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lunedì, 16 novembre 2009

Staminali per riparare i reni

reni.jpgUn gruppo di ricercatori dell'Universita' di Bari ha scoperto su cellule staminali umane isolate da reni la presenza di un recettore, chiamato TLR2, che potrebbe funzionare da antenna o sensore di danno, facendo percepire alle cellule staminali stesse la presenza di un danno nei tessuti circostanti e quindi anche nel rene ed attivando quindi processi riparatori. La scoperta, appena pubblicata dall'autorevole rivista americana Faseb Journal e coordinata da Fabio Sallustio, e' stata fatta presso il laboratorio di Nefrologia del Policlinico di Bari.I ricercatori hanno dimostrato, tra l'altro, che lo stimolo di questo recettore attiva le cellule staminali residenti nel rene e le induce a proliferare e a secernere una serie di fattori che potrebbero direttamente concorrere al riparo del danno renale o, a loro volta, indurre altri tipi di cellule ad intervenire nei processi di rigenerazione. I ricercatori sono riusciti a far differenziare le cellule staminali in cellule renali in tempi molto piu' brevi del normale, proprio inducendo la stimolazione del recettore TLR2.I risultati della ricerca, che sono stati recentemente presentati al piu' importante congresso americano di nefrologia, tenutosi a San Diego, California, dimostrano quindi che se opportunamente stimolate, tali cellule sono in grado di attivarsi per dirigere i processi di rigenerazione renale.Questi dati aggiungono un tassello alla comprensione dei meccanismi di funzionamento delle cellule staminali renali e potrebbero aprire nuove strade per l'utilizzo di tali cellule nel campo della medicina rigenerativa.

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MORIRE DI CARCERE: 30 casi di morti sospette

carcere.jpgTrenta casi di detenuti morti su cui bisognerebbe svolgere approfondimenti 'nelle sedi opportune'.
Li elenca 'Ristretti orizzonti' nel dossier 'Morire di carcere'. Il rapporto parte dall' inizio del 2002 e arriva fino al caso di Stefano Cucchi, da giorni al centro delle polemiche.
30-1-2002: POGGIOREALE (Napoli). Raffaele Montella, 40 anni, napoletano, si impicca. I parenti non credono al suicidio. Prima di tornare in carcere, aveva detto:'Se torno in cella mi ammazzano'.
1/3/2002 - REBIBBIA (Roma). Stefano Guidotti, 32 anni, si impicca. I carabinieri hanno molti dubbi: le escoriazioni sul volto sono inconciliabili con l'ipotesi del suicidio.
24/4 2002 - OSPEDALE 'MARIA VITTORIA' di Torino. Fabrizio Linetti, detenuto alle Vallette, sfila la pistola a un agente penitenziario e si uccide. Le anomalie: non aveva alcuna possibilita' di scappare, ma anche il suicidio non sembra giustificato 20/5/2002 - O.P.G. di Reggio Emilia. Kolica Andon, 30 anni, albanese, si impicca, dopo 35 giorni di sciopero della fame.
'Preferisco morire, piuttosto che restare qui dentro da innocente' disse.
30/6/2002 - CUNEO. Muore Mauro Fedele, 33 anni. Versione ufficiale: 'arresto cardiocircolatorio'. Il padre lancia accuse: 'Il corpo e' pieno di lividi. Lo hanno riempito di botte'.
22/7/2002 - TORINO. Fabio Benini, 30 anni, muore per infarto.
Soffriva di anoressia, aveva perso 50 kg negli ultimi mesi.
Viene trovato sul letto.

Continua...

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SOS CONSUMATORI: IL CONSENSO INFORMATO

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Agenzia europea per l'ambiente ottimista su raggiungimento obiettivi Kyoto

kyoto.jpgL'Agenzia europea per l'ambiente ha pubblicato un rapporto sulla situazione dell'Ue riguardo agli impegni presi in ambito del Protocollo di Kyoto (1997).
Secondo il documento, i 15 Stati, componenti l'Unione quando s'impegnò a tagliare le emissioni, possono  farcela a superare l'obiettivo della riduzione dell'8% rispetto al 1990, da calcolare come media annuale nel periodo 2008-2012.
Cinque Stati (Francia, Germania, Grecia, Svezia e Gran Bretagna) hanno già ridotto le emissioni nazionali a un livello inferiore agli impegni assunti.
Gli altri membri dell'Ue-27 sono in grado di adempiere agli obblighi, a condizione che utilizzino tutte le misure a disposizione.
L'unica in grave difficoltà, e molto distante dal traguardo, è l'Austria.

