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sabato, 07 novembre 2009
Staminali contro le malattie reumatiche sistemiche
Nelle malattie reumatiche sistemiche, come la sclerodermia e il lupus eritematoso sistemico, il trapianto di cellule staminali adulte e' un'opzione terapeutica efficace.
Lo ha detto a Rimini, durante il 46/o congresso della Societa' Italiana di Reumatologia (Sir), Alan Tyndall, direttore del Dipartimento di reumatologia dell'Ospedale Universitario Felix Splatter di Basilea, presentando i dati di alcuni studi preliminari in cui sono state utilizzate sia cellule staminali ematopoietiche (cioe' un vero e proprio trapianto di midollo osseo come quello utilizzato per la cura dei tumori del sangue) sia cellule mesenchimali, componenti del sistema immunitario la cui funzione e' quella di regolare l'attivita' generale del sistema immunitario.
'Nel caso del trapianto di midollo si ottengono ottimi risultati perche' si annulla la 'memoria immunologica' del paziente quindi anche l'autoimmunita' - ha detto Tyndall -. Piu' interessanti ancora sono pero' le possibilita' offerte dalle cellule mesenchimali, ancora utilizzate solo in ambito sperimentale, perche' consentono di ottenere un controllo dell'eccessiva risposta immunitaria contro i tessuti dell'organismo tipico della malattie autoimmuni senza dover pero' annullare il sistema immunitario del paziente'.
Anche Franco Locatelli, della Clinica pediatrica dell'Universita' di Pavia, ha parlato delle ultime ricerche sulle cellule mesenchimali (ambito nel quale l'Italia e' all'avanguardia) in diversi modelli di malattie autoimmuni, confermandone le potenzialita' ma anche i limiti dovuti soprattutto al fatto che non tutti i meccanismi molecolari alla base della loro capacita' di riparare i tessuti malati sono noti e controllabili. 'Alcuni studi effettuati su pazienti pediatrici dimostrano la capacita' delle cellule mesenchimali di modulare alcuni aspetti del sistema immunitario, ma non altri. I dati sono incoraggianti ma si tratta di terapie che, prima di essere diffuse su larga scala, devono essere ancora studiate con attenzione'.
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Scoperte staminali 'maligne' che possono causare il tumore ai polmoni
Nel tumore al polmone esiste un pugno di cellule staminali 'maligne' che hanno il potere di sostenere la crescita del cancro.
Lo ha dimostrato uno studio coordinato da Gabriella Sozzi e condotto dai ricercatori dell'Istituto nazionale tumori (Int) di Milano, pubblicato su Pnas.
La scoperta potrebbe aprire la strada a nuove terapie contro questo tumore.
Queste staminali 'maligne', spiegano i ricercatori, si possono riconoscere grazie a un particolare marcatore chiamato CD133, e hanno un potenziale per generare il tumore molto superiore rispetto alle altre cellule che compongono il cancro del polmone. Lo studio ha dimostrato anche che queste staminali hanno dei geni che ne aumentano la sopravvivenza e che ne favoriscono l'auto-rinnovamento, oltre a geni responsabili della mobilita' del tumore. Questo le rende particolarmente resistenti ai farmaci tradizionali e coinvolte nello sviluppo delle metastasi. Nello stesso studio si e' osservato inoltre che la presenza di cellule positive al CD133 e' un indicatore per una prognosi sfavorevole nei pazienti con tumore polmonare.
'Questo studio - conclude Marco Pierotti, direttore scientifico dell'Int - pone le basi per un'analisi piu' razionale delle cause dello scarso successo delle cure disponibili per il cancro polmonare, che rappresenta oggi la principale causa di mortalita' per tumore. La possibilita' di individuare e studiare le cellule responsabili del mantenimento del tumore potrebbe inoltre aprire la strada per nuove terapie mirate selettivamente alla loro eliminazione'.
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Cibo: 40% degli italiani lo compra dai distributori automatici
Un quarto degli italiani ha ridotto i consumi alimentari o variato le abitudini a seguito della crisi, ma solo il 6,8% ha ridotto i propri acquisti dal distributore automatico. Quest'ultimi sono utilizzati dal 40% dei cittadini.
E' quanto risulta da una ricerca condotta da Censis per CONFIDA - Associazione Italiana della Distribuzione Automatica e Venditalia, la principale fiera mondiale del settore che si svolgera' a Milano l'anno prossimo. L'82% degli utilizzatori ignora il nome dell'azienda che eroga il servizio e l'87,6 non ha idea dei passaggi organizzativi e della filiera di cui si compone il comparto.
Sono almeno 15 milioni le persone che si avvicinano occasionalmente o con una cadenza regolare alla distribuzione automatica". In particolare, negli ultimi 6 mesi ben il 42% della popolazione italiana tra i 18 e i 64 anni ha acquistato alimenti e bevande automaticamente e addirittura un quarto degli utilizzatori ne fa un uso quotidiano.
