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venerdì, 20 novembre 2009
VERDURE AGLI ORMONI
Verdure trattate con fitoregolatori cioe' con ormoni vegetali: auxine, gibberelline e citochinine. Peperoni, melanzane e carciofi che paiono un trionfo dell'abbondanza: belli, colorati, enormi. Il consumatore non sa che questi prodotti sono trattati con ormoni, che possono esplicare la loro azione anche dopo l'acquisto. Non c'e' da meravigliarsi dunque che un bel peperone, acquistato al mercato e portato a casa, continui a crescere. Non e' un miracolo ma l'attivita' dei fitormoni che, irrorati sugli ortaggi, ne stimolano l'accrescimento anche dopo la raccolta.
Il consumatore che non vuole "gustare" verdure gonfiate agli ormoni, puo' adottare alcune semplici precauzioni che suggeriamo:
- innanzi tutto consumare i prodotti di stagione. Che senso ha, infatti, mangiare i peperoni o le melanzane in questa stagione quando madre natura li fa maturare in estate?
- acquistare frutta e verdura che abbiano il marchio "da agricoltura biologica": la natura ringraziera' perche' sara' liberata dalle sostanze chimiche di sintesi. Vi sono in commercio anche prodotti definiti "organici", "biodinamici" e "da lotta integrata" che si rifanno a disciplinari che riguardano le tecniche di coltivazione, l'uso di concimi naturali e la riduzione dei trattamenti parassitari, integrati dall'uso di insetti predatori dei parassiti.
- attenzione al termine "verde", che si trova in molte confezioni: non ha alcun significato, e' solo pubblicita'.
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Influenza A. Previsioni sballate e spese inutili
Tra 8 e 12 milioni di malati e 10-15 mila morti in Italia. Sono questi gli scenari delineati dagli epidemiologi durante un incontro sulla prevenzione dell'influenza A, provocata dal virus A (H1N1), nel settembre scorso a Praga, cioe' circa 2 mesi fa. I dati attuali sono di 752.000 malati e 66 morti. La percentuale di mortalita' e' dello 0,0029% che, statisticamente, e' irrilevante. Per la classica influenza stagionale lo scorso anno ci sono stati 8.000 morti su 4 milioni di casi, cioe' lo 0,2%.
Le persone vaccinate sono state 167.680 con 3 milioni di vaccini distribuiti e ne sono disponibili per 24 milioni di italiani. La spesa e' stata di 184,8 milioni di euro piu' 2,5 milioni per la campagna "informativa". Previsioni sballate e soldi buttati visto che il picco dell'influenza A, probabilmente, si avra' a dicembre e buona parte dei vaccini sara' inutilizzata. Soldi pubblici, cioe' del contribuente. Ma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non aveva detto che non voleva mettere le mani nelle tasche degli italiani?
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PREVENZIONE DEL TUMORE AL SENO
DI MARILISA ZITO – GIOIA SALUTE
Ad ottobre si sono chiusi gli ambulatori che sono stati aperti gratuitamente in tutta Italia per la prvenzione del tumore al seno. Il presidente della Lilt Francesco Schittulli tira le somme sulla malattia femminile per eccellenza: “ I nuovi casi sono in aumento (oltre 40mila l'anno), ma il ricorso ad ecografia e mammografia si ferma al 56 per cento della popolazione femminile. Questo frena la diagnposi precoce, che consente invece la guarigione nel 90/95 per cento dei casi. La sfida, dunque, è ancora quella di superare la paura di visite ed analisi, rendendo la prevenzione una routine”. Un dato positivo, invece, è la capacità dele donne di trasformare in positivo l'esperienza della malattia. Da un indagine Astra ricerche, infatti, si scopre che per la maggior parte delle pazienti nulla cambia dopo l'operazione.Inoltre, il 44,4 per cento sente di “amare di più la vita”, il 40,7 per cento riscopre “il valore delle piccole cose” ed il 31,1 per cento diventa “più solidale verso gli altri”. E, alla gioia di vivere, si aggiunge più amore per se stesse: dopo l'operazione, molte donne aumentano l'attività fisica (30,7 per cento) e si fanno più regali (20,7 per cento). (Info. Telefono 02/70603263).
