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martedì, 13 luglio 2010

FACEBOOK MANIA

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di Maria Marangi

 

facebook2.jpgLa comunicazione sociale oggi è facilitata da quel mondo virtuale che prende il nome di Internet, uno strumento che consente di oltrepassare le barriere del tempo e dello spazio. Il suo popolo di navigatori è cresciuto enormemente e comprende ormai ogni età. Con internet si gioca, ci si informa, si vende, si lavora, si studia e si comunica.

In Italia quella per facebook è una passione in crescita. La grande ascesa del social network, creato nel 2004 da Mark Zuckerberg, allora studente di Harvard, per mantenere i contatti tra vecchi compagni di classe, ha portato il nostro Paese alla guida della classifica mondiale dell’incremento del numero degli utenti.

Tramite questo mezzo di comunicazione, si possono condividere e segnalare video, foto, mete turistiche. Ognuno può creare la sua pagina ad immagine e somiglianza.

Gli iscritti a facebook possono scegliere di aggregarsi a una o più reti organizzate per città, posti di lavoro, scuola e religione. Dal 2007 è disponibile il market-place che consente agli utenti di postare degli annunci che sono visibili solo ad altri utenti presenti nella rete.

La sua denominazione deriva dagli annuari con le foto di ogni singolo membro (face-book) che alcuni college e scuole preparatorie statunitensi pubblicano all’inizio dell’anno accademico e distribuiscono ai nuovi studenti e al personale della facoltà come mezzo interattivo per conoscersi.

Questa grande diffusione del social–network purtroppo nasconde minacce orwelliane, tecnologiche e fisiche come i furti d’identità, account compromessi ed in alcuni casi disattivati, e attacchi di ogni tipo.


Sotto l’aspetto fisico è stata riscontrata una sorta di patologia cosiddetta “friendship-addiction”. Ad individuare questa dipendenza è David Smallwood, psicologo britannico con esperienza in questo campo.

In un articolo pubblicato dal “Daily Mail” afferma che il più diffuso social network alimenta l’insicurezza degli utenti. I soggetti a rischio hanno un’età compresa tra i 30 e i 40 anni, una buona conoscenza dell’informatica, spesso isolati per ragioni lavorative. Prevalgono problemi come solitudine, insoddisfazione nel matrimonio, stress collegato al lavoro, problemi finanziari, lotta per uscire da altre dipendenze, vita sociale limitata. Le donne sono quelle più vulnerabili perché la loro autostima deriva dai rapporti che instaurano con gli altri.

Obbligando gli utenti ad acquisire nuovi amici, face book accentua la paura di essere respinti. La ricerca ossessiva dell’amico isola ancor di più l’individuo in quanto si viene giudicati da quanti amici online si hanno.

Questo mondo virtuale è vissuto come un antidoto al senso di vuoto e alla solitudine che in quella fascia di età a rischio, piena di bilanci, contagia anche i cosiddetti vincenti. Oggi infatti i nostalgici a caccia degli ex compagni di classe sono in minoranza tra i face book maniaci e i veri profili sono dati da: i troppo soli, gli insoddisfatti, quelli con l’alter ego, i cuori infranti e naturalmente non potevano mancare i latin lover virtuali. Dietro le quinte di questo sito si nasconde insomma un problema di solitudine. Scatta nell’utente un bisogno irresistibile di connessione. Si avverte la necessità di trascorrere un tempo sempre maggiore nella rete. Da tutto questo derivano una serie di atteggiamenti che delineano con maggior chiarezza la “dipendenza”. Ansia, paura, depressione, sono i sintomi che si avvertono quando si è scollegati. È comunque difficile per una persona avere questa consapevolezza. Sembra impossibile, ma i meccanismi sono i medesimi che provocano altre dipendenze. Diventa un circolo vizioso.

La cosa più preoccupante è che anche un bambino di 8 anni, cambiando la propria identità, può iscriversi al sito.

A questo punto sarebbe efficace dare le dovute informazioni e utilizzare consigli per l’uso inserendo all’iscrizione la dicitura “crea dipendenza”.

17:00 Scritto da: consumatori in 7 GLI ARTICOLI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

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