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domenica, 08 novembre 2009
POSTE VITA: sulle polizze dormienti il dissenso è totale
In tema di polizze dormienti, il dissenso con Poste Vita era ed è totale. Poste Vita continua a sostenere di essere obbligata a versare le polizze al fondo in essere presso il Ministero dell’Economia, sulla base della legge 166/08.Le Associazioni dei consumatori hanno riconfermato, invece, che essendo stato previsto nel contratto che Poste Vita non intendeva avvalersi della prescrizione annuale a favore dell’ordinaria prescrizione decennale, non poteva e non può parlarsi di “dormienza”. Sottolineato che la situazione in discussione riguarda solo Poste Vita e INA. Inoltre, abbiamo fatto presente che la materia riguarda sostanzialmente solo il caso di morte del sottoscrittore (secondo le AA.CC. non più di mille casi, per Poste Vita oltre 6.000) e che spesso era stato l’addetto postale ad avere detto che era conveniente per gli eredi mantenere la polizza originaria fino a scadenza ovvero che non sarebbe stato perso alcun diritto mantenendo in essere la polizza.
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TERMOLI: NUCLEO INDUSTRIALE. APPROVATO IL P.E.F. 2010 E IL IL PIANO TRIENNALE DI ATTIVITA’ 2010 - 2012
Il Consiglio Generale del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Valle del Biferno, riunitosi nel tardo pomeriggio del 6 novembre, ha approvato con l’unanimità dei votanti e con la non partecipazione al voto del rappresentante del Comune di Termoli e di quello della Provincia di Campobasso, il Piano Economico e Finanziario per l’anno 2010 e il Piano Triennale di Attività per gli anni 2010 - 2012.
Il P.E.F. proposto dal Comitato Direttivo ed approvato all’unanimità dei votanti prevede per il 2010 un anno di difficoltà, a causa della crisi economica generale che investe le aziende e che si ripercuote sul Consorzio con una pesante diminuzione della fornitura dei servizi erogati per circa 600.000 Euro.
Nonostante tale prospettiva, il Comitato Direttivo del Cosib ha proposto al Consiglio Generale di non incrementare le tariffe dei propri servizi.
E’ importante tuttavia sottolineare che il documento programmatico approvato, pur prevedendo una perdita di esercizio prudenziale di 480.000 Euro, contiene anche un impegno della presidenza e del Comitato Direttivo a raggiungere il pareggio economico attraverso ulteriori sforzi di efficienza interna e di incremento dei ricavi.
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Educazione finanziaria nelle scuole. Audizione in Senato
Adiconsum ha svolto un’audizione presso la Commissione Industria del Senato sull’educazione finanziaria.
I tracolli dovuti ai crack finanziari, unitamente agli scarsi risultati raggiunti da alcune normative e ad una sempre maggiore complessità del mercato e degli strumenti finanziari, pongono l’educazione finanziaria come fondamentale elemento per lo sviluppo del benessere del singolo e della collettività.
Una corretta educazione finanziaria può consentire al consumatore di gestire al meglio i propri risparmi, scegliere gli investimenti meno rischiosi, ricercare le forme più idonee di indebitamento, migliorando quindi la pianificazione economica della famiglia e tutelandone la ricchezza.
Adiconsum, apprezzando la convocazione dei senatori, auspica l’unificazione dei vari DDL in un unico testo condiviso e la rapida approvazione.
Adiconsum ha sottolineato nell’audizione l’importanza della “formazione” dei soggetti deputati all’educazione finanziaria.
Due infatti ad avviso di Adiconsum i rischi: 1) fornire informazioni non coerenti, perché provenienti da più soggetti diversi (istituzioni, intermediari, associazioni consumatori); 2) fornire informazioni contrastanti (valutazione del rischio, rating, rendimenti, ecc.).
Ciò disorienterebbe ancora di più il consumatore.
Adiconsum ritiene che le Associazioni Consumatori, in qualità di soggetti più vicini alle difficoltà e alle necessità dei consumatori e forti della loro esperienza di informazione al consumatore, possano ricoprire un ruolo importante anche in tema di educazione finanziaria.
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E i fondi per la banda larga vengono congelati ... ha da passa' 'a ... crisi
E dopo annunci e ri-annunci, e dopo piani pluri-sbandierati ecco il congelamento.
Gli 800 milioni del piano Romani-Brunetta per il superamento del digital divide e che da tempo attendono di essere sbloccati dal Cipe sono stati sostanzialmente 'congelati' in attesa della fine della crisi, 'perche' il governo ha cambiato l'ordine delle priorita''. Lo ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che, in merito all'ipotesi avanzata dal viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani di ricorrere al mercato finanziario se i fondi pubblici non saranno disponibili, ha commentato: 'Faremo l'uno e l'altro'.