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ERA ORA!
"Finalmente!" Questo è quello che avranno pensato tutti gli abitanti di Via Asia quando , nella giornata di ieri, hanno visto gli operai del Comune di Termoli ridipingere le strisce pedonali sia all'altezza delle fermate dell' autobus di fronte alla palazzina numero 9, sia di fronte alla piscina comunale. "Finalmente!" è anche quello che pensiamo noi della redazione, visto che si sono dovuti attendere alcuni incidenti stradali, di cui uno mortale, per vedere realizzate queste importanti segnaletiche orizzontali! Ben fatto all' amministrazione comunale, dunque, anche se si sarebbe dovuto provvedere ben prima e con l'installazione delle rotatorie, anche se provvisorie.
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NUOVA ZELANDA PAESE MENO CORROTTO AL MONDO. ITALIA 63ESIMA.
E' la Nuova Zelanda il Paese meno corrotto del mondo. A decretarlo è Transparency International, che ha stilato una classifica di 180 Paesi che vede l'Italia al 63esimo posto, dietro a Botswana, Namibia e Malaysia.
L'associazione ha dato a ciascun Paese un voto da zero a 10, basandosi complessivamente su 13 indagini indipendenti. Più alto è il punteggio, meno corrotto il Paese.
La Nuova Zelanda, con 9,4, ha superato la numero uno dell'anno scorso, la Danimarca, quest'anno al secondo posto con 9,3 davanti a Singapore e Svezia (entrambe a 9,2) e la Svizzera (9).
L'Italia, con 4,3, si è piazzata 63esima, appena dietro a Cuba e Turchia e a parimerito con l'Arabia Saudita.
I Paesi in fondo alla lista sono quelli instabili o toccati da conflitti che hanno minato il settore pubblico e l'infrastruttura governativa.
I più corrotti sono risultati la Somalia (1,1), l'Afghanistan (1,3), il Myanmar (1,4) e il Sudan (1,5), quest'ultimo con lo stesso punteggio dell'Iraq.
"Per arginare la corruzione servono un parlamento vigile, una magistratura incisiva, agenzie anti-corruzione e di revisione dei conti indipendenti e ben finanziate, una puntuale applicazione della legge, trasparenza nell'assegnazione delle risorse pubbliche e nelle entrate, spazio per i media indipendenti e una società civile attenta", ha commentato Huguette Labelle, presidente di Transparency International.
Nella top 10 delle meno corrotte vi sono Finlandia, Olanda, Australia, Canada, Islanda e Norvegia.
La Gran Bretagna si è piazzata 17esima e gli Usa 19esimi.
I Paesi con un punteggio inferiore a 5 sono più di 130.
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PSICHIATRA: CON DIAGNOSI PRECOCE SI EVITANO SUICIDI ED ABUSO DI SOSTANZE
Nei pazienti psichiatrici, ridurre il rischio di suicidio e l'abuso di sostanze come alcol e droghe si puo', cosi' come si puo' ridurre la cronicita' della malattia: a patto di puntare l'attenzione sulla diagnosi precoce e sulla continuita' delle cure farmacologiche. E' uno dei temi del Forum internazionale di psichiatria Innopsy 09, aperto oggi a Milano e sponsorizzato dalla Societa' mondiale di psichiatria biologica e dall'Universita' degli Studi cittadina.
'Quanto piu' tempo trascorre tra l'esordio di un disturbo mentale e la corretta somministrazione di un'efficace terapia farmacologica - spiega Carlo A. Altamura, direttore della psichiatria al Policlinico di Milano e presidente di Innopsy - tanto minore potrebbe essere la risposta del paziente alle terapie, e peggiore il decorso a lungo termine della malattia e il rischio che cronicizzi'. In pratica, se non si interviene subito patologie come depressione o attacchi di panico 'possono anche presentare un maggior numero di ricadute e di co-presenza di nuovi disturbi. L'intervallo di tempo tra la comparsa dei primi sintomi e l'inizio delle cure risulta quindi una variabile fondamentale per il successo della terapia'.
