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domenica, 31 gennaio 2010
Auto e cinture sicurezza per tutti. Cassazione: in assenza e' omicidio colposo per conducente
Il passeggero non indossa la cintura di sicurezza? Chi guida lo deve categoricamente fare scendere.
L'autista, infatti, ha "l'obbligo" di pretenderne l'allacciamento e se il trasportato si ostina a rifiutare "deve essere fatto scendere dall'auto". In alternativa, si puo' rifiutare di partire. Lo chiarisce la Cassazione che sottolinea come il mancato allacciamento della cintura da parte del passeggero, in caso di incidente mortale costa a chi era al volante una condanna per omicido colposo. L'autista, infatti, e' "titolare di una posizione di garanzia" e quindi deve "prevedere e prevenire le altrui imprudenze e avventatezze".
L'obbligo di cinture, inoltre, ricorda ancora la Cassazione, e' esteso anche ad eventuali passeggeri trasportati dietro. Per non avere rispettato queste "regole di comune diligenza e prudenza", un 26enne siciliano, Antonino A. e' stato condannato per omicidio colposo.
Colpevole per non avere preteso che il passeggero che viaggiava al suo fianco, Daniele G., si allacciasse le cinture. Il mancato allacciamento, infatti, costo' la vita al passeggero. Come ricostruisce la sentenza 3585 della Quarta sezione penale, il 25 agosto del 2002, Antonino A., viaggiando a bordo della sua Renault Laguna con a bordo Daniele G. seduto sul sedile posto al suo fianco, e Giuseppe G., seduto sul sedile posteriore, percorreva la superstrada Cammarata-Castronovo di Sicilia in direzione di quest'ultima localita'.
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Smog. 20 morti al giorno
In Europa l'inquinamento atmosferico è uno dei principali fattori di rischio per la salute nelle aree urbane: l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) avverte che l'inquinamento da polveri fini nell'ambiente urbano è responsabile ogni anno di circa 100.000 morti e 725.000 anni di vita persi. In Italia i morti a causa dell'inquinamento, che è 'un'emergenza sanitaria delle città italiane', sono in media 20 al giorno, 7.400 all'anno, i malati sono circa 100.000 all'anno. Questi, alcuni dei dati diffusi da un dossier sullo smog 'Le polveri assasine' sui costi sanitari, sociali e sulla mortalità da inquinamento nelle città italiane presentato oggi dal presidente dei Verdi, Angelo Bonelli - da tre giorni in sciopero della fame - nel corso di una conferenza di fronte la sede Rai di Viale Mazzini a Roma, dove è presente un presidio della formazione politica per denunciare la scomparsa delle questioni ambientali dalla televisione italiana.
Uno studio sull'inquinamento atmosferico del Centro europeo ambiente e salute di Roma dell'Oms, si legge nel dossier, relativo alle 8 maggiori città italiane mostra che un sostanziale numero di decessi, ricoveri ospedalieri e disturbi respiratori, specie nei bambini, sono attribuibili all'inquinamento da Pm10. 'A Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Firenze, e Palermo - si osserva nel rapporto - l'ordine di grandezza è delle migliaia o decine di migliaia di casi per anno: la percentuale di mortalità dovuta a cause relative allo smog è pari all'1,4% della mortalità totale, all'1,4% per la mortalità cardiovascolare, al 2,1% per la mortalità respiratoria.
E, prosegue il rapporto dei Verdi, (anche secondo studi dell'Associazione italiana di Epidemiologia), il numero di decessi provocati in tutta Italia dagli inquinanti come Pm10 (polveri sottili), NO2 (biossido di azoto), CO (ossido di carbonio), O3 (ozono) sono intorno 'ai 7.400 all'anno', pari 'a 20 persone al giorno'. Per questo è 'una gravissima emergenza sanitaria' e rimane 'il problema ambientale piú rilevante per la salute pubblica nelle città italiane'.
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Toyota ritira 1,8 milioni di auto anche in Europa
Dopo gli Usa, l'Europa. Toyota, alle prese ormai con una perdita d'immagine piuttosto seria, deve richiamare in officina 1,8 milioni di auto anche nel vecchio continente per un difetto del pedale dell'acceleratore.
