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mercoledì, 18 novembre 2009
ACQUA: UN BENE FONDAMENTALE COME L'ACQUA NON DEVE FINIRE IN MANO A PRIVATI
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Linee telefoniche rubate: una conferma dalla Lombardia, i gestori affidano la vendita dei loro servizi a truffatori
Una conferma: i gestori telefonici per acquisire clientela si affidano a venditori che estorcono linee telefoniche ad utenti, spesso del tutto ignari. L'attivita' investigativa, partita da una segnalazione effettuata al Garante della privacy ad opera di cittadini che lamentavano presunte irregolarita' nell'attivazione e disdetta di servizi telefonici, ha permesso di smantellare un gruppo criminale dedito ad un consolidato sistema di truffa, basato sull'utilizzo illecito di migliaia di dati anagrafici di cittadini inconsapevoli.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Busto Arsizio, Roberto Pirro, ed eseguite dai militari della Guardia di Finanza di Legnano, sono durate oltre un anno ed hanno messo fine ad una illecita attivita' di tre societa' (in provincia di Varese e Novara) operanti nel settore della telefonia che, allo scopo di ottenere indebiti compensi da un primario gestore telefonico a cui erano legati da un contratto di agenzia, producevano ed inoltravano, all'insaputa dei clienti, migliaia di richieste di migrazione, dagli operatori originali, verso il predetto gestore.
Nel corso delle indagini, sono stati esaminati migliaia di contratti dei quali quasi 1000 sono risultati palesemente falsi, in quanto recanti firme apocrife o, addirittura, fotocopiate da documenti originali e successivamente incollate con il nastro adesivo in calce alle richieste stesse.
I clienti venivano contattati da call-center specializzati o direttamente da incaricati delle tre societa', anziche inviare un agente dal cliente per meglio valutare il contratto. Nel contempo era prassi per gli operatori richiedere al cliente sia i dati anagrafici che gli estremi del proprio documento di riconoscimento.
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Garante della Privacy: stop ai fax pubblicitari selvaggi ad aziende e famiglie
Il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto nuovamente per combattere l’invio di pubblicità indesiderata via fax. Dall’inizio del 2009 sono oltre 500 le segnalazioni già pervenute al Garante da cittadini e imprese che denunciano questa tecnica di spam.
L’ultimo intervento dell’Autorità ha riguardato una società alla quale è stato vietato l'ulteriore trattamento di dati personali, utilizzati senza consenso dei destinatari per l’invio di pubblicità indesiderata.
L’Autorità ha imposto, inoltre, la cancellazione di tutti i dati personali per i quali non risulti documentata la manifestazione del consenso all’invio di comunicazioni promozionali. L’azienda, nel corso dell’istruttoria, ha peraltro ammesso di aver ricevuto 20.300 richieste da parte di professionisti e imprese che chiedevano di non ricevere più pubblicità e di essere cancellati dalla loro banca dati. La mancata osservanza del provvedimento di divieto espone a sanzioni penali e al pagamento di una somma che va da trentamila a centottantamila euro.
Come altre imprese in precedenza, anche in questo caso la società ha affermato di utilizzare, per gli invii, nominativi estratti da elenchi telefonici “categorici” pubblici (come Pagine Gialle o Pagine Utili).
Questo consentirebbe, ad avviso delle imprese, di poter liberamente disporre di quei numeri per comunicazioni promozionali.
Il Garante, al contrario, ha ancora una volta ribadito che l'uso di sistemi automatizzati per inviare messaggi promozionali, come è il fax (ma il discorso vale anche per sms, mms, e-mail, etc.) impone la preventiva acquisizione del consenso informato e specifico da parte dei destinatari, anche quando si tratti di dati estratti da elenchi categorici o da albi.
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Cellulari. Oltre otto milioni di sanzioni per i venditori truffaldini di loghi e suonerie... ma non basta. Sanzioni al 10% del fatturato
Il dato diffuso dall'Antitrust fa riflettere: dal 2007 oltre otto milioni di euro di sanzioni comminate agli operatori che vendono contenuti multimediali per i telefoni cellulari (loghi, suonerie, ecc.). E' una cifra molto elevata, considerando che per pratiche commerciali scorrette e pubblicita' ingannevole la sanzione massima e' di soli 500 mila euro. Ad essere multati piu' volte sono tutti i gestori mobili, Tim-Telecom Italia, Vodafone, 3 Italia e Wind, oltre alle societa' 'produttrici' dei contenuti.
