E I CLAN PORTANO I VELENI IN MOLISE

rifiuti2.jpgda IL MATTINO di Rosaria Capacchione

NAPOLI (24 ottobre) – Al di là del Matese, lontano dagli occhi e dalle rotte battute dai trafficanti di veleni da vent’anni a questa parte. Si sono trasferiti là, in Molise, gli ecomafiosi collegati al clan dei Casalesi, gli uomini che hanno gestito il trasporto dei rifiuti tossici fino alle discariche, ormai sequestrate e inagibili, di Giugliano, Licola, Parete.

Operano soprattutto in provincia di Isernia, non disdegnano quella di Campobasso dove corteggiano due impianti autorizzati dalla Regione: la discarica di Montagano e il depuratore Cosib di Termoli.

Il monitoraggio avviato dalle associazioni ambientaliste molisane e dalle Procure di Santa Maria Capua Vetere, Larino e Isernia segnala il rischio di infiltrazioni camorristiche e la presenza di imprenditori del settore.

Come i fratelli Caturano di Maddaloni e Toni Gattola, cognato del capozona casalese di Cancello Arnone e controllore della discarica Magest di Licola, già coinvolti in varie inchieste – da Re Mida a Madre Terra – sullo smaltimento illegale dei rifiuti. L’indagine conoscitiva conferma, dunque, quanto già segnalato nel 2008 dalla Dda di Campobasso, e cioè che «il Molise è diventato il punto finale di arrivo per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi, dove è facile occultare discariche abusive con la compiacenza di alcuni proprietari corrotti» .

E I CLAN PORTANO I VELENI IN MOLISEultima modifica: 2010-10-25T17:00:00+00:00da consumatori
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Un pensiero su “E I CLAN PORTANO I VELENI IN MOLISE

  1. La risposta alla Sig. Capacchione : Complimenti per l’assegnazione del tapiro d’oro alla Sig. R. Capacchione , ma è opportuno e doveroso a scanso del male e dei danni che può fare del giornalismo inesatto fornirVi maggiori dati e notizie , sperando che la Sig. Capacchione svolga attento accertamento e corregga i suoi dati a me riguardanti conservati nel proprio archivio . Mi presento : sono “ l’amico “ Toni Gattola , ad onor di cronaca Vi informo che non sono il cognato di Alfonso Cacciapuoti , sono stato il convivente della sorella di costui dal 1992 al 1996 , sono tutt’oggi felicemente sposato con una donna non italiana ed ho un pupo di 2 anni , sono stato e sono tutt’ora un consulente ambientale , che non ha M A I riportato condanna penale per illeciti ambientali , benché più volte ingiustamente accusato da alcune persone delle Forze dell’Ordine secondo un personale disegno persecutorio avverso la mia persona. Le informazioni riportate dal Dott. Federico Cafiero e Raho non corrispondono al vero , e sono poste in modo tale da fare di me non il consulente ambientale che sono , bensì un delinquente – che non sono – , Mi pare doveroso per l’onore della mia persona sottolineare che la CTI di Morcone era un’azienda mia cliente , la quale ebbe dei problemi nel tenimento del Comune di Morcone, unitamente a questa Azienda fui processato dal Tribunale di Benevento ed ASSOLTO , per non aver commesso il fatto .Per quanto attiene poi la CSR di Villa Literno anch’essa è stata mia cliente , e non fui mai indiziato o coinvolto con in presunti illeciti ambientali contestati alla stessa . Preciso inoltre di non aver “ MAI “ gestito alcun impianto di recupero o smaltimento rifiuti , ho soltanto svolto il mio lavoro di consulente ambientale – che è estraneo allea gestione dei rifiuti – al massimo sono stato il responsabile per la sicurezza della MAGEST , per la quale gli stessi Operatori mi ascrivono la gestione .Ad oggi sono imputato nel procedimento Re Mida e per gli altri che il PM dr. M. C. Ribera ha fatto nascere dallo stesso , come la moltiplicazione dei pani e dei pesci . Nessun processo si è concluso – a stento si celebra qualche udienza , ma posso assicurarVi la mia completa e personale partecipazione , giusto per urlare la mia innocenza. Peraltro il sottoscritto per i fatti di cui all’articolo della Sig. Capacchione , che Voi giustamente asserite di esser stato copiato da un articolo uscito sulla “ Voce “ , Vi notizio che di già ebbi ad adire le vie legali per difendermi dalle calunniose e diffamatorie notizie non circostanziate e assolutamente superficiali e non veritiere, sporgendo querela nei confronti del giornalista e del giornale la Voce . Credo fermamente in quello che è il nostro ordinamento giuridico , è giusto il diritto di cronaca , ammiro la professionalità ed abnegazione al lavoro della Sig. Capacchione , ma ritengo improcrastinabile la mia precisazione , la quale per altro può esser facilmente controllata , non tanto per il male gratuito che ne ricevo , ma giusto onore di cronaca che è dovuto .Preciso per altro , benché Abruzzese di nascita , non vado a Roseto degli Abruzzi da una vita , non passo per il Molise da una eternità , e non sono quella persona come voi mi etichettate !.RingraziandoVi per l’attenzione ed augurandovi un buon lavoro , riservandomi di tutelare la mia famiglia e persona in tutte le sedi riconosciute per legge , nonché disponibile a fornire personalmente tutti i chiarimenti del caso anche attraverso lo strumento dell’intervista , vi porgo distinti saluti . Toni Gattola

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