In un recente studio, presentato all'ultimo Congresso americano di psichiatria, 'abbiamo riportato come in un gruppo di circa 300 pazienti con disturbi d'ansia il primo trattamento farmacologico venisse assunto 4-8 anni dopo l'esordio. In un altro studio in corso di pubblicazione - prosegue Altamura - abbiamo inoltre verificato come il ritardo nella somministrazione di un trattamento con stabilizzanti dell'umore in circa 250 pazienti con disturbo bipolare si correlasse a un maggior rischio di suicidio'.
Il parere degli esperti e' quindi quello di 'attribuire sempre maggiore importanza ad aspetti quali la precocita' d'intervento e la continuita' terapeutica, ottimizzando gli strumenti diagnostici, estendendoli alla medicina di base e creando una rete di monitoraggio sul territorio in grado di cogliere il piu' precocemente possibile l'inizio dei fenomeni patologici'.
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CANNABIS: SESSO DIFFICILE
I forti consumatori di marijuana hano difficoltà 4 volte superiori nel raggiungere l'orgasmo e 3 volte maggiori di soffrire di eiaculazione precoce rispetto ai non fumatori. Lo afferma una ricerca della Trobe University di Melbourne, che ha raccolto informazioni relative alle performance di circa 9mila donne ed uomini australiani fra i 18 ed i 64 anni. Nel corso dell'anno precedente, circa l'11 per cento degli uomini ha fatto uso di marijuana regolarmente contro il 6,1 pre cento delle donne. Inoltre, i dati rivelano che gli uomini forti fumatori di cannabis, proprio a causa dei numerosi insuccessi sessuali causati dall'erba, hanno ampliato il numero dei loro rapporti quasi del doppio rispetto ai non fumatori e diversificato i partner : un atteggiamento compulsivo nella speranza di raggiungere amplessi appaganti. Comportamento più o meno analogo si riscontra nelle donne, con una conseguenza negativa in più: il rischio di infezioni vaginali è aumentato di 7 volte. (Info: www.latrobe.edu.au/).
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IL VALORE DEI SOLDI
Un portafoglio ricco è un toccasana per le donne. Secondo uno studio cinese della Sun Yat-Sen University, il valore simbolico del denaro, associato ai concetti di potere e controllo, accresce l'autostima femminile. Inoltre, favorisce la produzione di endirfine ed altri oppioidi naturali che neutralizzano il dolore fisico del ciclo e predispongono la mente a nuove relazioni sociali. Viva la money-therapy, quindi? " Guadagnare e spendere significa mettere in circolo energia, creare opportunità per creare benefici dal sistema", spiega Xinyue Zhou del Department of psychology dell' università cinese. (Info: www. psychologicalscience.org)
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PALLIATIVE
La terapia del dolore diventerà un diritto di tutti i cittadini italiani con la nuova legge approvata dalla Camera, che istituisce la Rete Nazionale per la Cure Palliative. Spetterà alle Regioni potenziare gli hospice per l'accoglienza dei malati terminali e garantire che i criteri per l'erogazione delle cure siano uniformi. La legge semplificherà anche in modo permanente le procedure per l'acquisto degli antidolorifici a base di oppiacei. Il testo passerà ora all' esame del Senato.
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QUANDO L'ALCOL FA BENE
DI LIVIA ZACCHETTI - GIOIA SALUTE
I ricercatori della Nutrition Fundation of Italy, attraverso uno studio pubblicato su Atherosclerosis, hanno scoperto che una moderata quantità di alcol combatte la sindrome metabolica (circonferenza addominale aumentata, pressione arteriosa alta, trigliceridemia, glicemia elevata, colesterolemia). Un consumo di alcol fino a 40 g al giorno per gli uomini e fino a 20 g per le donne riduce, infatti, in maniera significativa la sua incidenza. In partocolare, la probabilità di sviluppare questa sindrome si abbassa del 16 per cento circa fra gli uomini e del 25 per cento fra le donne rispetto a quanto osservato tra gli astemi. Per livelli di consumo di alcolpiù elevati, il vantaggio protettivo si riduce. Secondo gli esperti, l'effetto favorevolepuò essere dovuto all'azione antinfiammatoria dell'alcol, oltre alla sua azione positiva sul colesterolo "buono". (Info: www.nutrition-foundation.it).
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