Il fenomeno si inserisce nel fenomeno delle bollette gonfiate, dove gli utenti si ritrovano addebiti a fronte di servizi mai richiesti o 'venduti' con l'inganno pubblicizzando condizioni differenti rispetto alla realta'.
Perche' le sanzioni esercitino un ruolo effettivamente dissuasorio occorre innalzarle e di molto: 10% del fatturato annuo dell'operatore, con un minimo di 10 milioni di euro.
Occorre che Governo e Parlamento agiscano con tempestivita' per modificare l'articolo 27 del codice del Consumo.
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TV DIGITALE: SWITCH-OFF UN SUCCESSO? NO UNA TASSA A CARICO DEI CONSUMATORI !
Secondo il Viceministro alle Comunicazioni Romani l'operazione dello switch off nel Lazio sarebbe stata un successo. Evidentemente non ha ricevuto le proteste dei consumatori imbestialiti che ieri si sono ritrovati con la scritta "nessun segnale' o con lo schermo blu.
"La realtà è che l'Italia sul digitale ha voluto fare la prima della classe, ma prima della classe non è. L'aver voluto anticipare i tempi rispetto al resto dell'Europa ha solo provocato disagi ai consumatori, gli unici ad aver pagato le conseguenze ed i costi di questa operazione' ha dichiarato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.
I disagi non sono finiti anche per quelli che in questo momento stanno vedendo i programmi, ma che ancora non hanno capito che, salvo rare eccezioni, non potranno più registrare un programma sul videoregistratore mentre ne stanno vedendo un altro o che tra poco dovranno aggiornare il software del decoder chiamando un tecnico.
Per questo il Codacons chiede a Governo ed Authority delle Comunicazioni di intervenire al più presto per rimediare ai disservizi, stabilendo almeno:
1) Obbligo per le case produttrici di decoder di introdurre la funzione di aggiornamento automatico del software via etere, senza dover ricorrere all'assistenza tecnica. Sono migliaia i consumatori che hanno acquistato in anticipo decoder che tra poco saranno tecnicamente superati.
2) Obbligo per i produttori di vendere solo decoder che prevedono la possibilità tecnica di registrare un programma digitale mentre se ne sta vedendo un altro (attualmente possibile solo per pochissimi decoder).
3) Ritiro immediato dal mercato di tutti i decoder con una sola presa scart.
4) Nel nuovo contratto di servizio in corso di stesura dovrà essere stabilito l'obbligo per la Rai di mettere in chiaro tutti i suoi programmi, sia satellitari che digitali. Gli italiani pagano già il canone alla Rai, non si capisce perchè alcuni canali debbano essere visibili solo per alcuni.
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Tessere sconto fasulle. Nonostante le multe Antitrust continuano le truffe
E' arrivata una nuova sanzione dell'Antitrust ad un'azienda padovana che promette tessere sconto e poi obbliga ad acquisti di 3-5 mila euro. La storia e' sempre la stessa, ti chiamano a casa per proporti una tessera fedelta' che garantira' acquisti scontati in un grande magazzino di prossima apertura, arriva un primo agente che conferma la cosa, fa firmare un foglio (incomprensibile) e preannuncia la visita di un secondo venditore per la consegna della tessera. Peccato che nella seconda visita tutto venga ribaltato e con metodi anche molto aggressivi obbliga la sfortunata di turno (i raggiri avvengono ai danni essenzialmente di donne) a pagare con assegni (anche postdatati) o tramite una finanziaria cifre di migliaia di euro per l'acquisto di prodotti casalinghi (lavatrici, materassi, ecc.).
Gia' nel gennaio scorso erano fioccate condanne dell'Antitrust a carico di una serie di aziende, tutte padovane, tutte con la medesima 'tecnica commerciale'. Ora arriva una nuova sanzione (70 mila euro) a carico di Eurokontat, pubblicata nel bollettino dell'Autorita' del 16 novembre. In pratica l'azienda non ha mai smesso di raggirare.
Questa nuova condanna non ci sorprende, visto che le segnalazioni sono continuate. Intanto il nostro esposto presentato alla procura di Firenze e' stato inviato per competenza ad un tribunale veneto.
Queste aziende, che spesso cambiano nome, colpiscono in piccoli Comuni di tutte le regioni del Centro Nord, dal Veneto alla Toscana, dal Piemonte alle Marche, dalla Lombardia al Lazio.
