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sabato, 03 aprile 2010
Beni confiscati, l’Agenzia di gestione è legge
ANTONIO MARIA MIRA - da L'Avvenire
Un’ottima notizia sul fronte della lotta alla mafia e della collaborazione di tutte le forze politiche per combattere il potere delle cosche. Il Senato ha infatti approva, in via definitiva e con un voto all’unanimità, il decreto legge che istituisce l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Un’unanimità confermata dalle decisione dell’opposizione che, su invito del governo e della maggioranza, ha ritirato gli emendamenti ed è così passato il te- sto già approvato dalla Camera. Molto soddisfatto il ministro dell’Interno Roberto Maroni. «Il segnale che esce dal Parlamento è fortissimo: tutte le forze politiche sono unite nel contrasto alla criminalità organizzata in uno sforzo che i nostri cittadini apprezzeranno ». Un clima positivo confermato dall’approvazione definitiva, e sempre all’unanimità, da parte dell’Aula della Camera del decreto antiscarcerazioni per evitare il possibile annullamento di processi che vedevano imputati importanti boss mafiosi.
L’istituzione dell’Agenzia, richiesta da anni dal mondo della associazioni e in particolare da 'Libera' e dal suo fondatore don Luigi Ciotti, è finalizzata ad assicurare l’unitarietà degli interventi di confisca, consentendo soprattutto una più rapida e efficace allocazione dei beni sequestrati. Uno strumento per colpire con maggiore forza e efficienza le ricchezze mafiose, approvato dal governo dopo l’attentato alla procura generale di Reggio Calabria e le altre intimidazioni della ’ndrangheta. Una risposta rafforzata dalla scelta di porre la sede principale dell’Agenzia proprio nel capoluogo calabrese. Non l’unica visto che lo stesso Maroni ha annunciato una sezione a Milano mentre un ordine del giorno approvato ieri, e caldeggiato dal presidente del Senato Schifani, chiede una sede operativa anche a Palermo (ma anche il sindaco di Corleone, Antonino Iannazzo ha avanzato una candidatura, che avrebbe un forte valore simbolico).
All’Agenzia verranno affidati vari compiti tra cui quello di coadiuvare l’autorità giudiziaria nell’amministrazione e nella custodia dei beni sequestrati. Ma, dopo il decreto di confisca di primo grado, potrà anche amministrare il bene da sola per proprio conto, oppure servirsi di un amministratore che potrà restare anche quello che ha gestito l’immobile o la società nella fase iniziale. E quando il bene risulti improduttivo o inutilizzabile potrà ordinarne la demolizione o distruzione. Grazie ad alcune modifiche il provvedimento sana, almeno in parte, la questione connessa alla possibilità di vendita dei beni introdotta dal governo. Non potranno più essere 'svenduti' all’asta con il rischio di farli tornare alle cosche, ma si dovranno vendere a trattativa privata e per un prezzo che non sia inferiore all’80% del loro valore effettivo. Come sottolineato dal Pd resta però aperto il problema dei finanziamento per rendere effettivo l’uso a fini sociali dei beni strappati alle cosche come chiedeva la legge nata da oltre un milione di firme di cittadini.
11:00 Scritto da: consumatori in MAFIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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