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venerdì, 13 novembre 2009

LA MAPPA DELLA RETE CENSURATA

blogcensurati.jpg

da L'Internazionale

Sono 185 i blogger che nel mondo sono minacciati, arrestati o rischiano il carcere a causa di quello che hanno scritto o denunciato sui loro blog. Il paese più pericoloso per i blogger è la Cina, seguita dall’Egitto e dall’Iran. Globalvoices.org ha lanciato il progetto Threatened voices per monitorare la censura sul web in tutti i paesi del mondo.

Nella lista c’è anche la blogger cubana Yoani Sánchez, autrice del blog Generación Y, columnist di Internazionale, sequestrata e picchiata qualche giorno fa a L’Avana per le sue opinioni anticastriste.
Oppure la blogger tunisina
Fatma Riahi, incarcerata a Tunisi il 2 novembre con l’accusa di essere l’autrice del blog satirico Blog de Z che pubblica anonimamente vignette contro il governo di Ben Ali. Il blog di Fatma (fatma-arabicca.blogspot.com) è stato oscurato qualche giorno prima del suo arresto.

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Antitrust. Ancora sanzioni a gestori telefonici: e' la volta di Tele2-Vodafone, Wind e Tiscali

antitrust.jpgCon tre distinti provvedimenti, l'Antitrust ha comminato sanzioni per complessivi 260.000 euro a Tele2-Vodafone, Wind e Tiscali relativamente al servizio Adsl ed in particolare per la carenza di informazioni sulla velocita' di connessione al servizio. I provvedimenti sono pubblicati sul bollettino dell'Autorita, dal quale emerge che, per quanto riguarda Tele2 e Wind, alla carenza di dati sulla velocita' si aggiunge la mancanza di informazioni sulla tariffa a tempo, che contabilizzava anche il periodo in cui il pc era spento ma il router rimaneva acceso.
Nel dettaglio, le sanzioni, che seguono istruttorie avviate da numerose segnalazioni dei consumatori, sono pari a 120.000 euro per Tele2, a 90.000 euro per Wind ed a 50.000 per Tiscali.

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INFLUENZA A: "NESSUNA RISPOSTA DAL MINISTERO E DALL'AIFA SU SICUREZZA VACCINO".

vaccino.jpgda Federconsumatori
Il 21 ottobre scorso, Movimento Consumatori e Federconsumatori hanno inviato richiesta formale al viceministro alla salute Ferruccio Fazio e all’Aifa per chiedere che venissero resi pubblici gli studi condotti sul vaccino contro l’influenza A. Ad oggi – denunciano le due associazioni – non ci è pervenuta risposta. Reputiamo questo fatto grave, in un momento in cui c’è necessità più che mai di chiarezza e di trasparenza nell’informare i cittadini.
Di seguito si riporta uno stralcio della lettera inviata al Ministero e all’Aifa:
 
La procedura d’urgenza che si è adottata per la produzione dei vaccini, anche sulla pressione dell’opinione pubblica avrà dato il tempo necessario per un’accurata sperimentazione dello stesso?  E’ sicuro? E per quanto tempo durerà la sua capacità di immunizzazione con una sola somministrazione?  Il foglietto illustrativo ne riporta come necessarie due, anche se ne viene consigliata una sola. E infine, elemento che desta moltissime nostre perplessità, sono sicuri tutti i componenti?
 Ci risulta che per la prima volta è stato utilizzato come adiuvante lo Squalene su vaccini destinati a bambini. Visto che in primis verranno vaccinate le donne in gravidanza e i bambini sarebbe utile conoscere se è stata fatta adeguata sperimentazione su queste tipologie di pazienti con un adiuvante di questo tipo.
Inoltre, come è stata costituita la coorte degli individui su cui si è fatta sperimentazione?
Siamo sicuri che il vaccino sia stato sottoposto a tutti i controlli necessari, ma umanamente ci chiediamo se cinque mesi siano pochi per approfondire in modo accurato la ricerca preventiva alla sua immissione in commercio.