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POLITICHE SVILUPPO: RAPPORTO MSE, TROPPO TEMPO PER FARE LE OPERE PUBBLICHE
da Ufficio Stampa Ministero dello Sviluppo Economico
Iter burocratici troppo lunghi, a livello centrale e locale, che hanno comportato spesso un notevole ritardo nei tempi di realizzazione delle opere pubbliche: per esempio nel settore stradale, per i lavori sopra i 100 milioni, passano mediamente oltre 10 anni tra la progettazione e l’esecuzione. Con il risultato che le politiche di sviluppo degli ultimi anni, finanziate con ingenti risorse nazionali e comunitarie - 21 miliardi di € in media l’anno - hanno conseguito solo parzialmente i risultati attesi. È questa una delle più significative conclusioni del Rapporto “Le politiche di Sviluppo 2000-2006”, curato dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica del Ministero dello Sviluppo Economico ed illustrato oggi dal ministro Claudio Scajola al Consiglio dei Ministri.
“La congiuntura ci impone di risolvere i problemi strutturali del Paese se vogliamo uscire dalla crisi con maggiori potenzialità di sviluppo”, ha detto il ministro a cui è stato affidato il coordinamento del “Piano per il Sud” del Governo Berlusconi.
“È prioritario ridurre il divario economico e sociale tra i territori”, ha aggiunto Scajola, ”e il Piano è la strada obbligata per riequilibrare le differenze nella crescita comune. Il problema dei problemi al Sud non sono le risorse disponibili, ma i tempi biblici di realizzazione delle opere che finiscono per aumentare i divari”.
Il pieno raggiungimento degli obiettivi finanziari - sono state spese tutte le risorse comunitarie messe a disposizione dai Programmi operativi regionali - non è stato sufficiente, secondo il Rapporto, a favorire lo sviluppo del Mezzogiorno.
Tre le cause principali di questo scenario
1. una scarsa capacità dell’azione amministrativa che ha comportato spesso un notevole ritardo nei tempi di realizzazione delle opere.;
2. un insufficiente apporto della spesa ordinaria in conto capitale;
3. una eccessiva frammentazione degli interventi: più di 287.000 interventi finanziati da risorse comunitarie, di cui oltre 208.000 riguardano aiuti alle imprese e alle persone e quasi la metà sono di importo inferiore a 10 milioni.
Nel rapporto del Ministero dello Sviluppo Economico si rilevano, tuttavia, anche alcune luci: sono state completate alcune significative opere infrastrutturali (gli aeroporti di Bari, Catania e Cagliari, la metropolitana di Napoli, la linea ferroviaria Alta Velocità Roma-Napoli, importanti tratti di viabilità dalla Salerno - Reggio Calabria alla statale Jonica e alla Palermo-Messina), mentre sono stati realizzati in Campania impianti di fognatura e depurazione, in Toscana il nodo di alta velocità di Firenze e in Piemonte la reggia di Venaria.
Scajola ha ricordato che un prossimo CIPE varerà i Piani Attuativi Regionali che utilizzeranno i Fondi per le Aree Sottoutilizzate 2007–2013, varo che è stato preceduto da una significativa revisione degli stessi Piani regionali.
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ACQUA: PUBBLICA O PRIVATA?
E' in discussione al Senato, la conversione del decreto legge del Governo (n.135/09) sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali. Il provvedimento prevede l'affidamento del servizio idrico a societa' private o a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%. Si e' parlato di privatizzazione dell'acqua ma non e' proprio cosi'. Si avranno, quindi, societa' private o a partecipazione mista, che gestiranno il servizio idrico, non la proprieta' dell'acqua. Che l'acqua sia un "bene" e' evidente, occorre sovrapporre il "diritto". In Italia si svolge un'analoga discussione che parte dal "bene" alla gestione. Il principio di considerare l'acqua un bene comune e' ampiamente condiviso. Dobbiamo porci il problema se una gestione pubblica sia efficiente per gestire questo bene comune. La cosiddetta legge Galli (n.36/94) nasceva con l'obiettivo di smantellare una vecchia logica clientelare di gestione degli acquedotti che erano diventati carrozzoni partitocratrici clientelari. Negli anni e' stata applicata con modalita' che hanno tradito in parte l'obiettivo. La protesta, che nasce in alcune parti d'Italia, riguarda il fatto che dove c'e' stata una forte privatizzazione si e' avuto un aumento delle bollette e scarsi investimenti. In pratica c'e' stata una privatizzazione all'italiana. Il massimo vantaggio per il privato e il minimo per il consumatore e l'utenza.
