Commento alla giornata mondiale della PACE

pace.jpgdi Don Mario Colavita

 

Il messaggio del 2010 per la giornata della pace è centrato interamente sulla questione ecologica. Per il papa l’ecologia è strettamente legata all’opera di Dio e alla vita dell’uomo. Per  tale motivo è importante la riflessione ché l’umanità rinnovi e rafforzi “quell’alleanza tra essere umano e ambiente, che deve essere specchio dell’amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino”.

C’ è un passo nel messaggio in cui il papa fa riferimento al mondo classico e al mondo biblico circa la visione del creato e il suo profondo rispetto. Benedetto XVI cita Eraclito di Efeso (535-475 a.C.) e la rivelazione biblica a sostegno della sua tesi: La saggezza degli antichi riconosceva che la natura è a nostra disposizione non come “un mucchio di rifiuti sparsi a caso”, mentre la Rivelazione biblica ci ha fatto comprendere che la natura è dono del Creatore, il quale ne ha disegnato gli ordinamenti intrinseci, affinché l’uomo possa trarne gli orientamenti doverosi per «custodirla e coltivarla”.

Nel solco della dottrina sociale della Chiesa il papa denuncia una vera e propria crisi ecologica: “Come rimanere indifferenti di fronte alle problematiche che derivano da fenomeni quali i cambiamenti climatici, la desertificazione, il degrado e la perdita di produttività di vaste aree agricole, l’inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere, la perdita della biodiversità, l’aumento di eventi naturali estremi, il disboscamento delle aree equatoriali e tropicali?… Come non reagire ai conflitti in atto e a quelli potenziali legati all’accesso alle risorse naturali?”.

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