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NAS, SEQUESTRATE DECINE TONNELLATE CIBO AVARIATO. IL CODACONS CHIEDE NUOVE REGOLE SULLA DATA DI SCADENZA

ciboavariato.jpgda Codacons

I carabinieri dei Nas, nei giorni scorsi, hanno sequestrato alcune decine di tonnellate di alimenti conservati in pessime condizioni igieniche e quindi potenzialmente nocivi per la salute. Tra i prodotti avariati, formaggi, salumi, conserve e prodotti ittici, oltre a bevande e liquori scaduti da anni.
Per il Codacons in questi ultimi anni si è verificato un boom di sequestri di prodotti scaduti, ai quali era stata cambiata la data di scadenza. E' evidente, quindi, che bisogna sia potenziare i controlli che cambiare le regole sull'etichetta dei prodotti, a cominciare dalla Legge n. 40 del 2007, la seconda lenzuolata Bersani, che all'art. 4 prevedeva che la data di scadenza doveva "figurare in modo facilmente visibile, chiaramente leggibile e indelebile e in un campo visivo di facile individuazione da parte del consumatore". Una legge non solo inapplicata, ma che, alla luce di questi continui sequestri va anche potenziata rispetto al concetto troppo vago di indelebile, in modo da prevenire la frode ormai frequente di artefare la data di scadenza.
Purtroppo i controlli in materia di igiene e sanità vengono fatti in modo serio solo dai Nas. Praticamente nulla fanno invece le Asl ed i vigili urbani che, invece, hanno numerose competenze in materia. Per questo il Codacons chiede al ministro Sacconi e ai vari sottosegretari alla Salute, di mandare ispettori presso le Asl, per accertare quanti controlli effettuano in un anno e quanto personale è preposto a questi accertamenti.

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Pasticcini e patatine fritte, stessi effetti sul cervello degli stupefacenti

patatine.jpgda TGCOM

Patatine fritte e pasticcini sono capaci di "drogare" il cervello come se fossero cocaina o alcol, soprattutto se vengono consumati a intermittenza, ad esempio se periodi di abbuffate selvagge si alternano a periodi di privazione, magari perché ci siamo messi a dieta per buttare giù qualche chilo di peso. Questo sarebbe anche il motivo per cui, al termine del regime, quando si riprende a mangiare normalmente, al primo peccato di gola si finisce per recuperare tutto quello che si era faticosamente perso. Purtroppo non esiste ancora una soluzione al problema: il fatto di conoscere questo meccanismo, però, può aiutarci a "tener duro" e ad affrontare con maggiore consapevolezza le difficoltà.
Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori italiani e americani, la ragione del deleterio su e giù del peso, il cosiddetto "effetto yoyo", ben noto a chi combatte contro l'ago della bilancia, il consumo intermittente di cibi ricchi di grassi e zuccheri induce modificazioni nel cervello comparabili a quelle osservate nel caso di una dipendenza da sostanze stupefacenti. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica "Pnas" e realizzata dagli scienziati della Boston University School of Medicine (Usa) diretti da due italiani, Pietro Cottone e Valentina Sabino, in collaborazione con Luca Steardo dell'Università Sapienza di Roma, ha dimostrato che basta abituarsi ai sapori buoni e proibiti per restarne "sedotti" e soffrire di una sorta di sindrome da astinenza quando spariscono dal menù.
La scoperta contribuisce a spiegare perché è così difficile rinunciare a certi cibi quando ci si deve mettere a dieta e perché siamo così portati, non appena possiamo allentare un po' allentare la sorveglianza a regime concluso, a ricadere in abbuffate o in disordini alimentari.

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Buoni postali. Chi fa il furbo con i rendimenti, ma soprattutto: a chi giova?

poste.jpgdi Alessandro Pedone - Aduc

I buoni postali fruttiferi (BPF) sono strumenti interessanti (e spesso non compresi) che consentono di effettuare un investimento obbligazionario garantito dallo Stato anche a lungo termine (fino a 20 anni) senza esporsi al rischio di prezzo legato ai tassi d'interesse.

