« 2009-11 | Homepage
| 2009-11 »
martedì, 03 novembre 2009
INFLUENZA A: Internet e un movimento anti-vaccino H1N1
Lettera aperta di Claudia Rainville*
Tratto da www.thelivingspirits.net
"Caro amico e cara amica,
In passato ho supposto che i vaccini potessero essere pericolosi. Oggi ne sono più che convinta.
Recentemente ho effettuato una ricerca sulla sindrome di Miofascite Macrofagica. Che sorpresa nello scoprire la similitudine con una malattia che ho incontrato spesso in persone in consulto e cioè la Fibromialgia.
La Fibromialgia é una malattia molto dolorosa. Circa una decina di anni fa, mentre ero in Québec, avevo sentito dire che c’erano sempre più persone affette da Fibromialgia. Non ne capivo il motivo, finché recentemente ho scoperto che la Fibromialgia era molto simile alla sindrome di Miofascite Macrofagica.
La Miofascite Macrofagica é caratterizzata da dolori muscolari, articolari, un’astenia importante e molto invalidante, periodi di febbre, rallentamento delle funzioni cerebrali, delle funzioni cognitive e uno stato di debolezza importante accompagnato da tanti altri sintomi che non permettono di svolgere i normali compiti quotidiani (occuparsi della casa, guidare una macchina) né di continuare a lavorare.
Questi malati hanno pochissima energia e, nel corso della giornata, sono spesso obbligati a riposare per recuperare l’energia che manca loro per terminarla. L’evoluzione porta alla cronicità, responsabile di una debolezza muscolare associata ad una stanchezza generale della tensione muscolare. I pazienti interessati erano spesso persone molto attive prima di questa sindrome.
Ricerche fatte su persone colpite da questa sindrome di Miofascite Macrofagica hanno rivelato la presenza di idrossido di alluminio nei macrofagi di queste persone. I macrofagi sono una varietà di globuli bianchi di grande dimensione che intervengono nei processi immunitari fagocitando (imprigionando e digerendo) batteri, lieviti, rifiuti cellulari o sostanze estranee.
Ora, si può ritrovare l’idrossido di alluminio anche in gran parte dei vaccini. L’idrossido di alluminio é utilizzato come additivo. Un additivo é una sostanza chimica che permette di stimolare l’immunità dell’organismo al fine di aumentare la risposta immunitaria.
19:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
NUCLEARE: CHIESTO INCONTRO URGENTE AL MINISTRO SCAJOLA. PERCHE' HA RIFIUTATO DI VERIFICARE I PROGETTI DI QUARTA GENERAZIONE GIA' APPROVATI DAL GIF E DALL'EURATOM?
Il Codacons torna a denunciare il comportamento irresponsabile dell'Italia sul fronte del nucleare. E lo ha fatto davanti alle porte del congresso sul nucleare in corso in questi giorni a Vienna, al quale ha tentato di partecipare - respinto dal funzionario Gregg Webb della IAEA solo perchè era accompagnato da una nota testata tv italiana - il Presidente Carlo Rienzi.
Il Governo italiano - spiega Rienzi - ha approvato la realizzazione sul nostro territorio di reattori nucleari di terza generazione, reattori che in Finlandia e Slovenia hanno mostrato l'intrinseca insicurezza e gli eccessivi costi di realizzazione. Queste tecnologie, a differenza di quelle più evolute e sicure definite di "quarta generazione' (riconosciute da enti quali il Gif e l'Euratom), rappresentano un ritorno al passato e, pertanto, una rinuncia alle innovazioni riconosciute a livello mondiale e provenienti da aziende italiane,
Le centrali di quarta generazione infatti - prosegue Rienzi - sono state messe a punto tramite la collaborazione dell' Università di Genova e dell'Università Brasiliana di Porto Alegre e i progetti dei relativi prototipi hanno ottenuto tutte le certificazioni necessarie della IAEA. Tale "nucleare pulito' dovrebbe consentire nei prossimi 20 anni di costruire reattori commerciali con un più elevato livello di sicurezza, bassa tossicità e breve tempo di decadimento, maggiore protezione contro rischi di proliferazione di armamenti nucleari e attentati ed elevata economicità.
Tuttavia il Governo italiano ha rifiutato di effettuare la due diligence nei confronti delle aziende - come la Del Fungo Giera - che avrebbero potuto realizzare i reattori di nuova generazione, senza fornire alcuna motivazione, venendo meno ad un suo preciso obbligo di conoscenza ed esatta informazione scientifica, anzi volutamente disattendendo i principi di garanzia della migliore tecnologia possibile posti a tutela della salute umana.
