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martedì, 17 novembre 2009

COSTUME E SOCIETA': IL MOBBING...UN FENOMENO ATTUALE

mobbing.jpgdi Maria Marangi

Dinamismo ed incremento sono i principi essenziali per tracciare la tangibile forma di questa società. Una società che moltiplica aziende pubbliche e private, che alimenta con i suoi molteplici ruoli l’integrazione di nuovi lavoratori. Bisogni e consumi tracciano simultaneamente  quel mondo indispensabile e problematico che prende il nome di lavoro.  Viviamo in un’epoca competitiva dove nulla rende plausibile il rallentamento della produttività. Davanti a tanta competizione l’inutile non trova scusanti, ad esso non rimane che adeguarsi al ritmo incessante della macchina del progresso,  sopperendo in questo modo ad ogni personale esigenza. Ed è forse  questo che porta il lavoratore ad adeguarsi alla propria realtà lavorativa. Una specie di grande giungla dove il più forte psicologicamente riesce a sopravvivere.

Il Mobbing è un fenomeno particolare che da qualche decennio interessa l’universo lavorativo. Una specie di controindicazione attuata da colleghi o superiori, verso un lavoratore costretto suo malgrado a subire comportamenti errati e soprusi. Tale termine ha origine dal verbo inglese “to mob”ossia  “assalire in massa,aggredire o malmenare”. Ed è sempre dalla parola mobbing che derivano gli appellativi per coloro che mettono in atto i relativi comportamenti (mobber) o partecipano passivamente per paura o per solidarietà all’aggressione se pur psicologica(side-mobber).Le vittime(mobbizzati) vivono in un ambiente di continua sfida,dove tenacia e aggressività positiva diventano essenziali per continuare ad  essere indispensabili  e non incorrere in un eventuale licenziamento. L’ unione delle imprese poi, contribuisce ad alimentare il menzionato fenomeno(mobbing) perché il timore di  un proprio allontanamento fa scattare nell’individuo comportamenti scorretti  verso chi si  scelto di perseguitare per indurlo a chiedere egli stesso il suo licenziamento. Il mobbing può essere mosso da  varie cause  e per tale motivo viene espresso con definizioni diverse.


Quello cosiddetto “emozionale”, scaturisce da ragioni personali come :invidia competizione antipatia e si distingue in orizzontale (quando avviene tra colleghi con eguale grado)e verticale (se  messo in atto da un superiore).Il mobbing “strategico” invece  coinvolge l’organizzazione dell’azienda  che mira ad un determinato dipendente ormai scomodo per costringerlo ad andarsene. In Italia il fenomeno interessa uomini e donne da un’età compresa tra i 45-50 anni .Per l’azienda questa fascia  rappresenta più un costo che un vantaggio in quanto giustamente esigente in nome della loro esperienza. Sotto l’aspetto legislativo il decreto di legge “626 del 1994 concede al lavoratore di rivolgersi all’ispettorato del lavoro, per analizzare le sue  condizioni lavorative in contemporaneità di un medico aziendale, che determinerà l’eventuale trasferimento per ragioni di salute in altra sede. Da tutto questo si deduce che spesso chi ne è vittima rassegna per forza di cose. La paura della disoccupazione “è” una minaccia,una forma di spettro che sviluppa paura mentre accresce una devastante pazienza.

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