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INCIDENTI STRADALI. SOPRATTUTTO PEDONI

incidenti.jpgSono i pedoni la vera "utenza debole della strada", con il 6,6% dei feriti ma ben il 13,7% dei morti: nel 2008 si sono registrati 18.557 casi di investimento con 598 vittime e 20.991 feriti.
La conferma arriva dall'ultimo Rapporto presentato stamane da Aci e Istat. L'investimento di pedone rappresenta l'8,5% degli incidenti. Il 69,8% dei morti ed il 69,2% dei feriti a seguito di incidente stradale e' costituito dai conducenti dei veicoli coinvolti mentre i passeggeri trasportati rappresentano il 16,5% dei morti ed il 24,1% dei feriti.
Tra i conducenti deceduti in incidente stradale, i piu' colpiti sono i giovani: la fascia di eta' che presenta il valore massimo e' quella tra 25 e 29 anni (370 morti), mentre nei conducenti feriti la frequenza piu' elevata si colloca in corrispondenza della fascia di eta' tra 30 e 34 anni (27.117).
Per quanto riguarda i passeggeri sia morti che feriti, la frequenza piu' elevata e' quella relativa alla fascia di eta' 15-19 anni.
Nel complesso, la fascia piu' colpita dalle conseguenze degli incidenti stradali e' quella tra i 25 e i 29 anni, con 453 morti mentre i feriti presentano il valore massimo tra i 20 e i 24 anni (37.582).
La maggior parte dei sinistri (76%) avviene tra due o piu' veicoli, il 24% riguarda veicoli isolati.
Piu' ricorrente lo scontro frontale-laterale (77.735 casi, il 35,5%) con 1.213 morti (25,6%) e 113.432 feriti (36,5%), seguito dal tamponamento che registra 40.047 casi con 499 morti e 65.534 feriti.
Tra gli incidenti a veicoli isolati, il caso piu' diffuso e' la fuoriuscita o sbandamento del veicolo: 20.378 incidenti (9,3%), con 881 morti (18,6%) e 25.509 feriti (8,2%).

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Denaro. In tasca sempre piu' plastica e meno contante

bancomat.gifPiu' carte -Bancomat, carte di credito e prepagat - e meno contante nelle tasche degli italiani, che sempre piu' spesso preferiscono il denaro di plastica per le loro spese quotidiane. La diffusione e l'uso della moneta elettronica, infatti, sono cresciuti in modo significativo negli ultimi anni e oggi in Italia ci sono 74 milioni di carte bancarie -il 10% in piu' rispetto al 2007- 1,3 milioni di POS e oltre 43 mila ATM. E' quanto emerge dallo studio dell'Osservatorio e-Committee dell'Abi, presentato oggi al convegno Carte 2009.
'Negli ultimi anni -ha detto il Direttore Generale dell'Abi, Giovanni Sabatini- la diffusione delle carte e' cresciuta sensibilmente, anche grazie a un'offerta sempre piu' diversificata e alla maggiore spendibilita', anche sul web, di questo strumento. E tuttavia, sul fronte dei pagamenti elettronici l'Italia deve ancora colmare il divario col resto d'Europa, dove le operazioni in contante sono molto meno diffuse. Anche per questo normative europee come la SEPA (Single Euro Payments Area) e la PSD (Payment Services Directive), attualmente in corso di recepimento nel nostro Paese, sono tanto piu' importanti perche' rappresentano, insieme alle nuove tecnologie di tipo contactless, un volano fondamentale per favorire lo sviluppo del mercato dei pagamenti elettronici e il maggior utilizzo in Italia di questi strumenti piu' evoluti, efficienti e sicuri'.

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Ansiolitici. Il consumatore per eccellenza e' donna

ansia.jpgDonna, 52 anni, sposata, in grado di svolgere le attivita' quotidiane ma che non e' seguita da uno psicologo ne' da uno psichiatra. E' l'identikit delle consumatrici di antidepressivi e ansiolitici che emerge dalla ricerca 'Stili di vita, stato di salute psicofisica delle donne', il primo studio osservazionale caso-controllo condotto nelle farmacie venete. Lo studio, promosso dalla commissione Pari Opportunita' della Regione Veneto e' stato realizzato nel 2008 dal Dipartimento di Medicina e Sanita' pubblica Sezione di Farmacologia dell'Universita' degli Studi di Verona.
L'indagine, pubblicata da 'Dialogo sui farmaci' ha coinvolto 11.357 donne intervistate in farmacia da 249 farmacisti e ha analizzato sia le cause di stress degli ultimi 6 mesi che eventuali assunzioni di farmaci psicotropi. Risultato: il 44% del campione ha denunciato un forte stress emotivo dovuto alla morte di un parente, il 43% per problemi familiari e affettivi (malattie e incidenti), il 27% per difficolta' finanziarie, il 6% per violenza subita tra le mura domestiche. In seguito a questi eventi il 34% delle intervistate ha dichiarato di assumere ansiolitici e/o antidepressivi negli ultimi 6 mesi.
Non solo: tra chi si recava in farmacia con una ricetta di medicinali psicotropi il 48% aveva una prescrizione per ansiolitici, il 33% per ansiolitici e anche antidepressivi, e il 19% solo per antidepressivi. Emerso anche un uso prolungato degli ansiolitici, quando le linee guida ne suggeriscono l'uso per periodi brevi. In generale, comunque, tra i farmaci acquistati dal campione prevalgono quelli cardiovascolari, per l'apparato gastrointestinale e il metabolismo e per l'apparato muscolo scheletrico.
Lo studio, secondo gli esperti, va oltre la territorialita' regionale e mette in evidenza come il disagio femminile sia associato in una certa misura all'uso dei farmaci antidepressivi e ansiolitici. Fondamentali, inoltre, la capacita' del farmacista nell'ascoltare, consigliare e informare le donne e nel fare da 'mediatore' per la ricerca epidemiologica.

