Lettera a Pietrino Vanacore, ucciso dallo Stato e dalla Stampa.

Vanacore.JPGda Dr Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE

 

Pietrino,

ai tuoi funerali, intorno alla tua bara, assorta nel silenzio con la rabbia ed il dolore, c’era la gente che ti vuole bene. Chi non era lì con il corpo, vi era con il pensiero. Da tutta Italia per starti vicino.

Una donna ha avuto il coraggio di dare voce alla comunità a te vicina: «applaudite, hanno ottenuto quello che volevano!!!»

La frase era rivolta a coloro, che, per deformazione professionale e culturale, non hanno una coscienza.

Intorno alle tue spoglie gli sciacalli hanno continuato ad alimentare sospetti.

La tua morte non è bastata a zittire una malagiustizia che non è riuscita a trovare un colpevole, ma ti ha scelto come vittima sacrificale. A zittire una informazione corrotta che ti indicava come l’orco, pur senza condanna.

simonettacesaroni01_01.jpgTu non puoi dirti vittima di un errore giudiziario, come altri 5 milioni di italiani in 50 anni.

Per venti anni sei stato perseguitato da innocente acclamato. Volevi l’ultima parola per dire basta.

Non te l’hanno nemmeno lasciata. Pure da morto continuano ad infangare il tuo onore.

Accuse che nessuna norma giuridica e morale può sostenere. Accanimento che nessuna società civile può accettare.

Io, noi italiani, per te diciamo basta!!!

La tua morte è un omicidio di Stato e di Stampa.