Chi determina i rendimenti di questi buoni? L'emittente, ovvero la Cassa Depositi e Prestiti, una società per azioni a controllo pubblico che dipende dal Ministero per l'Economia e le Finanze.
Secondo quali regole vengono determinati i tassi dei BPF?
Attualmente, la norma di riferimento è il Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 6 Ottobre 2004 che all'articolo 5 (Costo della raccolta sotto forma di buoni postali fruttiferi) specifica che: "Il costo della raccolta sotto forma di buoni postali fruttiferi deve allinearsi al costo equivalente dell'indebitamento del Tesoro sul mercato." In altre parole il costo per lo Stato, e quindi il rendimento per l'investitore, di un buono postale deve essere allineato a quello di un titolo di Stato equivalente.
E' ovvio che a parità di scadenza un BPF renderà meno di un BTP poiché per lo Stato garantire il rimborso, durante tutta la vita del buono, del capitale e degli interessi pattuiti ha un costo maggiore.
Il problema è che da un po' di tempo i tassi dei BPF sembrano essere impazziti.
Tutto è cominciato con la complicazione di questo strumento.

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Offerta pubblica di obbligazioni Mediobanca 2009-2012. Sconsigliamo la sottoscrizione

me.jpgda Matteo Piergiovanni - Aduc

E’ partita il giorno 3 Novembre 2009, per concludersi entro le 13 del giorno 16 Novembre 2009, l’offerta pubblica di sottoscrizione di obbligazioni Mediobanca a tasso fisso e variabile per un valore complessivo di 1.500.000.000 € estendibile a 2.000.000.000 in caso di eccesso di domanda.
Vengono offerte obbligazioni a tasso fisso (ISIN IT0004540719) e variabile (ISIN IT0004540842) entrambe con scadenza di 5 anni con ammontare minimo emesso di 200.000.000 € per ogni tipologia di prestito.
Il rendimento offerto ad oggi non è conosciuto in quanto lo spread che sarà applicato al parametro di riferimento, IRS a 5 anni per le obbligazioni a tasso fisso e Euribor a 6 mesi per quelle a tasso variabile, sarà noto entro 5 giorni dalla conclusione dell’offerta, e oscillerà tra 30 e 60 punti base per entrambe le tipologie di prestito.
Il quantitativo minimo acquistabile è pari a numero due obbligazioni per un valore nominale complessivo pari a Euro 2.000 con possibili incrementi pari ad almeno un’obbligazione, per un valore nominale pari a Euro 1.000 ciascuna.
E’ prevista successiva quotazione sui mercati MOT e TLX.
Non conoscendo l’entità dello spread sottoscrivendo il prestito in anticipo rispetto alla quotazione sul mercato si rischia di andare a sottoscrivere un’obbligazione di cui non si conosce il rendimento a scadenza, per il tasso fisso, quindi si è impossibilitati a valutare se il premio offerto è congruo sia rispetto al tasso free risk che rispetto ad obbligazioni di altri emittenti.
Una volta quotate sui mercati regolamentati si potranno fare tutte le valutazioni finanziarie del caso, ma - come spesso ricordiamo - sottoscrivere queste obbligazioni in emissione non è consigliabile.

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Assegni scoperti in forte aumento

assegno.jpgTanti assegni a vuoto, piu' 12,9% la cifra complessiva non coperta nei primi mesi del 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008.
Risulta dall'elaborazione dei dati di Banca d'Italia, effettuata da La Stampa. Il valore e' giunto cosi' a 1,6 miliardi di euro, derivante da oltre 300 mila assegni non coperti, 192 mila emessi da singoli cittadini.
Il primato, dal punto di vista geografico, e' di Sud e Isole, con oltre la meta' di tutti gli assegni scoperti.

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Fs/Antitrust. Piu' trasparenza per tariffe

treni.jpgL'Antitrust chiede a Governo e Regioni piu' trasparenza nella determinazione delle tariffe per il trasporto ferroviario, in particolar modo per i collegamenti regionali. E' quanto si legge nel bollettino dell'Autorita'. Si tratta della prima segnalazione relativa alla tutela del consumatore in cui si precisa che l'articolo 19 delle 'Condizioni e tariffe per i trasporti delle persone sulle Ferrovie dello Stato', di cui si chiede la modifica, indica infatti come criterio generale di tariffazione quello chilometrico. Tale criterio tariffario viene applicato ai treni regionali per i quali espressamente vige una tariffa chilometrica, concordata con le diverse Regioni, e la distanza e' desumibile dal Prontuario Ufficiale delle distanze chilometriche FS-Viaggiatori. Lo stesso articolo stabilisce pero' che "nel calcolo della distanza tassabile non si deve tener conto degli abbreviamenti di percorso determinati dalla realizzazione di nuove linee direttissime e da opere di rettificazione, di raddoppio o di quadruplicamento eseguite sulla rete ferroviaria". Per l'Autorita' "l'applicazione di una tariffa calcolata secondo un criterio chilometrico, che prescinde pero' dall'effettiva lunghezza del tragitto ferroviario percorso dal viaggiatore, non appare giustificata ne' coerente con la logica stessa di tale modalita' di tariffazione". L'attuale regola tariffaria determina, quindi, "un difetto di trasparenza nelle modalita' di determinazione dei prezzi finali, in quanto definisce un criterio di calcolo della tariffa 'chilometrica' basato su una distanza maggiore di quella effettivamente percorsa".

