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giovedì, 01 ottobre 2009
OMEOPATIA? UN BLUFF SECONDO THE LANCET
Duro colpo all’omeopatia, la medicina alternativa che ha sempre sbandierato il principio terapeutico secondo il quale una sostanza in grado di generare una malattia, somministrata ad un paziente in forma enormemente ridotta rispetto a quella che potrebbe causare la patologia, stimoli nell’organismo che l’assume un meccanismo di difesa che vi si oppone concorrendo a debellarla.
Ora, secondo l’autorevolissimo The Lancet ,una delle riviste mediche più prestigiose , ci sarebbero ben cinque nuovi studi che sconfessano questa pratica relegandola al ruolo di attività inutile, stante l’evidenza che nei volontari dove è stata praticata l’omeopatia si sono avuti gli stessi risultati terapeutici ottenuti con la somministrazione di farmaci placebo.
Dunque, una medicina alternativa inutile, ma, comunque non dannosa, si pensi che in Europa i farmaci omeopatici, per essere approvati nel libero mercato, devono avere una diluizione inferiore a 1 millesimo, ciò per evitare rischi di tossicità, ma anche così, non si può dire che l’omeopatia non presenti dei rischi ugualmente, ciò in quanto, ritarderebbe, a volte seriamente, il ricorso alle cure allopatiche, prescritte dalla medicina ufficiale, un ritardo pericoloso che può rivelarsi, a volte, persino fatale.
Lo dimostra il fatto che in Italia ricorrono all’omeopatia 5 milioni di pazienti che, però, la sospendono, a favore della medicina ufficiale, quando i segni della malattia si fanno più evidenti e più minacciosi. Dunque, l’eventualità, più volte richiamata dai fautori di questa medicina alternativa, che i prodotti omeopatici potessero entrare in apposito registro e dispensati, anche in Italia, dal S.S.N, alla luce di questi nuovi studi condotti, dovrebbe definitivamente tramontare, così come pare stia avvenendo anche in alcuni Paesi europei, come il Regno Unito che, sulla scorta del seguito che l’omeopatia aveva generato negli ultimi decenni, aveva ammesso una partecipazione economica del sistema sanitario pubblico che riconosceva ai malati il diritto non solo di curarsi con l’omeopatia ma di vedersi persino riconosciuti gli alti costi di questa pratica.
Ebbene, nella stessa Inghilterra, si discute animatamente della possibilità di abolire questo privilegio, a questo punto, ingiustificato per le cure omeopatiche, che resterebbero a totale carico di chi ne voglia fare uso.
13:00 Scritto da : consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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Commenti
Premesso che non sono un paziente "innamorato" dei rimedi omeopatici, ho avuto però modo di occuparmi professionalmente come giornalista della materia, e trovo davvero fastidioso il modo con cui viene approcciato il tema nel nostro paese. Gli studi scientifici indicizzati che dimostrano la superiorità del farmaco omeopatico rispetto al placebo si contano a centinaia (come pure ci sono quelli che li criticano, e non solo di Lancet, ma questo è peraltro vero anche per i farmaci allopatici di sintesi chimica...): detto ciò, a nessuno verrebbe in mente di utilizzare un farmaco omeopatico per la medicina d'urgenza, ne alcun medico (anche omeopata) serio lo prescriverebbe. Quindi mi sembra che in questo articolo si faccia (volutamente) un minestrone senza senso, parlando come al solito di "voci", supposizioni, etc. L'omeopatia, come diverse altre medicine complementari e tradizionali, è riconosciuta appunto in complemento alle medicina ufficiale in tutti paesi occidentali civilizzati TRANNE l'Italia. Tutte le altre agenzie sanitarie regolatorie dei vari Ministeri della Salute sono composte da imbecilli scriteriati? Non penso. E sono imbecilli e scriteriati i 12.000 medici iscritti all'Albo che in Italia quotidianamente utilizzano l'omeopatia per curare i loro pazienti? Non penso. Sono imbecilli e scriteriati gli accademici universitari che hanno condotto ricerche che ne comprovano l'efficacia? Non penso. Sono imbecilli i legislatori Europei, che con una Direttiva esecutiva del 2006 hanno parificato in tutta Europa il farmaco omeopatico al farmaco allopatico? Non penso. L'omeopatia è utile come medicina preventiva, applica per certi versi lo stesso paradigma dei vaccini, micro dosi di principio attivo che stimolano le difese immunitarie dell'organismo. Ed esistono ricerche sulla capacità del DNA dell'acqua di mantenere "memoria" (frequenza elettromagnetica) di principi attivi anche quando essi sono molto diluiti (siamo nell'ambito della fisica quantistica, non più della bio-chimica). Ed allora, viste queste conferme, quest ostracismo sarà forse dovuto al fatto che facendo una buona prevenzione la gente si ammala di meno e si tolgono "clienti" alle multinazionali farmaceutiche, sempre voraci di profitti? Quest'ultima forse è più probabile delle ipotesi che ho elencato sopra... ;) La medicina è una: l'importante è affidarsi ad un medico esperto, che saprà lui se prescrivere un farmaco omeopatico, un farmaco fitoterapico, un farmaco allopatico di sintesi chimica, etc, a seconda delle esigenze del paziente e della malattia. Facciamo fare i medici ai medici, ed i blogger facciano i blogger, please, e possibilmente senza pregiudizi ;)
Luca Poma
Scritto da : Luca Poma | lunedì, 05 ottobre 2009
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