Di seguito i nomi delle aziende coinvolte e sanzionate dall'Antitrust, spesso viene cambiato, come pure il loro marchio commerciale:
- ODALISCA CARD-ACQUISTI OBBLIGATI, Azienda. Blu Dream S.r.l. (già Odalisca S.r.l.), con sede in Selvazzano Dentro (Pd), via Santa Chiara, 10
- TUTTO CASA, Azienda. Sig. Zonta Omar, titolare dell’impresa individuale Domus Reginae (marchio Tutto Casa) di Zonta Omar, con sede in Capriccio di Vigonza (PD), via Venezia, 147
- "ITALIA DENTRO CASA" BY EUROKONTAT, Azienda. Eurokontat S.r.l. (marchio Italia Dentro Casa), con sede in Padova, via del Cristo, 326
- HORO-TESSERA SCONTO, Azienda. Horo S.r.l., con sede in Viale XV Luglio 1886, Treviso
- CASA MODERNA-FIDELITY CARD, Azienda. AB S.r.l. (già Mb2c S.r.l.) con sede in Albignasego (PD), via Caravaggio, 11
- Altre segnalazioni ci pervengono a carico di Style srl, da Toscana e Marche, e New Trade dalla Liguria.
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PORTA LA SPORTA: Perchè usare un oggetto che per pochi minuti può durare cento anni?
L' iniziativa "Porta la Sporta!", promossa dall'Associazione dei Comuni Virtuosi con il patrocinio del WWF presso tutti i comuni, le associazioni e singoli cittadini del territorio italiano, è appoggiata anche da ADICONSUM, Associazione difesa consumatori e ambiente. L'iniziativa ha ottenuto il patrocinio di enti come la Regione Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Marche, Emilia Romagna, Marche e adesioni da associazioni nazionali.“ Porta la Sporta” vuole attirare l’attenzione su un materiale che rappresenta una grossa percentuale dei nostri rifiuti, la plastica, di cui si sta facendo in alcuni casi un uso improprio, a partire dal suo testimonial più invasivo, il sacchetto. Partendo da quest'oggetto, si vuole rendere consapevole il cittadino sulla relazione esistente tra un automatismo abitudinario quotidiano e i danni ambientali conseguenti per rendere quasi "inevitabile" l'acquisizione dell'abitudine corretta. L'iniziativa consiste in un progetto di educazione ambientale che promuove il consumo consapevole e l’uso intelligente delle risorse non rinnovabili, evidenziando e analizzando stili di consumo ormai insostenibili ma che sono anche facilmente modificabili. Il primo obiettivo come recita il claim della campagna "perchè usare per pochi minuti un oggetto che può durare cento anni?" è quello di indurre l'opinione pubblica a mettere in discussione un consumo ormai fuori controllo del sacchetto in plastica a favore di un'alternativa più eco-sostenibile come la borsa riutilizzabile. Una volta acquisita la virtuosa consuetudine di portare la sporta il cittadino sarà più preparato a recepire come attuabili e possibili altre scelte di consumo responsabile che concorrano alla riduzione o eliminazione di altre tipologie di imballaggi in plastica e non solo. Per contrastare il continuo aumento dei rifiuti prodotti è necessario che tutti (produttori, istituzioni, consumatori,) si impegnino in un percorso di quotidiane azioni di prevenzione, riduzione, riutilizzo, riciclaggio verso quegli oggetti che a fine ciclo diventano rifiuti. L'utilizzo della borsa riutilizzabile è di fatto una realtà consolidata in Irlanda (dove l'attuale tassa di 22 cent imposta nel 2002 ha ridotto del 80% il precedente consumo) ma anche nella vicina Corsica. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.portalasporta.it. |
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Gli italiani preferiscono le mail
Gli italiani preferiscono le mail. Nel panorama della comunicazione tecnologica lo strumento più utilizzato sembra essere proprio la posta elettronica. E’ quanto emerge da una recente ricerca realizzata dal colosso svedese Nokia per analizzare i vari fattori che influiscono sul modo di rispondere a diversi argomenti e situazioni.
Per quanto riguarda il nostro Paese dalla ricerca emerge come ogni italiano riceva quotidianamente nella propria casella di posta elettronica oltre 20 messaggi e che il 56 per cento degli intervistati utilizza più di mezz’ora al giorno per rispondere.