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MANUTENZIONE CALDAIE: Finalmente chiarezza sulla periodicità. INFO@CONSUMATORI si convenziona con l'Azienda Termotecnica snc. Manutenzione a soli 50€ per i lettori

manutenzione caldaie.jpgdi Massimiliano Orlando

Anticipazione dal numero di Novembre del periodico INFO @ CONSUMATORI

 

SCARICA I CHIARIMENTI DEL MINISTERO PER IL QUALE LA MANUTENZIONE VA EFFETTUATA ADDIRITTURA SOLO OGNI 2 O 4 ANNI PER IMPIANTI CON POTENZA INFERIORE A 35 KW.

MANUTENZIONE CALDAIA.pdf

Periodicità della manutenzione caldaie. Finalmente chiarezza. Nel settembre 2008 la denuncia di Info@Consumatori ha portato la Provincia di Campobasso ad accelerare i tempi per indire una nuova gara d’appalto per la gestione dei controlli sulla regolarità della manutenzione. A dicembre 2008 la Itagas Ambiente, che per 8 anni ha imposto l’obbligatorietà annuale, con la complicità dei manutentori, comminando multe salate ai trasgressori, perde la gara. Segue un primo ricorso al Tar, vinto dalla Provincia, ed un secondo ricorso al Consiglio di Stato. Vinto anche questo. Ecco perché, durante il 2009, non ci sono state novità sostanziali ed i cittadini hanno continuato a rimanere in balia dei “furbissimi” manutentori ai quali ha giovato la confusione. Ma adesso la festa è finita. Il 7 settembre 2009 la ESA srl, l’Ati che si è aggiudicata l’appalto per la Provincia di Campobasso, ha convocato in Provincia tutti i manutentori. Ha spiegato che da ora in poi molte cose cambieranno. A partire dal bollettino di 7,50 € che va pagato solo per l’anno in cui viene effettuata la manutenzione. L’Esa è stata chiara, ribadendo quanto andiamo dicendo da ormai quasi 2 anni. La manutenzione va effettuata annualmente solo nel caso in cui, sul libretto rilasciato dal costruttore, sia specificato il termine “OBBLIGATORIA OGNI ANNO”. In tutti gli altri casi, e cioè in assenza di indicazioni, o qualora venga solo “CONSIGLIATA ogni anno, la manutenzione va effettuata ogni 2 anni, se la caldaia ha più di 8 anni, ed ogni 4, se la caldaia ha meno di 8 anni. Nei prossimi giorni l’ESA incontrerà nuovamente i manutentori ed inizierà una campagna divulgativa sui media ed attraverso una comunicazione diretta alle famiglie, da noi più volte sollecitata.

 

Alcuni mesi fa, sul nostro giornale, abbiamo lanciato un appello alle aziende di manutenzione per la sottoscrizione di una convenzione sui costi della manutenzione.

Ci ha risposto solo la TERMOTECNICA snc di Termoli che proporrà ai lettori una manutenzione “effettiva”, e non una “spolverata”, a soli 50 €. Ci sembra una buona proposta visto che i costi medi vanno, in base alla tipologia di contratto, dai 70 ai 100€.

Per usufruire della convenzione chiamare la redazione di Info@Consumatori allo 0875.706044 o recarsi in Via Cavour, 9 a Termoli. Rilasceremo gratuitamente copia della convenzione da sottoporre all’azienda.

09:00 Scritto da: consumatori in 3 MASSIMILIANO ORLANDO | Link permanente | Commenti (6) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

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