Questa la denuncia che è stata lanciata venerdì dal Codacons nel congresso di Vienna, assieme ad un attacco alla lobby del nucleare contraria - per motivi economici - a sostituire le centrali di terza generazione con quelle di quarta, e alla richiesta di incontro con il Ministro per lo sviluppo economico, Claudio Scajola, affinchè fornisca spiegazioni ai cittadini italiani.
18:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
GAS: IL PAESE HA BISOGNO DI UN SISTEMA DI RETE GAS EFFICIENTE, SICURO E COMPETITIVO
Gli obiettivi delle gare per l’affidamento della gestione delle reti, la cui regolamentazione è in esame al Senato, devono includere i possibili benefici a favore degli utenti che usano il gas e non, quindi, propendere per ingiustificati “appetiti” delle amministrazioni comunali concedenti.
17:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
Falliti Todomondo e Teorema, i turisti senza risarcimento. In odore di fallimento anche RalloTravel & Lifestyle
da Adiconsum
Due Tour Operator, TODOMONDO e TEOREMA, sono stati dichiarati falliti in queste settimane.
Un ulteriore colpo – dichiara Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum - inferto ai danni di tanti turisti che così si trovano senza risarcimento e senza la possibilità di aver goduto le vacanze pagate.
Ma non finisce qui - continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum - cinque giorni fa è stato richiesto il fallimento del tour operator Rallo travel & Lifestyle al tribunale di Milano ed altri consumatori si sommeranno a quelli già colpiti.
Tutto ciò avviene nel più completo silenzio e senza nessun intervento a tutela dei consumatori.
Più volte Adiconsum ha chiesto al Ministero del Turismo se il Fondo di garanzia del turista avesse la capacità economica per rimborsare i consumatori raggirati. A tutt’oggi nessuna risposta ci è pervenuta da parte del Ministro Brambilla.
Un’interrogazione parlamentare ha denunciato, tra l’altro, che per il triennio 2009-2011 non risultano in bilancio stanziamenti destinati al Fondo stesso.
Se il Fondo è vuoto, come sembra, i consumatori sarebbero colpiti e gabbati due volte: una dai Tour Operator falliti e un’altra da un Governo che sembra abbia rastrellato tutte le risorse esistenti e non abbia provveduto a reintegrarle.
Adiconsum chiede l’istituzione di un Fondo mutualistico costituito dalle Associazioni Consumatori e dalle Associazioni del Turismo aderenti a Confindustria, Confcommercio e Confesercenti, sotto il controllo del Ministero del Turismo, alimentato da quote, a carico dei Tour operator e delle agenzie di viaggio, per ogni pacchetto viaggio stipulato.
Solo così i turisti potranno veder riconosciuti e tutelati i propri diritti.
16:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
TV DIGITALE: test di Adiconsum rivela che TivùSat non ha bisogno di un decoder dedicato
Lo scorso 29 settembre Adiconsum ha pubblicato la prova del decoder Xdome, dimostrando che il decoder unico già esiste e permette con un solo apparato di vedere tutti i canali in chiaro, anche in HD, unitamente a quelli a pagamento di SKY, TivùSat , Mediaset Premium, Contotv e Dhalia.
L’unico problema rimane il fatto che le smart card di Tivùsat si possono ottenere solo se si compra il decoder dedicato.
Ora Adiconsum ha effettuato un’altra prova, utilizzando un decoder Nokia Mediamaster 9902 del 2005, non più in commercio e neanche più aggiornato dalla fabbrica. Abbiamo inserito nello slot common interface una SmartCam (la stessa messa in vendita per vedere Mediaset Premium con i televisori piatti) e la tessera di TivùSat.
Abbiamo fatto la risintonizzazione dei canali, per poter ricevere i programmi inseriti nel bouquet, ci siamo sintonizzati su RAISAT Premium (il canale che prima di agosto era nel pacchetto SKY ed ora è trasmesso sul digitale terrestre e, criptato, su TivùSat) e con soddisfazione abbiamo visto tutto.
La prova dimostra due cose:
1. che da subito si possono utilizzare i vecchi decoder facendo risparmiare le famiglie
2. che la Smarcam funziona perfettamente per vedere i canali di TivùSat, quindi i canali RAI, nonostante si continui a dire che per vedere TivùSat occorre per forza acquistare uno specifico decoder.
15:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
Banche. E' possibile pagare le bollette dei telefonini 'stranieri'
Dal primo novembre 2009, in Italia e in gran parte del Vecchio Continente sara' possibile domiciliare sul proprio conto corrente anche il pagamento di un servizio (utenze domestiche, fatture telefoniche, ecc.) acquistato in un altro Paese europeo gia' facente parte dell'eurozona.Anche per il pagamento delle bollette arriva cosi' il 'passaporto Ue', sebbene il servizio inizialmente sara' offerto dalle banche su base volontaria. Ma tra un anno, cioe' dal 2 novembre 2010, tutti gli istituti di credito dei Paesi aderenti all'eurozona dovranno offrire obbligatoriamente questa possibilita'.
Dal 2014 sara' poi completata l'estensione del servizo a tutti i Paesi aderenti al Sistema di pagamenti europeo (Sepa), cioe' i 27 Ue piu' la Norvegia, la Svizzera, l'Islanda, il Liechtenstein e il Principato di Monaco, indipendentemente dalla moneta in circolazione in ciascuno di loro.
Ad oggi in Italia, secondo i dati diffusi dall'Associazione bancaria italiana (Abi), ben 450 banche, per un numero di filiali pari a 23mila (su un totale di 34mila) sono pronte a offrire alla propria clientela questo strumento. Che va ad aggiungersi a quelli gia' messi in campo per i bonifici e carte nel quadro della realizzazione di un mercato integrato dei pagamenti in ambito Ue.
14:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
Prezzo sms, il 12 novembre l'Agcom introduce un tetto, forse
Dopo il tetto europeo di 13,2 centesimi (iva compresa) al costo degli sms trasfrontalieri, presto anche l'Italia potrebbe costruirsi il proprio "tettuccio". Dell'argomento ha discusso (animosamente) l'ultimo consiglio dell'Autorita' garante Comunicazioni (Agcom) e la decisione sara' ufficializzata nel consiglio del 12 novembre prossimo in agenda a Roma. Cosa prevede? Il costo degli sms in Italia attualmente e' in media intorno ai 15 centesimi iva inclusa. L'indiscrezione e' stata riportata da Il Velino.La maggior parte vengono pagati un solo centesimo, per la verita', in forza di offerte dei gestori. Offerte che pero' sono sfruttate solo dal 38 per cento degli utenti. Il restante 62 per cento i messaggini li paga molto di piu'.
Ecco dunque la necessita' di introdurre un tetto. E c'e' da scommettere che non si discostera' da quello Ue.
In Europa, stando alle cartelline circolate in Via delle Muratte, solo Lituania (29 centesimi), Austria (25), Olanda (22), Germania (19) e Portogallo (18) fanno pagare di piu' per gli sms. Per il resto, il costo medio e' assai inferiore.
Anche nell'intero Nord America fanno un pochino meglio di noi: 11 centesimi iva compresa. Ed e' li', a chi fa risparmiare gli utenti, che il presidente Corrado Calabro' vuole guardare. Si', anche perche' solo Telecom dai messaggini trae ricavi per due miliardi di euro l'anno.
L'idea del tetto, pero', accarezzata anche da Roberto Sambuco (Mr prezzi), non piace agli operatori del settore: "Avrebbe effetti frenanti sulle dinamiche competitive del mercato - hanno sostenuto nelle audizioni di questi mesi - costringendo gli operatori a recuperare le perdite aumentando il livello generale delle offerte o riducendo gli investimenti".
Argomentazioni che non impediranno all'AgCom, sembra, di introdurre il "tettuccio".
13:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
Clima: forse il metano non dà una mano
Co2 dappertutto. E nelle settimane che precedono il vertice per il clima di Copenhagen, aumentano le discussioni sui gas serra e le fonti energetiche inquinanti. Ma accanto ai Co2 ci sono altri gas di cui si parla poco. Uno è il protossido di azoto (n2o) e l'altro il metano (ch4). Proprio il metano è stato studiato da Drew Shindell e colleghi del Goddard Institute for Space Studies della Columbia University a New York che, su Science, chiedono una correzione di rotta. Con un modello digitale, i ricercatori hanno simulato non solo le differenze dovute ai vari gas emessi nell'atmosfera, ma hanno analizzato anche l'incidenza sui processi atmosferici delle particelle volatili, i cosiddetti aerosol.
12:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
Le Iene indagano sulle morti in carcere
E' il segno dei tempi. Chi vuole giustizia per le decine di 'misteriose' morti in carcere deve sperare in una trasmissione televisiva (una delle migliori, quanto a giornalismo investigativo), piuttosto che nelle Istituzioni, ormai poco credibili.
