta di aiuto al Parlamento, rese evidenti dal titolo stesso dell’iniziativa: 'Un intervento urgente per salvare l’editoria cooperativa, non profit, di partito, edita e diffusa all’estero e l’emittenza locale'. Presenti tutti i rappresentanti dei settori coinvolti, alcuni parlamentari e il consigliere del Dipartimento editoria presso la Presidenza del Consiglio Elisa Grande.
Assente, per quanto atteso e fino all’ultimo evocato, il sottosegretario con delega per l’editoria Paolo Bonaiuti. Il presidente della Federazione italiana giornali Carlo Malinconico e il presidente della federazione dei settimanali cattolici don Giorgio Zucchelli hanno posto l’accento sull’emergenza prodotta dall’abolizione delle tariffe postale agevolate. In particolare Malinconico ha detto che le trattative con Poste italiane per giungere a una mediazione sulle tariffe sono bloccate dal fatto che «la proposta di Poste Spa è fuori mercato». A questo punto, ha aggiunto Zucchelli, «c’è da capire a che gioco stanno giocando le Poste, anche perché molte nostre testate sono state messe in profonda crisi dall’abolizione delle agevolazioni». Siddi ha parlato di «strangolamento in corso del sistema informativo italiano attraverso due leve: quella politica che incide sul diritto di cronaca e quella economica che incide sulla salute delle imprese». «I parlamentari devono sapere – ha sottolineato Fabrizio Berrini dell’associazione di emittenti locali Aeranti-Corallo – che di questo passo quando andranno a parlare nei loro territori non ci saranno più taccuini e telecamere a seguirli».
13:00 Scritto da: consumatori in EDITORIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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