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Detrazioni del 55%, bocciata la proroga fino al 2012

55percento.jpgdi Salvina Elisa Cutuli - da Terranauta

La Commissione Ambiente e Territorio del Senato ha respinto la possibilità di prorogare fino al 31 dicembre 2012 – data prevista dalla Finanziaria 2008 – il bonus del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Tale proroga è stata accantonata anche per l’incentivo alla sostituzione intera o parziale degli impianti di climatizzazione invernale non a condensazione. L’emendamento all’articolo 2 del decreto proponeva, oltre a tale prolungamento, anche la possibilità di estendere gli incentivi alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti di riscaldamento mediante la combustione di legna e biomasse.

Possibilità che avrebbe consentito un risparmio energetico ed economico significativamente notevole. Niente, invece, di tutto questo. L’unica cosa certa è che rimane in vigore il limite relativo al 2010.

La Commissione non ha visto di buon occhio neanche l’emendamento relativo all’articolo 1 in riferimento alla rimozione del rischio sismico e idrogeologico.

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RIFORMA GIUSTIZIA: NO ALLA SANATORIA PER BANCAROTTIERI E AVVELENATORI DI CIBI

parmalat.jpgda Federconsumatori
“Noi siamo i primi a rivendicare la necessità e l’urgenza di una riduzione dei tempi dei processi, è soprattutto per tutelare la parte più debole del Paese che ve ne è bisogno. - Sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Per questo motivo non siamo disposti ad accettare che si camuffi come una legge destinata a tali scopi una riforma vergognosa ed inaccettabile come quella della giustizia all’ordine del giorno del Governo”.
Più che di una riforma, infatti, si tratta di una vera e propria sanatoria, che, di fatto, per salvare una sola persona, permetterà a bancarottieri ed avvelenatori di cibi di scampare alla giustizia.
Cadrebbero in prescrizione, infatti, tutti quei delicati processi che riguardano risparmiatori truffati, cittadini avvelenati dalle frodi alimentari, oltre che lavoratori gravemente danneggiati dalla mancata sicurezza degli impianti.
Lo consideriamo un gravissimo affronto nei confronti di tutti i cittadini, che vedono ridursi drasticamente la possibilità di ottenere giustizia per gravi torti subiti, quelli cioè che necessitano di processi delicati e che, in pratica, sono destinati a cadere in prescrizione. Pensiamo ad esempio ai processi riguardanti il risparmio tradito, i crack Parmalat e Cirio.
Per ridurre veramente la durata dei processi è indispensabile una riforma organica, che preveda maggiori fondi al sistema giudiziario ed una riorganizzazione tesa ad aumentarne l’efficienza. Quella che si sta mettendo in atto, invece, è una manovra che, al posto di abbreviare i tempi, rischia di annullare del tutto l’efficacia dei processi e la certezza della giustizia.    
Nel caso si intenda procedere in questa direzione le nostre associazioni avvieranno iniziative, ricorrendo in ogni sede a tutti i mezzi possibili, dalla Corte Costituzionale, alla Corte Europea, al Referendum, per fare in modo che un tale scempio non entri nel nostro ordinamento.

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Prima di tagliare i costi degli sms 'italiani' l'Agcom incontra i gestori

sms.jpgL'Agcom intende 'recepire' l'indicazione di Bruxelles, fortemente voluta dal commissario Viviane Reding, di allineare i prezzi a quelli europei anche per gli sms inviati dall'Italia per l'Italia onde evitare una sorta di penalizzazione per i cittadini italiani che comunicano entro i confini nazionali rispetto a quelli che lo fanno utilizzando il roaming in Europa.
A dare un colpo di freno alla decisione dell'Autorita' che ritiene dunque necessario un allineamento alla pronuncia Ue, la richiesta di audizione presentata da Asstel, l'associazione che riunisce gli operatori di telefonia ed e' presieduta dall'ad di Fastweb Stefano Parisi, richiesta accettata dall'Agcom.
L'Autorita' ha ritenuto di ascoltare Parisi con un'audizione che avverra' presumibilmente gia' la prossima settimana mentre a stretto giro una decisione dovrebbe comunque essere presa. Del resto la posizione degli operatori e' nota da tempo e ribadita anche recentemente da Parisi il quale ha sottolineato che in Italia "il prezzo medio degli sms e' tra i piu' bassi d'Europa, pari a 3,5 centesimi". Il presidente di Asstel aveva anche rilevato che sul tema dei prezzi dei 'messagini', ' l'Autorita' per le comunicazioni ha gli strumenti per poter intervenire ed e' la sola titolata a farlo".

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