Tutti i media hanno parlato in questi giorni della terribile vicenda di Stefano Cucchi, arrestato dai carabinieri il 15 ottobre scorso perche' trovato in possesso di una modica quantità di sostanze stupefacenti e deceduto dopo una settimana in circostanze non ancora chiarite. Altrettanto scalpore hanno destato le immagini - diffuse dai mezzi d`informazione - del suo corpo e del suo volto, in cui erano ben visibili lesioni e traumi di grave entità. Le 'Iene' in onda martedí 3 novembre su Italia 1 si occuperanno di un un caso di cronaca analogo, quello di Aldo Bianzino, un falegname di 44 anni morto il 14 ottobre 2007 in circostanze ancora sconosciute. Due giorni prima del decesso, Aldo e la compagna Roberta, residenti a Capanne - nell`Appennino umbro marchigiano - vengono arrestati e portati presso il carcere di Capanne perche', in seguito ad una perquisizione, vengono trovate nella loro tenuta alcune piante di marijuana.
La mattina del 14 ottobre Roberta viene scarcerata e solo in quel momento apprende della morte del marito. Tuttora non si sa niente sulle cause del decesso, quel che è certo è che al momento dell`ingresso in carcere il certificato medico dimostra che entrambi godevano di perfette condizioni di salute. Il medico legale nominato dalla famiglia assiste alla prima autopsia dichiarando che il corpo dell`uomo presentava lesioni al fegato, alla milza, al cervello e due costole rotte.
Dell`argomento si era già interessato Michele Pietrelli, un collaboratore attivo sul blog di Beppe Grillo il quale aveva raccolto la testimonianza della moglie della vittima, scomparsa quest`anno, di cui le Iene mostrano il filmato. Un servizio di denuncia ma non solo; la coppia aveva un figlio che ora ha 16 anni e che, dopo la morte della madre, vive con lo zio, tornato dalla Germania apposta per accudire il nipote e che, per questo, ha perso il suo posto di lavoro.
11:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
Cambio gestore fisso in cinque giorni: Fastweb ricorre al Consiglio di Stato
Fastweb ha impugnato al Consiglio di Stato la delibera con cui l'Autorita' per le Garanzie nelle comunicazioni ha fissato le nuove regole per il cambio di gestore telefonico su rete fissa in 5 giorni, equiparando la pozione di Telecom a quella degli altri operatori. E' quanto risulta a Radiocor.Fastweb chiede ai giudici amministrativi di secondo grado di riformare l'ordinanza con cui venerdi' scorso il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospendere il provvedimento avanzata dalla stessa societa'. La delibera prevede che, entro il primo marzo del 2010, tutti gli operatori dovranno consentire ai clienti la portabilita' del numero fisso presso un altro gestore entro cinque giorni dal momento in cui ricevono la richiesta del cliente. Si attende ora la fissazione dell'udienza in cui sara' discusso il ricorso.
La delibera in questione modifica l'attuale regime, in base al quale per passare da un operatore alternativo a un altro o per ritornare a Telecom ci vogliono venti giorni, mentre per passare dall'ex monopolista agli altri operatori il tempo previsto e' gia' di cinque giorni. Il provvedimento dell'Autorita' per le Garanzie nelle comunicazioni prevede che dal primo novembre i tempi di migrazione da un operatore fisso alternativo a Telecom scendano dagli attuali venti giorni a dieci, per arrivare a cinque il primo marzo 2010.
Ai primi di ottobre Fastweb ha impugnato al Tar la delibera, chiedendone l'annullamento, previa sospensione, perche' ritiene ingiustificata l'equiparazione dei tempi necessari per passare a un altro operatore telefonico in quanto non tutelerebbe gli operatori alternativi rispetto a Telecom, operatore ritenuto dominante. Una argomentazione non condivisa dal Tar del Lazio che venerdi' scorso ha respinto la richiesta di congelare la delibera, in attesa della discussione di merito del ricorso di Fastweb. Per i giudici amministrativi di primo grado, nell'adottare la delibera "l'Autorita' ha correttamente tenuto conto del lungo tempo a disposizione degli operatori (alternativi, ndr) per organizzarsi e che avrebbe dovuto essere da essi impiegato tenendo conto che le misure asimmetriche non sono una rendita di posizione di cui si possa godere senza limiti temporali".
10:12 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook







