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mercoledì, 04 novembre 2009

LA VIGILIA DI TUTTI I SANTI CONTRO HALLOWEEN? La festa delle zucche ha battuto i crisantemi?

halloween.gifdi Don Mario Colavita

C’è un canto di Branduardi che evoca un curioso pellegrinaggio, sono i santi che cantando e gridando arrivano. Il testo del 1996 dice: “e camminando e camminando stanno arrivando, stanno arrivando. e camminando e camminando stanno cantando, stanno cantando. e camminando e camminando stanno gridando, stanno gridando ora le stelle stanno cadendo le nostre mura stanno tremando e camminando e camminando a piedi nudi ballano i Santi  trombe e tamburi ballano i Santi a braccia alzate ballano i Santi marciando lenti ballano i Santi”.  Alla vigilia di tutti i santi non possiamo  fare a meno di immaginare questa immensa processione di santi e sante, beati e martiri che danzando, gridando e cantando ci indicano la via verso il cielo. Dei santi non possiamo avere paura, anzi, oggi più che mai abbiamo bisogno di questi particolari personaggi che incarnano il bene e la rettitudine. Non a caso a Roma, alcune settimane fa, è stata inaugurata una mostra che vuole riportare all’attenzione della società l’importanza dei santi patroni cioè quei determinati santi che sono a protezione di città, nazioni o anche di corporazioni o mestieri. I santi dunque alla vigilia della loro festa, stando al testo di Branduardi, danzano e cantano per noi, il loro grido e la loro musica è segno dell’armonia celeste, della benevolenza di Dio che benedice la terra i cui passi sono stati toccati da questi uomini e donne.


La religione cristiana ha sempre ritenuto importante l’intercessione dei santi, la preghiera, il culto, le processioni, non a caso i grandi santuari dell’antico evo sono nati nei luoghi di martirio e di vita di questi uomini particolari (pensiamo a San Pietro e san Paolo a Roma, il culto di San Giacomo a Compostela, San’Antonio a Padova etc..). Ecco perché non credo possiamo barattare la schiera dei santi con le zucche di Halloween. Una festa che non ci appartiene e non la si capisce nella sua sostanza cosa vuole comunicare. Halloween è sempre più commerciale, non la si può paragonare alla festa del primo giorno di novembre, il rischio è commercializzare i santi, rendendoli una sorta di clown del sacro. Fin qui ancora ci arriviamo, a torto o a ragione il detto popolare dice: scherza con i fanti e lascia stare i santi. Il 31 ottobre, vigila della solennità di tutti i santi, bambini e adulti sembrano  impazziti nel vestirsi da maghi e streghe per festeggiare cosa? Molti non sanno né l’origine di Halloween tantomeno danno ad essa un preciso significato se non quello di girare a zonzo per strade e discoteche. La festa dei santi, dei santi cristiani quelli che hanno fatto grande l’Europa è stata battuta dalla danza delle zucche di halloween, possibile? Eppure è vero, la commerciabilità di indumenti, zucche, maschere, e tutto ciò che sa di macabro ha superato i 5miliardi di euro, avvinghiando le categorie più disparate. Cosa rimane a noi? Un po’ di sana autocritica, un pizzico di saggezza. Il denaro ci ha fatto dimenticare le nostre radici, ci ha portato a scaricare sulle nostre antiche tradizioni una valanga di zucche color arancione che per noi non hanno nessun significato… La causa non è perduta se con attenzione ri-guardiamo la linfa vitale che scorre nelle nostre radici, nell’immenso patrimonio culturale e religioso concentrato in ogni singola comunità e in ogni angolo della nostra Italia.

Una sana riflessione sul perché festeggiamo i santi, il culto dei defunti, il senso della morte inteso cristianamente riporterebbe quel dovuto equilibrio nel saper anche criticare halloween conferendogli il nobel della commerciabilità.

Il filosofo francese D. Le Guy, alcuni anni fa dava come vincitore halloween sulla festa cristiana dei santi e il culto dei morti. Halloween ha vinto! Si avrà un bel lamentarsi, protestare contro questa vittoria del paganesimo festaiolo, del trionfo di una specie di farsa della morte all’americana, non si potrà fare nulla. E’ stato pronunciato un verdetto. Anche se non c’è un dibattimento, un’arringa, avvocati difensori e una deliberazione. Il caso è chiuso: le zucche hanno battuto i crisantemi.

Voglio augurarmi che le agenzie educative, famiglia, scuola, associazioni sportive e culturali, comuni etc…, sappiano fare sana critica ad uno stile commerciale e festaiolo che sta entrando senza neanche chiedere permesso nelle nostre case.

 

17:00 Scritto da: consumatori in 7 GLI ARTICOLI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

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