Gli italiani dunque dedicano oltre sette giorni all’utilizzo della mail. Si tratta per lo più di mail di lavoro, anche se quasi la metà degli italiani intervistati dichiara di preferire la posta elettronica anche alle telefonate e agli sms sia per inviare che per ricevere informazioni di carattere professionale e personale. Nello specifico il 49% degli intervistati ritiene che sia prioritario rispondere al proprio partner, a seguire il proprio capo o manager(29%), ai colleghi(23%) e persino ai clienti(31%).
Un buon 48% dichiara invece di rispondere solo alle mail inviate da persone che si conoscono.
Il sondaggio è stato condotto nel luglio 2009 su un campione di 7.826 persone in sette paesi,ovvero Regno Unito, Russia,Spagna,Sud Africa,Emirati Arabi Uniti, Singapore e Italia.
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CRUSCA E PANE INTEGRALE: LA DIETA CHE RAFFORZA IL SISTEMA IMMUNITARIO
Un'alimentazione ricca di fibre è in grado di fortificare le difese immunitarie. È quanto emerge da uno studio australiano condotto dai ricercatori del Garvan Institute of Medical Research e del Cooperative Research Centre for Asthma e Airways guidati da Charles Mackay e Kendle Maslowski e pubblicato su Nature, secondo cui il segreto è in un recettore antinfiammatorio, GPR43, in grado di legarsi agli acidi grassi a catena corta - già noti per la loro attività antinfiammatoria - generando una sorta di "barriera" immunitaria, e rafforzando quindi le difese dell'organismo.
Tutto dipende dalla fibre consumate: il recettore può spegnersi o accendersi, a seconda del tipo di alimentazione, determinando quindi il rafforzamento o l'indebolimento del sistema immunitario. Dallo studio emerge infatti che quando GPR43 è attivo, è in grado di bloccare i processi infiammatori nell'apparato digerente, mentre quando è spento le infiammazioni riescono a svilupparsi con più facilità.
Il ruolo della dieta, spiegano i ricercatori, per la prima volta viene considerato fondamentale nell'accensione o nello spegnimento della molecola antinfiammatoria: sono le fibre a tenerla attiva, e in particolare quelle insolubili, come la crusca. "L'idea che la dieta possa avere effetti significativi sulla risposta immunitaria o sulle malattie infiammatorie non è mai stata presa sul serio - spiega Mackay -. Crediamo che i cambiamenti nella dieta associati a stili di vita occidentali poco sani contribuiscano ad aumentare l`incidenza di asma, diabete di tipo 1 e di altre malattie autoimmuni. Ora abbiamo un nuovo meccanismo molecolare che potrebbe spiegare come la dieta sta colpendo il nostro sistema immunitario".
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AUMENTANO LE CURE DEI DENTI LOW COST
da Associazione Italiana di Odontoiatria Generale
In viaggio per risparmiare, grazie a protesi e cure ai denti fuori porta. Sempre più numerosi i connazionali che decidono di lasciarsi l'Italia alle spalle per mettere a posto la bocca con l'illusione di non gravare troppo sul portafoglio.
Secondo gli addetti ai lavori allarmati dal fenomeno, due le ragioni principali che spingono i pazienti a scegliere di farsi curare i denti all'estero: il fattore economico e il tempo. Ovvero spendere meno e raggiungere lo scopo in fretta, senza perdere tempo. E poi, una volta rientrati a casa, le amare sorprese non mancano quasi mai.
Le cure low cost riguardano principalmente i Paesi dell'est Europa tra i quali primeggiano Polonia, Croazia e Ungheria. Ma il fenomeno si sta estendendo anche in Romania e Moldavia, mentre la Slovenia inizia a perdere punti perché troppo costosa rispetto ai concorrenti. I prezzi proposti per le protesi sono nettamente inferiori ai prezzi medi di un odontoiatra italiano. E per invogliare il paziente il preventivo include anche una vacanza con tanto di tour nei luoghi turistici più attraenti vicini alle strutture di cura.
Per la visita non è necessario recarsi in uno studio, ma viene semplicemente richiesto al futuro paziente l'invio di una radiografia e del preventivo dell'odontoiatra italiano. Quindi nessuna visita a scopo diagnostico terapeutico viene effettuata sul paziente prima del trattamento, né gli viene richiesta alcuna storia medica per valutare seriamente il caso specifico.
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