Lo stanziamento, ha spiegato Letta nel corso della conferenza stampa dedicata alle Giornate di studio marconiane, organizzate per celebrare il centenario della consegna del Nobel per la Fisica a Guglielmo Marconi, era stato previsto 'prima dell'avvento della crisi', ma in seguito il governo 'ha voluto fare una riflessione in funzione della diversa scala di priorita'. Abbiamo dovuto riconsiderare le cose per dare la precedenza a questioni come gli ammortizzatori sociali', perche' 'l'occupazione e' la nostra principale preoccupazione'. I fondi, ha comunque sottolineato Letta, 'stanno li', non sono stati spesi ne' sciupati: una volta usciti dalla crisi si potra' riprendere l'ordine della priorita', e la prima sara' la banda larga'.
Peccato che proprio la digitalizzazione in 'banda larga' del Paese, a detta di molti, per esempio Confindustria, sia la ricetta per uscire dalla crisi.
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Fastweb: utili e ricavi in crescita; clienti a quota 1,6 milioni, ma quanti sono quelli 'forzati'?
Fastweb ha chiuso i primi 9 mesi dell'esercizio con ricavi in crescita per 1,36 miliardi di euro (+10%), margine operativo lordo a 404 milioni (+8%) e un risultato netto definito 'in forte crescita' a 30,5 milioni di euro. Il flusso di cassa del periodo ha toccato i 26 milioni di euro, mentre per l'intero esercizio la societa' si e' detta 'ottimista' per il raggiungimento degli obiettivi finanziari. Lo si apprende da una nota secondo la quale i clienti sono saliti da 1,48 a 1,6 milioni allo scorso 30 settembre, con una quota di mercato della banda larga al 15%.A proposito di questi ultimi dati, c'e' da chiedersi se contengano o meno i numerosissimi clienti che vengono 'trattenuti', come rilevato da Aduc e dall'Antitrust, nonostante il recesso da Fastweb (controllata da Swisscom, condannata in Svizzera con una mega multa per abuso di posizione dominante).
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Internet: entro il 2010 le nuove regole europee
Il Parlamento Europeo e il Consiglio Ue, che rappresenta i governi, hanno trovato nella notte un'intesa definitiva sul pacchetto di riforma Ue delle telecomunicazioni, che potra' cosi' entrare in vigore nel 2010 dopo le ultime formalita' che saranno completata entro il mese. Gli stati membri avranno 18 mesi per recepirla nel diritto nazionale. Tra i punti essenziali, una nuova authority europea, la possibilita' di una separazione funzionale tra gestori di reti e fornitori di servizi, piu' tutela per gli utenti di internet. La riforma era stata proposta dalla Commissione Europea gia' nel novembre 2007, e una buona parte delle disposizioni era stata gia' approvata a maggio scorso. Si era pero' creata un'impasse durata oltre sei mesi, dopo che il Parlamento Europeo aveva approvato un emendamento che imponeva come necessaria la decisione di un giudice prima di poter chiudere la connessione internet di persone che scarichino materiale illegale dalla Rete. "Quest'accordo - si e' felicitata per la presidenza svedese dell'Ue Asa Trostensson, ministro per le Comunicazioni di Stoccolma - rafforza la competitivita' tra imprese e migliora la protezione dei consumatori in Europa". Gli stati membri avranno 18 mesi per recepirla nel diritto nazionale.
La riforma introduce anzitutto un regolatore europeo delle comunicazione elettroniche, il Berec (Body of European Regulators in Electronic Communication), che dovra' rafforzare l'applicazione del diritto Ue in materia, impedendo che un operatore possa sottrarsi alla concorrenza. La nuova authority Ue prendera' decisioni a maggioranza. Gli stati membri devono ancora prendere una decisione sulla sede.
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OMEOPATIA: Norme al palo
Norme non ancora attuate, blocco dell'immissione di nuovi farmaci sul mercato, carenza di esperti del settore nelle commissioni tecniche, mancanza di informazioni specifiche e impossibilita' di detrazione fiscale dei medicinali. E' questo il quadro emerso durante la conferenza stampa organizzata oggi in Senato da Omeoimprese, l'associazione italiana che rappresenta il 90% delle aziende produttrici e distributrici di medicinali omeopatici. "Dal 2006, infatti - spiegano gli omeopati - e' in vigore in Italia il decreto legislativo n. 219 del 24 aprile che, recependo una direttiva comunitaria, considera gli omeopatici farmaci a tutti gli effetti. Per l'attuazione della legge, pero', occorre che l'Agenzia Italiana per il Farmaco (Aifa) predisponga gli appositi modelli per la registrazione dei medicinali, necessaria per la loro immissione sul mercato". "Il regime transitorio della legge, permette tutt'oggi la vendita dei soli omeopatici presenti sul mercato dal 1995, farmaci che devono comunque essere registrati entro il 2015 - spiega Fausto Panni, Presidente di Omeoimprese - ma dei tre moduli necessari per la registrazione, l'Aifa ne ha rilasciato solo uno, per giunta non pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. A tre anni dal dlgs del 2006, quindi, non e' ancora possibile inserire nuovi farmaci sul mercato e cio' impedisce di fatto la programmazione di investimenti da parte dell'industria del medicinale omeopatico e antroposofico. Un vero blocco dell'intero settore produttivo, di fatto fermo da 15 anni, nonostante la crescita del mercato".
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