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L’ACCERTAMENTO FISCALE CON REDDITOMETRO NON E’ INFALLIBILE
RUBRICA a cura dell’Avv. Matteo Sances*
Non è legittimo l’accertamento fiscale cd “Redditometro” allorquando gli elementi considerati dall’Agenzia delle Entrate per ricalcolare il reddito del contribuente (ad es. il possesso di una o più vetture, l’acquisto di immobili, barche ecc..) siano frutto di elargizioni o finanziamenti del coniuge e/o familiari.
Sono queste le conclusioni a cui sono giunti i giudici della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce (sent. CTP di Lecce n.8 del 13.01.2009, sent. CTP di Lecce n.224 del 5.03.2009; disponibili sul sito www.studiolegalesances.it – sez. DOCUMENTI).
Le considerazioni dei giudici derivano dal fatto che seppur tale tipologia di accertamento trovi innesco da una serie di spese “anomale” (il principio è che se un soggetto sostiene determinate spese non può non avere un reddito al di sotto di una certa soglia), il contribuente ha sempre la possibilità di giustificare il suo operato, dimostrando che tali esborsi derivano da denaro messo a disposizione da altre persone.
I giudici in questione, infatti, dichiarano che “la giovane età del contribuente, la convivenza con il padre, provata sulla base di documentazione rilasciata dall’anagrafe del Comune e la circostanza che lo stesso lavorasse alle dipendenze del padre … lasciano presumere, anche in base a quanto notoriamente accade nella realtà sociale in cui la vicenda si svolge, che l’acquisto dell’abitazione sia avvenuta per effetto di una donazione del padre” (si veda sent. CTP di Lecce n.224 del 5.03.2009).
Alla luce di tali argomentazioni, quindi, risulta senza dubbio importante per il contribuente riuscire a dimostrare la correttezza del proprio operato, dando prova – attraverso ad esempio la tenuta di copia degli assegni bancari, la dichiarazione del donante, ecc.. – che determinate spese sono state sostenute grazie all’aiuto di terzi.
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Rapporto europeo sulle droghe, la domanda che nessuno sembra porsi
di Pietro Yates Moretti - Aduc
Quando si parla di droga, l'informazione italiana non sa far altro che cronaca. Non c'è stato uno dei maggiori quotidiani italiani che, nel riportare i tristi numeri della Relazione annuale dell'Osservatorio europeo delle droghe presentato ieri, abbia posto domande sul loro significato. Eppure è molto semplice. Ogni anno, i rapporti del Governo italiano, dell'Europa e dell'Onu mostrano un aumento del consumo di droghe, un incremento di morti per droga, l'espansione di organizzazioni criminali e terroristiche grazie al mercato illegale della droga. Anche quest'ultimo rapporto si inserisce in una tradizione decennale. Un giornalista dovrebbe chiedersi: visti i numeri, stiamo affrontando il fenomeno con gli strumenti giusti? Le risposte sono due: o la strategia proibizionista funziona, seppur debba essere nuovamente intensificata; oppure non funziona. Sia la prima che la seconda risposta presuppongono però che la domanda sia posta, altrimenti anche i prossimi due, dieci, cento rapporti fotograferanno una situazione in costante deterioramento.
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Chi ha intascato il malloppo?
Già, il malloppo. Nessuno ne parla, tutti reticenti.
Loro non dicono, fanno.
Hanno capitali, competenze, capacità; si danno un grandafare, gestiscono i fattori della produzione, producono.
Hanno in mente un bene da produrre, prendono la materia ne fanno materiale; con sofisticati gingilli tecnologici ci fanno merci.
Organizzano Comitati d'Affari: con quelli del credito che danno crediti per produrre e per consumare; con i pubblicitari che propagandano il prodotto; con quelli del marketing che confezionano la domanda di prodotto; con i commercianti dalle vetrine scintillanti e promozioni stupefacenti.
Zitti zitti, quatti quatti hanno fatto utili nel dare ristoro ai bisogni.
Affetti da animal spirit, mai domi, riproducono il prodotto; aumentano la produzione, aumentano i produttori; si moltiplicano i prodotti.
La loro offerta sopravanza la domanda.
Sagaci, pur di fare affari, riducono il ciclo di vita dei loro prodotti; finchè dura..
Non dura.
Quando i redditi impiegati per smaltire l'offerta risultano inferiori a quelli erogati per produrre quell'offerta, quel bene resta invenduto: un male. Perde valore, non produce ricchezza.
Signori: la crisi economica!
Chi ha intascato il malloppo?
Mauro Artibani
Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE
Paoletti D'Isidori Capponi Editori
Marzo 2009
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org
11:36 Scritto da: consumatori in 7 GLI ARTICOLI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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Saldi anticipati e detassazione della 13ma mensilità. La richiesta delle associazioni consumatori
In attesa di manovre strutturali, come da tempo richiediamo, di aumento del potere di acquisto, Adusbef e Federconsumatori fanno una proposta di intervento immediato per stimolare il mercato dell’attuale fase e per rendere meno freddo un natale che si preannuncia “surgelato”.
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