Il ritiro riguarda vari anni di produzione e i modelli AYGO, iQ, Yaris, Auris, Corolla, Verso, Avensis, RAV4.
14:00 Scritto da: consumatori in AUTO | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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SUPERENALOTTO: PER IL CONSIGLIO DI STATO SOLO UNA LEGGE PUO' METTERE UN TETTO AL JACKPOT
Con una decisione pubblicata ieri il Consiglio di Stato si è espresso in merito al ricorso del Codacons che, come si ricorderà, chiedeva un tetto al montepremi del Superenalotto, al fine da limitare i danni della "febbre da gioco' nel nostro paese.
La IV sezione del Cds, dopo aver confermato sul punto la tesi del Tar del Lazio secondo cui solo una nuova legge potrebbe fissare un tetto al jackpot, ha scritto:
"Come infatti sopra ricordato, le attuali modalità di accumulo obiettivamente vertiginoso del montepremi riservato alle vincite risultano disciplinate a livello regolamentare: di talchè ove ritenuto necessario sotto il profilo etico-sociale una fonte equiordinata ben potrebbe introdurre ( in assoluto o quanto meno se il jackpot supera i livelli di guardia) forme di depotenziamento o parziale sterilizzazione dell'incremento compatibili con le finalità non solo erariali che presiedono all'esercizio di giochi a totalizzatore nazionale come il Superenalotto da parte dello Stato'.
Non solo: il supremo consesso amministrativo ha anche chiesto approfondite ricerche sulle ludopatie. Scrivono infatti i giudici:
"nell'attuale stato delle conoscenze epidemiologiche, non sembra potersi individuare con sufficiente grado di attendibilità alcuna diretta correlazione tra l'aumento del jackpot e la diffusione delle ludopatie vere e proprie o comunque di fenomeni di patologica dipendenza dal gioco d'azzardo. Al riguardo i documenti versati in primo grado dalla concessionaria - ed in particolare quelli relativi all'andamento della spesa media per giocatore in relazione ai diversi livelli attinti dal montepremi del Superenalotto nel 2009 - dimostrano che all'accumulo del jackpot corrisponde sì un incremento complessivo delle somme giocate ma non un aumento della spesa del singolo giocatore. In particolare quando il montepremi raggiunge livelli eclatanti aumenta correlativamente il numero delle puntate di importo minimo e quindi la platea complessiva dei giocatori mentre non aumenta invece significativamente l'importo delle singole giocate. La tesi di fondo da cui muove la problematica evocata dall'appellante Associazione, la quale come si è detto sostiene che l'accumulo induce i giocatori a investimenti crescenti e sconsiderati, non trova dunque allo stato adeguato riscontro probatorio,'
Per questa ragione il Codacons rivolge un appello al Parlamento, affinchè si arrivi ad una legge che limiti o blocchi l'aumento pericoloso del jackpot del Superenalotto, e chiede ai Monopoli di Stato di svolgere un approfondito studio sulle ludopatie, così da fornire indicazioni scientifiche al legislatore che dovrà emanare la legge.
12:00 Scritto da: consumatori in LOTTERIE | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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STIPENDI MANAGER: IL CODACONS APPOGGIA LA PROPOSTA DEL SENATORE LANNUTTI
Il Codacons appoggia in pieno il sub-emendamento proposto dal senatore Elio Lannutti che prevede un tetto agli stipendi dei manager.
"Si tratta di un provvedimento davvero a favore dei cittadini, massacrati da anni di rincari e dalla crisi economica attuale, mentre alle loro spalle avidi manager continuano ad arricchirsi grazie a stipendi stellari e del tutto fuori da ogni logica - afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi - In un paese civile e basato sulla giustizia sociale questo non può avvenire, specie quando si assiste alla perdita di migliaia di posti di lavoro e al dissesto economico delle famiglie.
Per tale motivo appoggiamo la proposta del Senatore Lannutti e invitiamo il Governo a proseguire su questa strada bipartisan che non può che trovare il consenso dell'intera popolazione'.
10:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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Mais Ogm. Consiglio di Stato: autorizzarlo subito, non occorre assenso regioni
08:00 Scritto da: consumatori in ALIMENTI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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sabato, 30 gennaio 2010
Fecondazione, coppie non saranno costrette a pagare per conservazione embrioni inutilizzati
Non sara' a carico delle coppie il costo del congelamento di embrioni in sovrannumero durante gli interventi di fecondazione assistita.
In un documento messo a punto dalla commissione del ministero della Salute sugli embrioni crioconservati e consegnato al ministro si auspicherebbe che a farsi carico della conservazione degli embrioni congelati fossero gli stessi centri di fecondazione assistita accreditati a livello regionale.
19:02 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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Privacy. E' lecito che Telecom spii e ostacoli gli utenti peer to peer? Decide un processo
Il 10 febbraio prima udienza del processo che vede la federazione antipirateria audiovisiva da una parte, l'autorità per la Privacy, Telecom e utenti dall'altra.
La vicenda contrappone Fapav (Federazione anti pirateria audiovisiva) a Telecom Italia e ai suoi utenti peer to peer. Fapav chiede a un giudice di imporre a Telecom Italia due cose: di ostacolare le attività pirata dei propri utenti e di filtrare alcuni siti; e se Telecom non lo farà dovrà pagare 10 mila euro per ogni giorno di inadempienza.
Leggi tutto su Repubblica.it
18:00 Scritto da: consumatori in PRIVACY | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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Sentenza: una lesbica puo' essere una brava mamma
Una lesbica puo' essere una brava mamma. E' il senso di una sentenza pronunciata dal Tribunale di Milano che ha 'rassicurato' un pm preoccupato per lo stato "psico - fisico" di due bimbi figli di altrettante mamme dopo la separazione delle donne, spiegando che la madre biologica, anche se separata dalla compagna, e' adeguata a svolgere il proprio ruolo di genitore a prescindere dalla sua omosessualita'. E' l'epilogo di una vicenda cominciata con la separazione di due donne che hanno convissuto per nove anni, fino al 2003, e hanno avuto tramite l'inseminazione artificiale due figli partoriti entrambi da una delle due. La mamma non biologica dei bambini, un maschio e una femmina che hanno adesso 8 e 10 anni, aveva presentato un ricorso al Tribunale dei Minori per l'affidamento condiviso e la regolarizzazione del diritto di visita, dopo che la mamma naturale le aveva imposto l'interruzione dei rapporti coi figli.
17:00 Scritto da: consumatori in FAMIGLIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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Legittime le multe Antitrust ai gestori telefonici, anche se l'Agcom 'assolve'
La competenza a valutare i comportamenti nel settore delle comunicazioni elettroniche spetta all'Antitrust. Si evince dalle decisioni con le quali il Tar del Lazio ha respinto tre ricorsi, proposti da Telecom (due) e Wind, per contestare le multe inflitte dall'Antitrust per aver adottato pratiche scorrette. Pubblicati i dispositivi, si attendono adesso le motivazioni delle sentenze.
Le due societa' di telecomunicazioni avevano chiesto di risolvere il conflitto di competenza tra autorita' di garanzia dopo che per le stesse vicende erano state multate dall'Antitrust e assolte dall'Agcom.
Un'anomalia che le ha indotte (insieme con altre societa' i cui ricorsi non sono stati ancora discussi) a impugnare davanti al Tar le sanzioni inflitte. Nello specifico, Telecom era stata multata per 500 mila euro per avere modificato unilateralmente alcuni piani tariffari, e per 285 mila euro per l'attivazione di una connessione a internet senza la necessaria richiesta; Wind era stata multata per 215 mila euro per l'attivazione di servizi non richiesti.
Davanti al Tar, i legali di Telecom e Wind avevano sostenuto l'illegittimita' delle multe giacche' a loro avviso l'unica autorita' competente a decidere in materia di norme di telecomunicazione e' l'Agcom. Quest'ultima, secondo quanto si e' appreso, aveva depositato una relazione sostenendo l'esistenza di ragioni logiche e giuridiche per giustificare la sua competenza, se non esclusiva quantomeno prevalente, nel settore delle comunicazioni elettroniche, incluse le pratiche in discussione davanti al Tribunale amministrativo.
16:00 Scritto da: consumatori in ANTITRUST | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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